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	<title>Vita Da Mamma &#187; Lavoro</title>
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	<description>Notizie dal Mondo delle Mamme</description>
	<lastBuildDate>Tue, 21 May 2013 15:11:50 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Come faccio a pagare la baby sitter con i buoni lavoro</title>
		<link>http://www.vitadamamma.com/54237/come-faccio-a-pagare-la-baby-sitter-con-i-buoni-lavoro.html</link>
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		<pubDate>Mon, 14 Jan 2013 09:58:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Licia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Evidenza in Home]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Mamma ma Donna]]></category>
		<category><![CDATA[baby-sitter]]></category>
		<category><![CDATA[buoni lavoro inps]]></category>
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		<category><![CDATA[voucher baby sitter]]></category>

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		<description><![CDATA[Sarà operativo da maggio 2013 il sistema dei voucher (i “buoni lavoro”) per il baby sitting pagati dallo Stato.
Lo ha annunciato la settimana scorsa a Prima di tutto su Rai Radio 1 il presidente dell’INPS Antonio Mastrapasqua.
«I voucher – ha detto Mastrapasqua -, attraverso 20 buoni dell’Inps, saranno distribuiti sulla base degli Isee delle mamme [...]<br /> <small>&copy;Copyright by <a href="http://www.vitadamamma.com/">VitaDaMamma.com</a></small>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.vitadamamma.com/wp-content/uploads/2013/01/baby_sitter_marypoppins.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-54243" style="margin: 5px;" title="baby_sitter_marypoppins" src="http://www.vitadamamma.com/wp-content/uploads/2013/01/baby_sitter_marypoppins-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Sarà operativo <span style="color: #000080;"><strong>da maggio 2013</strong></span> il sistema dei voucher (i “buoni lavoro”) per il <span style="color: #000080;"><strong>baby sitting pagati dallo Stato</strong></span>.</p>
<p>Lo ha annunciato la settimana scorsa<em> </em>a <em>Prima di tutto</em> su Rai Radio 1 il presidente dell’INPS Antonio Mastrapasqua.</p>
<blockquote><p>«I voucher – ha detto Mastrapasqua -, attraverso 20 buoni dell’Inps, saranno distribuiti sulla base degli Isee delle mamme che ne faranno richiesta: sarà stilata una graduatoria e verranno distribuiti sulla base delle reali esigenze».</p></blockquote>
<p>Il voucher baby sitter, che sarà effettivo dopo il via libera della Corte dei Conti, sarà operativo da quest’anno fino al 2015. La cifra stanziata (circa 60 milioni di euro presi dal Fondo per l’occupazione femminile e dei giovani) è stata inserita nel decreto ministeriale firmato il 22 dicembre scorso dai ministri  Elsa Fornero e Vittorio Grilli (art. 4 e succ.).</p>
<p><a href="http://www.vitadamamma.com/wp-content/uploads/2013/01/voucher_inps2.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-54246" style="margin: 5px;" title="voucher_inps2" src="http://www.vitadamamma.com/wp-content/uploads/2013/01/voucher_inps2-300x186.jpg" alt="" width="300" height="186" /></a>Le mamme lavoratrici con un bimbo di età inferiore a un anno che intendono rientrare al lavoro dopo il congedo di maternità obbligatorio potranno richiedere il voucher, tramite richiesta da inoltrare all’Inps, negli undici mesi successivi al congedo, <span style="color: #000080;"><strong>in alternativa alla fruizione del</strong> <strong>congedo parentale</strong></span> (quello retribuito al 30%).</p>
<p>Per ogni quota mensile richiesta la mamma lavoratrice dovrà <span style="text-decoration: underline; color: #000080;">scontare una riduzione di un mese del periodo di congedo parentale</span>.</p>
<p>La cifra di cui beneficiare sarà pari a <span style="color: #000080;"><strong><span style="text-decoration: underline;">300 euro netti mensili</span> per sei mesi</strong></span> e <span style="color: #000080;"><strong>potrà essere usata per il pagamento di una <span style="text-decoration: underline;">baby sitter o</span> per coprire la retta dell’<span style="text-decoration: underline;">asilo nido</span></strong></span> pubblico o privato accreditato.</p>
<p>Se si opta per la prima soluzione, sarà l’Inps a stanziare i soldi entro 15 giorni dalla data dell’accettazione della domanda; se la scelta cadrà sull’asilo nido, invece, sarà lo stesso ente di previdenza a bonificare direttamente, ogni mese, la quota prevista alla struttura interessata.</p>
<p><a href="http://www.vitadamamma.com/wp-content/uploads/2013/01/inps.jpg"><img class="alignleft  wp-image-54248" style="margin: 5px;" title="inps" src="http://www.vitadamamma.com/wp-content/uploads/2013/01/inps-300x200.jpg" alt="" width="270" height="180" /></a>Come specificato dal presidente Mastrapasqua, il beneficio verrà concesso, alle mamme che ne faranno richiesta all’Inps, sulla base di una <span style="color: #000080;"><strong>graduatoria nazionale</strong> <strong>che terrà conto dell’indicatore di ricchezza Isee </strong></span>e “fino  a concorrenza delle risorse disponibili per ciascun anno”. La priorità sarà riconosciuta ai nuclei familiari con l’indicatore della situazione economica equivalente inferiore e, a parità di Isee, secondo l’ordine di presentazione della domande.</p>
<p>Si attende la pubblicazione, da parte dell’Inps, delle modalità per la presentazione delle domande.</p>
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		<title>Indennità di disoccupazione 2013: Aspi e Mini Aspi, cosa sono e come funzionano</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jan 2013 06:22:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Mariangela Saulino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Mamma ma Donna]]></category>
		<category><![CDATA[Aspi]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[mini Aspi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Governo Monti è stato, ormai, archiviato, ma nonostante ciò con il nuovo anno entreranno in vigore alcuni provvedimenti varati lo scorso anno , come il Decreto Salva Italia e le indennità di disoccupazione Aspi e mini Aspi, contenute nella riforma del lavoro.
La mini Aspi è nata per sostituire l’indennità di disoccupazione ordinaria non agricola [...]<br /> <small>&copy;Copyright by <a href="http://www.vitadamamma.com/">VitaDaMamma.com</a></small>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.vitadamamma.com/wp-content/uploads/2013/01/capricorno-150x1505.jpg"><img class="alignleft  wp-image-53085" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="Indennita di disoccupazione 2013: " src="http://www.vitadamamma.com/wp-content/uploads/2013/01/capricorno-150x1505-300x199.jpg" alt="Indennita di disoccupazione 2013: Aspi e Mini Aspi, cosa sono e come funzionano" width="300" height="199" /></a>Il <span style="color: #ff0000;">Governo Monti</span> è stato, ormai, archiviato, ma nonostante ciò con il nuovo anno entreranno in vigore alcuni provvedimenti varati lo scorso anno , come il <span style="color: #ff0000;">Decreto Salva Italia</span> e le indennità di disoccupazione <span style="color: #ff0000;">Aspi e mini Aspi</span>, contenute nella riforma del lavoro.</p>
<p>La <span style="color: #ff0000;">mini Aspi</span> è nata per sostituire l’indennità di disoccupazione ordinaria non agricola a requisiti ridotti, e verrà erogata nei casi di nuovi eventi di disoccupazione a partire dal primo <span style="color: #ff0000;">gennaio 2013.</span></p>
<p style="text-align: right;">La<span style="color: #ff0000;"> mini Aspi</span> riguarda i lavoratori subordinati che, involontariamente hanno perso la loro attività lavorativa ma che possano vantare almeno 13 settimane di contributi nei 12 mesi precedenti. Assumono rilievo tutte le settimane retribuite, a condizione che quanto ricevuto non sia inferiore ai minimali previsti dalla <span style="color: #ff0000;">Legge n°638 del 1983 e della legge n°389 del 1989.</span></p>
<p>L’indennità verrà corrisposta su base mensile per un numero di settimane pari alla metà di quelle di contribuzione maturate nei 12 mesi precedenti la data di cessazione del rapporto di lavoro.</p>
<p><a href="http://www.vitadamamma.com/wp-content/uploads/2013/01/soldi-28.jpeg"><img class="alignright size-full wp-image-52970" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" src="http://www.vitadamamma.com/wp-content/uploads/2013/01/soldi-28.jpeg" alt="" width="300" height="220" /></a>L’indennità verrà, però, sospesa d’ufficio per un massimo di 5 giorni nel caso in cui il soggetto trovi un altro lavoro con contratto subordinato, anche se ciò avvenga in uno stato estero.</p>
<p>Sia nel caso dell’<span style="color: #ff0000;">Aspi</span> che della <span style="color: #ff0000;">mini Aspi</span> vengono riconosciuti i contributi figurativi nella misura della media delle retribuzioni imponibili degli ultimi due anni, oltre che il diritto agli assegni familiari.</p>
<p>La riforma prevede un periodo transitorio che fa riferimento a coloro che nel 2012 hanno maturato i requisiti stabiliti dalla vecchia normativa e che verranno assorbiti dalla nuova disciplina.</p>
<p>Per garantire una transizione omogenea verranno applicate le regole precedenti in tema di requisiti assicurativi e contributivi, mentre la durata e la misura della prestazione verranno determinate sulla base delle nuove disposizioni previste per la <span style="color: #ff0000;">mini Aspi</span>.</p>
<p><a href="http://www.vitadamamma.com/wp-content/uploads/2013/01/capricorno-150x1504.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-53084" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="Indennita di disoccupazione 2013 " src="http://www.vitadamamma.com/wp-content/uploads/2013/01/capricorno-150x1504-300x166.jpg" alt="Indennita di disoccupazione 2013: Aspi e Mini Aspi, cosa sono e come funzionano" width="300" height="166" /></a>Quindi, a prescindere dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, la domanda per il riconoscimento dell’indennità per i periodi di disoccupazione avvenuti nel 2012 deve essere presentata <span style="color: #ff0000;">tra il 1° gennaio e il 2 aprile 2013 per via telematica</span>. Se risulteranno soddisfatte le condizioni richieste per l’indennità di disoccupazione ordinaria con requisiti ridotti, la prestazione in questione verrà erogata indipendentemente dallo stato di inoccupazione del richiedente. E’ stato, infine, disposto, per evitare sovrapposizioni di liquidazioni, che la<span style="color: #ff0000;"> mini Aspi 2012 verrà pagata in un’unica soluzione.</span></p>
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		<title>Congedo parentale ad ore, tutte le novità del DL “salva-infrazioni”</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Dec 2012 14:06:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mariangela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Mamma ma Donna]]></category>
		<category><![CDATA[congedo parentale ad ore]]></category>
		<category><![CDATA[decreto salva infrazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella bozza del decreto legge “salva-infrazioni”, attualmente all’esame della Camera è previsto il congedo parentale ad ore, una sorta di congedo part time che permetterebbe all’Italia di scongiurare il pagamento di multe o di evitare l’avvio di procedure d’infrazione a carico dei lavoratori.
Il provvedimento avrebbe, naturalmente, anche il vantaggio di consentire ai genitori di allungare [...]<br /> <small>&copy;Copyright by <a href="http://www.vitadamamma.com/">VitaDaMamma.com</a></small>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.vitadamamma.com/wp-content/uploads/2012/12/congedo-parentale.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-50417" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" src="http://www.vitadamamma.com/wp-content/uploads/2012/12/congedo-parentale-300x203.jpg" alt="" width="300" height="203" /></a>Nella bozza del <span style="color: #ff0000;">decreto legge “salva-infrazioni”</span>, attualmente all’esame della <span style="color: #ff0000;">Camera</span> è previsto il congedo parentale ad ore, una sorta di congedo part time che permetterebbe all’<span style="color: #ff0000;">Italia</span> di scongiurare il pagamento di multe o di evitare l’avvio di procedure d’infrazione a carico dei lavoratori.</p>
<p>Il provvedimento avrebbe, naturalmente, anche il vantaggio di consentire ai genitori di allungare i tempi per poter stare con i propri figli e di portare a casa qualche soldo in più a fine mese.</p>
<p>Il congedo parentale è uno dei punti salienti del decreto che potrebbe influire sulla vita di milioni di famiglie.</p>
<p>Infatti, i genitori potrebbero, ad esempio, lavorare per mezza giornata ed usufruire del congedo per l’altra metà, consentendo così di raddoppiare i giorni di congedo e consentire un guadagno economico, dato che tali giorni vengono retribuiti al <span style="color: #ff0000;">30% dello stipendio</span>.</p>
<p>Le modalità di attuazione del decreto, che recepisce una direttiva europea non sono ancora note e l’<span style="color: #ff0000;">art.17</span> stabilisce che:&#8221; <em><span style="color: #ff0000;">la contrattazione collettiva di settore stabilisce le modalità di fruizione del congedo su base oraria, nonché i criteri di calcolo della base oraria e l&#8217;equiparazione di un determinato monte ore alla singola giornata lavorativa”.</span></em></p>
<p>Quindi, se la bozza sarà trasformata in legge toccherà poi ai contratti collettivi la disciplina specifica.</p>
<p>In sostanza il sistema del congedo, oltre a questo vantaggio, non subisce modifiche sostanziali.</p>
<p><a href="http://www.vitadamamma.com/wp-content/uploads/2012/12/congedo-parentale-300x173.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-50419" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" src="http://www.vitadamamma.com/wp-content/uploads/2012/12/congedo-parentale-300x173.jpg" alt="" width="300" height="173" /></a>Le mamme ed i papà possono usufruire di un periodo di astensione facoltativa, a seguito di quella obbligatoria della mamma, fino a sei mesi per ogni genitore fino a che il bimbo non abbia compiuto gli otto anni, per un totale massimo di dieci mesi complessivi.</p>
<p>Se il padre accetta di restare a casa almeno per tre mesi consecutivi il totale passa ad undici.</p>
<p>La normativa precedente prevedeva che il genitore poteva frazionare, sempre col consenso del datore di lavoro i mesi di congedo in periodi più piccoli.</p>
<p>Il decreto salva infrazioni permetterà, inoltre, di chiudere ben <span style="color: #ff0000;">11 procedure d’infrazione, dieci casi di Eu pilot</span> e<span style="color: #ff0000;"><span style="color: #000000;"> si darebbe</span> <em>“attuazione a due decisioni della Commissione europea per le quali i termini dalla stessa dati sono già scaduti, si recepisce una direttiva di imminente scadenza, si recepisce una direttiva già scaduta e si evita l&#8217;avvio diretto di due procedure di infrazione.”</em></span></p>
<p>Il decreto che si compone di <span style="color: #ff0000;">37 articoli</span> spazia trasversalmente in tanti campi diversi. In particolare, tra le tante materia disciplinate, prevede la riduzione delle sanzioni circa la violazione degli obblighi di dichiarazione delle attività estere che l’<span style="color: #ff0000;">Ue</span> ritiene tropo aspre nel nostro <span style="color: #ff0000;">Paese</span>.</p>
<p>Viene, poi, introdotta la fattura elettronica e quella semplificata per importi inferiori a 100 euro e sarà incrementato dal<span style="color: #ff0000;"> 2% al 4%</span> il <span style="color: #ff0000;">Fondo nazionale di garanzia</span> che viene utilizzato per risarcire i turisti in caso di fallimento di tour operator.</p>
<p>Il decreto raccoglie materie e misure diverse tra loro, dalla tutela delle galline ovaiole alla gestione dei rifiuti, dai sistemi di tele pedaggio allo smaltimento dei grandi elettrodomestici.</p>
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		<title>Un lavoro a Roma tra i più originali: lo psicologo per animali</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 12:56:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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		<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[Cerca lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro Roma]]></category>
		<category><![CDATA[psicologo]]></category>

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		<description><![CDATA[La diffusione di nuovi format televisivi, importati dal Regno Unito o dagli Stati Uniti, grazie alla diffusione di nuovi canale del digitale terrestre o della tv a pagamento, sta creando nuove esigenze all’interno della popolazione italiana. Di conseguenza, si diffondono abitudini diverse e modi di pensare innovativi.
Non è un caso che, tra le varie proposte [...]<br /> <small>&copy;Copyright by <a href="http://www.vitadamamma.com/">VitaDaMamma.com</a></small>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.vitadamamma.com/wp-content/uploads/2012/04/animali.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-32082" title="psicologo per animali" src="http://www.vitadamamma.com/wp-content/uploads/2012/04/animali-300x199.jpg" alt="lavorare con animali" width="300" height="199" /></a>La diffusione di nuovi format televisivi, importati dal Regno Unito o dagli Stati Uniti, grazie alla diffusione di nuovi canale del digitale terrestre o della tv a pagamento, sta creando nuove esigenze all’interno della popolazione italiana. Di conseguenza, si diffondono abitudini diverse e modi di pensare innovativi.</p>
<p>Non è un caso che, tra le varie proposte che si possono trovare soprattutto sul web per chi <strong><a href="http://www.kijiji.it/offerte-di-lavoro/offerta/">cerca lavoro</a></strong>, si trovino figure professionali come wedding planner, decoratori di torte ed anche…psicologi per animali!</p>
<p>In realtà questa professione si chiama “Esperto del benessere animale” ed è una figura di aiuto al veterinario: si occupa della gestione dei nostri amici a quattro zampe e conosce alla perfezione la fisiologia e l’etologia delle varie specie animali, soprattutto gli animali di compagnia.</p>
<p>Questa nuova sensibilità è presente soprattutto nelle grandi città: ad esempio l’esperto del benessere animale è molto diffuso come <strong><a href="http://www.kijiji.it/offerte-di-lavoro/annunci-roma/offerta/">lavoro a Roma</a></strong>, ove esistono cliniche ed ambulatori veterinari di vero prestigio, dove vengono curati gli animali che presentano situazioni di stress legate a fattori ambientali o a malattie.</p>
<p>L’esperto del benessere animale deve saper poi  istruire in tal senso anche il proprietario in modo da creare una collaborazione che porti alla continuazione delle terapie, farmacologiche e comportamentali, anche in sede domestica.</p>
<p>Se si <strong>cerca lavoro</strong> in altri settori, questo tipo di figure possono trovare opportunità anche nei luoghi nei quali viene svolta la pet-therapy a favore di persone con particolari esigenze come le persone anziane o le persone diversamente abili, specie i bambini.</p>
<p>Nel prossimo periodo, viste le iscrizioni universitarie a questa tipologia di laurea specialistica, si prevede un ulteriore incremento della diffusione di tale professione tra le offerte di <strong>lavoro a Roma</strong>.</p>

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		<title>Le donne ed il lavoro</title>
		<link>http://www.vitadamamma.com/28913/le-donne-ed-il-lavoro.html</link>
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		<pubDate>Sat, 03 Mar 2012 10:56:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Mamma ma Donna]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro femminile]]></category>
		<category><![CDATA[mamma e lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[Uomo genere maschile + Donna genere femminile = Coppia genere “famiglia”.
La coppia, intesa come cellula elementare della collettività (ovvero come famiglia) è da recepire come la culla del futuro sociale: i figli sono la speranza del domani e la loro nascita e crescita garantisce l’arricchimento del tessuto sociale.
Ma questo processo di evoluzione collettiva che attraverso [...]<br /> <small>&copy;Copyright by <a href="http://www.vitadamamma.com/">VitaDaMamma.com</a></small>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.vitadamamma.com/wp-content/uploads/2012/03/donne_lavoro2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-28914" title="donne e lavoro" src="http://www.vitadamamma.com/wp-content/uploads/2012/03/donne_lavoro2-300x200.jpg" alt="mamme a lavoro" width="300" height="200" /></a>Uomo genere maschile + Donna genere femminile = Coppia genere “<em>famiglia</em>”.</p>
<p>La coppia, intesa come cellula elementare della collettività (ovvero come famiglia) è da recepire come la culla del futuro sociale: i figli sono la speranza del domani e la loro nascita e crescita garantisce l’arricchimento del tessuto sociale.</p>
<p>Ma questo processo di evoluzione collettiva che attraverso l’incontro dell’uomo e della donna porta all’ampliamento ed alla rigenerazione della società come viene ripagato dallo Stato e di cosa ha bisogno?</p>
<p>-        Necessita di sostentamento, di danaro ed in primis di <strong>Lavoro</strong>;</p>
<p>-        necessità di serenità, di <strong>equilibrio nella coppia e</strong>, quindi, di <strong>cooperazione</strong>;</p>
<p>-        necessita di <strong>rispetto </strong>del ruolo della Donna che troppo spesso è ancora chiamata a lottare per l’affermazione <strong>della</strong> sua <strong>“identità femminile” come identità di genere non discriminabile.</strong></p>
<p><a href="http://www.vitadamamma.com/wp-content/uploads/2012/03/donne_lavoro1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-28915" title="lavoro femminile" src="http://www.vitadamamma.com/wp-content/uploads/2012/03/donne_lavoro1-300x213.jpg" alt="lavoro donne" width="300" height="213" /></a>La donna non è più l’angelo del focolare o meglio non è più soltanto deputata ad accudire casa e figli …</p>
<p>… quell’angelo ha spiegato le ali e, pagando con fatica e dedizione il prezzo dell’emancipazione, oggi molte professioni e ruoli sociali si tingono di rosa; tanti lavori vengono gestiti da donne, mogli e mamme che oltre ad istruire i figli, accudire i mariti e gestire la casa  producono reddito, lavorano per se stesse, per la propria famiglia e per la società.</p>
<p>Alla figura della donna lavoratrice si accompagnano, tuttavia, dei “Ma” importanti e gravosi, osserviamoli insieme:</p>
<ul>
<li><strong>La donna lavora Ma ottiene una retribuzione più scarsa di quella garantita ad un uomo</strong>. Dagli approfondimenti compiuti dalla Commissione Europea, che ha mappato le condizioni del lavoro femminile, (<a href="http://ec.europa.eu/justice/gender-equality/gender-pay-gap/index_en.htm" target="_blank">http://ec.europa.eu/justice/gender-equality/gender-pay-gap/index_en.htm</a>) emerge che <strong>le donne</strong> <strong>guadagnano in media il 17% in meno rispetto agli uomini.</strong></li>
<li><strong>La donna lavora Ma</strong> <strong>il 71,3% del lavoro familiare resta a suo carico</strong> (dati <strong>INPS, Istat e Ministero del Lavoro </strong>tratti dal<strong> “<em><span style="text-decoration: underline;">Rapporto sulla coesione sociale 2011</span></em>″</strong>), col risultato che dopo il “lavoro stipendiato” l’impegno femminile si sposta su casa e figli.  <span style="text-decoration: underline;">Considerando l&#8217;insieme del lavoro esterno alla casa e delle attività di cura della famiglia, una donna lavoratrice mediamente si impegna ogni giorno 1 ora e 3 minuti in più rispetto al suo partner lavoratore</span>. Per le coppie con figli il divario medio di tempo a svantaggio delle donne è addirittura superiore.</li>
<li><strong>La donna lavora Ma</strong> sovente <strong>le sue competenze non sono stimate come quelle maschili</strong> (a parità di titoli la donna è spesso sottovalutata), si registra persino una <strong>più lenta progressione di carriera</strong>. E ciò anche quando le donne godano di titoli di istruzione elevati uguali o maggiori  rispetto a quelli posseduti dai colleghi maschi.</li>
<li><strong>La donna lavora Ma</strong> <strong>la condizione di</strong><strong> pari opportunità</strong> col maschio <strong>non è ancora</strong> una certezza <strong>garantita. </strong>Ciò che più comunemente si domanda una donna – lavoratrice in età fertile è se avere un figlio possa ledere la sua carriera</li>
</ul>
<p align="center">È innaturale che una donna debba chiedere a se stessa ciò:</p>
<p align="center">“<strong><em>Avere un figlio farà male alla mia carriera professionale?</em></strong>”</p>
<ul>
<li><strong>La donna lavora Ma</strong> <strong>dopo la nascita di un bambino è frequentemente costretta ad interrompere la sua carriera o a limitarla</strong> non potendo tornare ad un lavoro a tempo pieno. Nel nostro paese ciò dipende anche da fortissime carenze in termini di Welfare, infrastrutture e ammortizzatori sociali.</li>
<li><strong>La donna lavora Ma,</strong> guadagnando in media il 17% in meno rispetto agli uomini, <strong>beneficerà di una pensione più bassa</strong> rispetto ai colleghi maschi. Ciò espone al rischio di povertà più donne che uomini.</li>
</ul>
<p><strong>La donna lavora Ma è anche Madre, Generatrice ed Educatrice … un motore sociale che meriterebbe maggiore considerazione e rispetto … e Garanzie al 100%</strong></p>
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<p><em>Articolo Sponsorizzato</em></p>

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		<title>Depressione: più a rischio chi lavora tanto</title>
		<link>http://www.vitadamamma.com/28018/depressione-piu-a-rischio-chi-lavora-tanto.html</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 10:43:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Mamma ma Donna]]></category>
		<category><![CDATA[stress]]></category>

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		<description><![CDATA[Lavori tante ore al giorno?
Sei uno stacanovista incallito? 
Il luogo di lavoro è la tua prima casa? 
Ti porti a casa del lavoro? 
Vai al lavoro anche con l&#8217;influenza e la febbre alta perché non puoi proprio rinunciare a quel progetto? 
Fai del lavoro la tua unica ragione di vita? 
Lavori su rotazione a turno [...]<br /> <small>&copy;Copyright by <a href="http://www.vitadamamma.com/">VitaDaMamma.com</a></small>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><strong><span style="color: #808080;"><em><a href="http://www.vitadamamma.com/wp-content/uploads/2012/02/Lo-stress-da-lavoro-nei-mesi-estivi-quando-il-caldo-diventa-insopportabile.......gif"><img class="alignright size-medium wp-image-28019" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="Depressione: più a rischio chi lavora tanto" src="http://www.vitadamamma.com/wp-content/uploads/2012/02/Lo-stress-da-lavoro-nei-mesi-estivi-quando-il-caldo-diventa-insopportabile......-300x220.gif" alt="lavoro e stress" width="300" height="220" /></a>Lavori tante ore al giorno?</em></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #808080;"><em>Sei uno stacanovista incallito? </em></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #808080;"><em>Il luogo di lavoro è la tua prima casa? </em></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #808080;"><em>Ti porti a casa del lavoro? </em></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #808080;"><em>Vai al lavoro anche con l&#8217;influenza e la febbre alta perché non puoi proprio rinunciare a quel progetto? </em></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #808080;"><em>Fai del lavoro la tua unica ragione di vita? </em></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #808080;"><em>Lavori su rotazione a turno ma ti sottoponi anche a straordinari?</em></span></strong></p></blockquote>
<p><span style="color: #993366;"><strong>Attento! Sei a rischio depressione!</strong></span></p>
<p>Ad affermarlo non sono quelli del partito “pigri forever”, ma uno studio pubblicato dalla rivista scientifica <strong><em>“Plos One”</em></strong>, condotto dall&#8217;equipe della dottoressa <strong>Marianna Virtanen</strong> del <em>Finnish Institute of Occupational Health</em> in collaborazione con l&#8217;<em>University College di Londra</em>.</p>
<p><a href="http://www.vitadamamma.com/wp-content/uploads/2012/02/stressss-thumb.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-28021" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="Depressione: più a rischio chi lavora tanto" src="http://www.vitadamamma.com/wp-content/uploads/2012/02/stressss-thumb-300x298.jpg" alt="lavoro e stress" width="300" height="298" /></a><span style="color: #993366;">Secondo tali studi, chi lavora per più di 8 ore o è propenso ad accumulare molti straordinari, raddoppia il rischio di depressione rispetto ai colleghi lavoratori “nella norma”.</span></p>
<p>Diciamo la verità: che lavorare molto non facesse bene, un pochino lo si supponeva.</p>
<p>Sicuramente il lavoro nobilita l&#8217;animo, tiene alto l&#8217;impegno e il cervello riceve stimoli che lo inducono a tenersi sempre attivo, ma che il tanto lavoro generi stress è qualcosa di comunemente risaputo!</p>
<p>Chi dedica molto tempo al lavoro, inevitabilmente, penalizza gli altri campi della propria vita, che reclamano uno spazio: la famiglia, gli amici, gli svaghi, il tempo dedicato alla propria persona tramite la pratica di uno sport che mantenga in forma e al tempo stesso aiuti a scaricare le tensioni accumulate sul lavoro ecc.; insomma si accantona quella parte di vita extra che, non solo ha ragione di esserci e necessita la giusta considerazione, ma al tempo stesso dà all&#8217;esistenza quel quid in più che ci permette di essere felici e soddisfatti.</p>
<p><a href="http://www.vitadamamma.com/wp-content/uploads/2012/02/stress_casa_lavoro.gif"><img class="alignright size-medium wp-image-28023" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="Depressione: più a rischio chi lavora tanto" src="http://www.vitadamamma.com/wp-content/uploads/2012/02/stress_casa_lavoro-300x225.gif" alt="lavoro e stress" width="300" height="225" /></a>La ricerca della Virtanen è stata condotta su un campione di 2mila dipendenti pubblici inglesi di età compresa tra i 35 e i 55 anni. Coloro che erano soliti fermarsi al lavoro oltre le 8 ore lavorative, chi non riceveva uno stipendio adeguato al proprio impegno e impiego, sono stati individuati come più propensi all&#8217;alterazione di stato emotivo e all&#8217;abuso di alcol. Tra questa categoria, i più a rischio sarebbero i giovani, le donne e coloro che non godono di un buono stipendio.</p>
<p>Inoltre è indubbio che turn over lavorativi portano a stanchezza fisica e mentale che predispone all&#8217;errore.</p>
<p>Anche il lavoro in ambienti ostici, che non mettono il lavoratore a proprio agio, magari a causa di dinamiche che si vengono a creare col datore di lavoro o i colleghi, o per le regole eccessivamente rigide o ancora quando si svolge un lavoro demotivante o poco gratificante, pone le basi per una mancanza di soddisfazione che può portare a lungo andare alla depressione.</p>
<p><span style="color: #993366;"><a href="http://www.vitadamamma.com/wp-content/uploads/2012/02/images11.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-28025" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="Depressione: più a rischio chi lavora tanto" src="http://www.vitadamamma.com/wp-content/uploads/2012/02/images11.jpg" alt="lavoro e stress" width="200" height="200" /></a>Non da trascurare è anche la necessità di riposo sia fisico che mentale; <em>“staccare la spina”</em> dagli impegni lavorativi, aiuta il cervello a rigenerarsi, scaricando tensione e lo rende pronto ad un successivo impegno.</span></p>
<p>Di contro anche l&#8217;inattività, la mancanza di coinvolgimento, la de-responsabilizzazione, la disoccupazione espongono l&#8217;individuo alla depressione.</p>
<p>Dunque una medietas che esclude gli opposti, siano essi in difetto o in eccesso.</p>
<p><em>In medio stat virtus&#8230;</em>locuzione latina che non perde mai il suo significato, sempre molto attuale!</p>
<p><span style="color: #993366;"><strong>Il lavoro necessita di un proprio giusto spazio, <em>in equilibrio</em> con le altre attività e occupazioni della vita.</strong></span></p>
<p>In alcuni paesi, seguendo il suggerimento di psicologi del lavoro, si stanno attuando programmi lavorativi che prevedono una <em>distribuzione del lavoro ad un numero maggiore di persone</em> per un impiego di ore settimanali inferiori alla norma. I vantaggi sono molti: più menti all&#8217;opera, maggiore produttività, meno stress a causa di una maggiore qualità di lavoro.</p>
<p>Anche il <em>telelavoro</em> potrebbe essere una valida alternativa che, però, in paesi come l&#8217;Italia stenta ancora ad affermarsi. Il telelavoro consiste nello svincolo dall&#8217;ambiente lavorativo, in quanto l&#8217;attività può essere svolta anche da casa, tramite l&#8217;ausilio di strumenti telematici e informatici. Ciò contribuirebbe ad una maggiore organizzazione personale del lavoro adattato alle proprie esigenze, a fronte di una diminuzione di costi.</p>

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		<title>Licenziate solo donne alla Ma-Vib di Inzago</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Jul 2011 06:34:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Evidenza in Home]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Mamma ma Donna]]></category>
		<category><![CDATA[donne e lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro femminile]]></category>
		<category><![CDATA[licenziamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Ma-Vib di Inzago]]></category>

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		<description><![CDATA[Licenziamenti in vista ma solo per le donne:  la notizia arriva dalla Ma-Vib di Inzago (Milano), una ditta produttrice di motori elettrici per condizionatori.
La Ma-Vib di Inzago è una piccola ditta, a conduzione familiare, al timone di comando nonno, padre e nipote. L’impresa conta 30 dipendenti tra cui ben 18 del gentil sesso. Ora ,nella [...]<br /> <small>&copy;Copyright by <a href="http://www.vitadamamma.com/">VitaDaMamma.com</a></small>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.vitadamamma.com/wp-content/uploads/2011/07/2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13905" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="INDUSTRIE INDESIT" src="http://www.vitadamamma.com/wp-content/uploads/2011/07/2-300x204.jpg" alt="" width="300" height="204" /></a>Licenziamenti in vista ma solo per le donne:  la notizia arriva dalla Ma-Vib di Inzago (Milano), una ditta produttrice di motori elettrici per condizionatori.</p>
<p>La Ma-Vib di Inzago è una piccola ditta, a conduzione familiare, al timone di comando nonno, padre e nipote. L’impresa conta 30 dipendenti tra cui ben 18 del gentil sesso. Ora ,nella morsa della crisi economica, la ditta sta facendo uso degli ammortizzatori sociali, ma dopo la cassa integrazione, che dura da 10 mesi, annuncia il ricorso ai licenziamenti. I tagli interesseranno 13 lavoratori, dei 30 occupati ed i 13 a rischio licenziamento sono tutte donne.</p>
<p>La motivazione?  La crisi ed il calo della produzione. <em></em></p>
<p><em>Ma perché a restare a casa dovrebbero essere 13 donne su 18 occupate e su un numero complessivo di 30 unità lavorative?</em> “Il loro è il secondo stipendio per la famiglia”, sembra abbiano sostenuto i vertici dell’azienda e ancora: “così possono stare a casa a curare i bambini”.</p>
<p>I sindacati indignati parlano di ritorno al Medioevo, qui di seguito la dichiarazione di <em><strong>Maria Sciancati</strong></em>, segretaria generale della <em><strong>Fiom di Milano</strong></em>: «Dietro questa decisione c&#8217;è l&#8217;idea di un lavoro visto all&#8217;antica. Quando cioè le persone venivano considerate merci e le donne solo come soggetti a cui delegare la casa e la famiglia . Siamo sempre allo stesso punto. In questo Paese, a livello di governo e di imprese, c&#8217;è sempre la stessa vecchia logica che la donna è preferibile che stia a casa. Quello che sta avvenendo dietro ai cancelli della Ma-Vib di Inzago è la spia drammatica di ciò che avviene anche in altre zone e in altri contesti del nostro Paese. Prima non si assumevano le donne, poi potevano entrare nel mondo del lavoro a patto di firmare le cosiddette &#8220;dimissioni in bianco&#8221;. Questo il quadro discriminatorio del nostro mercato del lavoro.».</p>
<p>I lavoratori, appresa la notizia, decidono di protestare attivamente contro la fabbrica, ma all’ultimo momento gli uomini si tirano indietro ed entrano normalmente al lavoro.  Lo “sciopero delle donne“ ha avuto luogo giovedì mattina; <a href="http://www.vitadamamma.com/wp-content/uploads/2011/07/1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-13906" title="1" src="http://www.vitadamamma.com/wp-content/uploads/2011/07/1.jpg" alt="" width="209" height="135" /></a>doveva essere una manifestazione di solidarietà in difesa delle colleghe &#8211; tutte donne – prossime al licenziamento. Tuttavia “il sesso forte” i colleghi maschi, non “intaccati” dai licenziamenti, pur avendo promesso di partecipazione alla protesta, hanno invece svolto la loro attività lavorativa normalmente, lasciando alle donne l’onore di manifestare.</p>
<p>La Fiom chiede a gran voce di fare luce sulle motivazioni delle scelte aziendali, laddove l’appiattimento dei licenziamenti sulle donne ha il sapore amaro della discriminazione.</p>
<p>Secondo quanto riportato sulla pagina web del <a href="http://www.tg1.rai.it/dl/tg1/2010/articoli/ContentItem-eb261313-5a59-4b48-a1da-eadce604e297.html">TG1online</a> <a href="http://www.tg1.rai.it/dl/tg1/2010/articoli/ContentItem-eb261313-5a59-4b48-a1da-eadce604e297.html?refresh_ce"></a>I titolari della MaVib di Inzago  avrebbero smentito con decisione di aver motivato i licenziamenti nel modo descritto dai media, ovvero con le frasi riferite alle donne: “Il loro è il secondo stipendio per la famiglia”, “possono stare a casa a curare i bambini”.</p>
<p><em>Insomma un tipico spaccato della società di oggi, sempre più provata dalla crisi? Ma perché a farne le spese sono ancora una volta le donne, e quel che è peggio, donne &#8211; madri di famiglia?</em></p>
<p>Le lavoratrici a rischio licenziamento hanno una età   compresa tra i 30 e i 40 anni e il loro inquadramento contrattuale è quello di operaie nel montaggio dei motori.</p>
<p>Nella vicenda si è inserita come autorità di garanzia la Provincia di Milano, che ha convocato i sindacati per appurare la situazione.</p>
<p>Secondo  l&#8217;<em><strong>assessore provinciale alle Pari opportunità, Cristina Stancari</strong></em> &#8221;Quella messa in atto dall&#8217;azienda, se confermata, è un&#8217;azione gravissima, che denota una totale mancanza di rispetto e un atto di discriminazione nei confronti delle donne&#8221;.</p>
<blockquote><p>È auspicabile che la posizione lavorativa degli individui venga rispettata al di là del genere sessuale, ciò affinchè la parità sia un diritto di fatto garantito e non un “ideale potenziale” o una illusione di civiltà.</p></blockquote>

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		<title>Donne, lavoro e stress</title>
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		<pubDate>Tue, 17 May 2011 09:10:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DottGiulianoGaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Mamma ma Donna]]></category>
		<category><![CDATA[donne e lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[stress]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
Le epoche cambiano e di conseguenza muta anche la mentalità degli uomini! 
Ecco un primo punto su cui riflettere: perché utilizzare il termine uomini per inglobare anche le donne?
Nell’era attuale la donna sta riuscendo gradualmente ad imporre la propria personalità, sovrastando talvolta anche il &#8220;sesso forte&#8221;; pur essendo di sesso maschile devo abbassare il [...]<br /> <small>&copy;Copyright by <a href="http://www.vitadamamma.com/">VitaDaMamma.com</a></small>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #800080;"> </span></p>
<p><span style="color: #800080;"><a href="http://www.vitadamamma.com/wp-content/uploads/2011/05/donne1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-12899" title="donne" src="http://www.vitadamamma.com/wp-content/uploads/2011/05/donne1-300x251.jpg" alt="" width="300" height="251" /></a>Le epoche cambiano e di conseguenza muta anche la mentalità degli uomini! </span></p>
<blockquote><p>Ecco un primo punto su cui riflettere: perché utilizzare il termine uomini per inglobare anche le donne?</p></blockquote>
<p><span style="color: #800080;">Nell’era attuale la donna sta riuscendo gradualmente ad imporre la propria personalità, sovrastando talvolta anche il &#8220;sesso forte&#8221;</span>; <em>pur essendo di sesso maschile devo abbassare il mio livello di orgoglio ed autostima per esprimere tutta la mia riconoscenza verso un sesso tinto di rosa le cui protagoniste hanno dimostrato di essere in grado di gestire autonomamente la loro vita, senza dipendere necessariamente dall’uomo.</em></p>
<p>Se precedentemente era difficile trovare donne single sopra i trenta o donne con alti livelli occupazionali e sedute su poltrone importanti , oggi il sesso femminile tende a dedicare il proprio tempo non solo alla relazione col  partner ma soprattutto a realizzarsi autonomamente, attraverso il lavoro. Donne che sin da giovanissime si aggiornano continuamente sulle ultime offerte lavorative e conoscono a memoria l’elenco di tutti i siti che pubblicizzano annunci di impiego. Soddisfatte iniziano il loro lavoro impegnandosi al meglio, cercando di accantonare i &#8220;pensieri&#8221; per potersi dedicare completamente alla loro attività &#8230; <span style="color: #800080;">sempre più spesso uomini e donne si &#8220;dedicano&#8221; completamente alla attività lavorativa fino, a volte, a divenire sudditi del proprio lavoro, per cui impegnarsi e dedicarsi completamente ad esso richiede sforzi che  talvolta superano ogni risorsa.</span></p>
<blockquote><p>Bisogna ricordare che, nonostante lavoro e famiglia siano una fusione di gioia e realizzazione, al contempo essi possono essere in primis fonte di stanchezza fisica e mentale, di preoccupazione, di ansie…..insomma di stress.</p></blockquote>
<p>A descrivere la <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #800080;"><strong>relazione che intercorre tra la variabile stress e quella delle donne lavoratrici</strong></span></span> è stata la <em>Assidai (fondo sanitario) in collaborazione con l’ Università Bocconi</em>,  in cui si è riscontrato che il 95% di 400 lavoratrici, tra cui manager e professioniste in Italia, sa cosa significa lo stress lavorativo e pensa che la causa prima di tale disagio sia appunto il lavoro, anche perché, da come detto in precedenza, <span style="color: #800080;">oltre al lavoro una donna deve anche sopportare le fatiche familiari.</span></p>
<p><span style="color: #800080;"> </span><a href="http://www.vitadamamma.com/wp-content/uploads/2011/05/StressFemminile.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-12894" title="StressFemminile" src="http://www.vitadamamma.com/wp-content/uploads/2011/05/StressFemminile.jpg" alt="" width="200" height="250" /></a><span style="color: #800080;"><br />
</span></p>
<p>Questa ricerca ha approfondito in maniera esaustiva molte altre variabili collegate al fenomeno stress-lavoro, in particolare sono stati resi noti i seguenti dati:</p>
<blockquote><p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>Il 93% delle donne è consapevole che lo stress potrebbe provocare danni alla salute;</li>
<li>Il 23% afferma che la sua azienda non adotta delle tecniche utili a prevenire e controllare queste difficoltà</li>
<li>Oltre il 25% lamenta uno scarso rapporto tra dipendenti e datori di lavoro</li>
<li>Il 50 % non riesce a tollerare il “peso” della famiglia e del lavoro</li>
<li>Il 38% ha difficoltà di definire il suo ruolo</li>
<li>Il 19% reputa che i lavori che vengono offerti non corrispondano alle proprie competenze</li>
<li>Il 48% ha difficoltà a rilassarsi anche dopo il lavoro</li>
<li>Il 50% delle donne si sente sopraffatta da questa situazione e non sa come reagire</li>
<li>Il 44,3% ha disturbi del sonno</li>
<li>Il 31,8% trascura le relazioni più significative</li>
<li>Il 14,5% tende ad isolarsi dopo il lavoro</li>
<li>Il 29% si sente non motivato a fare esercizio fisico</li>
<li>Il 35% si alimenta in maniera sbilanciata</li>
<li>Il 14% fa uso di alcool</li>
<li>Si spendono 200 miliardi di euro l’anno in Europa per curare la propria salute a causa degli affaticamenti sul posto di lavoro</li>
<li>La media delle donne stressate si aggira tra i 35 e i 45 anni</li>
</ul>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.vitadamamma.com/wp-content/uploads/2011/05/stress-lavoro.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-12896" title="stress-lavoro" src="http://www.vitadamamma.com/wp-content/uploads/2011/05/stress-lavoro.jpg" alt="" width="425" height="282" /></a></p>
<p>Questi numerosi dati sono la rappresentazione tangibile di come lo stress lavorativo possa influire sulla quotidianità di una persona, per cui è necessario correre ai ripari, attraverso delle metodiche proposte proprio dalle lavoratrici, ovvero:</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>-          Miglioramento delle dinamiche organizzative (ad esempio <span style="color: #800080;">orari flessibili e telelavoro per alcuni giorni della settimana</span>)</p>
<p>-          Possibilità di <span style="color: #800080;">comunicazione con le aree manageriali</span> e di <span style="color: #800080;">libera espressione delle loro condizioni</span> attuali qualora siano impellenti (ad es. nel caso della maternità)</p>
<p style="text-align: justify;">-          Maggiore <span style="color: #800080;">chiarezza nella gestione delle risorse e dei propri ruoli</span></p>
<p>-         <span style="color: #800080;"> Approfondimenti costanti sullo stato di salute delle lavoratrici stesse</span></p>
<p>&nbsp;</p></blockquote>
<p><em>Mi reputo assolutamente in sintonia con le proposte elencate dalle lavoratrici, in quanto le considero da un lato esaustive, dall’altro assolutamente utili perché è necessario fornire una chiarezza limpida su tutto ciò che ruota attorno alla mansione stessa affinchè l’impiego venga svolto nel migliore dei modi ed anche in una maniera più serena.</em></p>

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		<title>Kate Middleton, avrà una guardia del corpo donna</title>
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		<pubDate>Fri, 06 May 2011 05:53:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Mamma ma Donna]]></category>
		<category><![CDATA[corpo femminile]]></category>
		<category><![CDATA[emancipazione femminile]]></category>
		<category><![CDATA[Kate Middleton]]></category>

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		<description><![CDATA[Il sergente Emma Probert sarà l’angelo custode di Kate Middleton, sposa regale e neo duchessa di Cambridge.
Secondo il quotidiano britannico The Times la scelta di porre una donna a protezione di Kate sarebbe dettata da ragioni “tecniche”, infatti una guardia del corpo femmina avrebbe la capacità di inserirsi meglio nelle quotidiane abitudini della duchessa dando [...]<br /> <small>&copy;Copyright by <a href="http://www.vitadamamma.com/">VitaDaMamma.com</a></small>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.vitadamamma.com/wp-content/uploads/2011/05/kate_middleton.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-12558" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="kate_middleton" src="http://www.vitadamamma.com/wp-content/uploads/2011/05/kate_middleton-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a>Il sergente Emma Probert sarà l’angelo custode di Kate Middleton, sposa regale e neo duchessa di Cambridge.</p>
<p>Secondo il quotidiano britannico The Times la scelta di porre una donna a protezione di Kate sarebbe dettata da ragioni “tecniche”, infatti una guardia del corpo femmina avrebbe la capacità di inserirsi meglio nelle quotidiane abitudini della duchessa dando meno nell’occhio: in questo senso sarebbe una compagnia “normale” in un negozio per signore o al bagno.</p>
<p>Kate oramai fa notizia e anche la scelta della sua scorta personale diviene motivo di dibattimenti.</p>
<p>Molto ci si è soffermati su un particolare che dovrebbe essere coperto da “privacy”: le visite della regale sposa Kate alla toilette. Si è discusso sulla vulnerabilità della persona scortata quando va in bagno da sola, arrivando a sostenere che la Middleton avrebbe scelto di affidarsi ad una donna per assicurarsi la scorta “in ogni momento”. Probabilmente quello del bagno in termini di sicurezza potrà anche essere un problema che banalmente non riesco a considerare come realmente insormontabile, ma, toilette a parte, credo che la scelta di Kate non vada banalizzata.</p>
<p>La  scelta del sergente Emma Probert è una scelta di stile, esattamente come le scelte degli abiti, belli ma semplici, non sfarzosi, non eccessivi e non inarrivabile, come la scelta di continuare a lavorare nell’azienda di famiglia, come la scelta di non giurare sull’altare obbedienza al marito, come la scelta della convivenza prima del matrimonio.</p>
<p>Mentre Dai Davies – esperto in sicurezza , ex responsabile di Scotland Yard per la protezione della Famiglia Reale – si sofferma sull’analisi del ruolo delle guardie del corpo, &#8220;ammettendo che il gentil sesso possa svolgere tale compito&#8221; e spiegando, infatti, che non è un lavoro solo fisico né è una attività naturalmente estrema, io, d’istinto, indugio più sulla considerazione di Kate, giovane donna come me. Donna che in pochi mesi catalizza l’attenzione del mondo su un matrimonio fiabesco, ma capace di rompere le consuetudini monarchiche britanniche, donna non nobile d’origini ma orientata ad esprimere una assoluta femminilità d’animo e di stile.</p>
<p>Leggo della sua scorta rosa e mi domando: si sta affacciando sul panorama della storia una giovane icona del femminismo, un modello moderno di affermazione della donna? <span style="color: #003366;"><em>Per quanto l’emancipazione sia un fatto, </em></span><span style="color: #003366;"><em>credo, </em></span><span style="color: #003366;"><em>secondo una mia personalissima considerazione, che tale fatto abbia ancora bisogno di focolai, esempi e icone per divenire un quotidiano e comune diritto.</em></span></p>

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		<title>Congedo maternità aumenta lo stress sul lavoro per mamme e colleghi</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Apr 2011 07:33:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DottGiulianoGaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Mamma ma Donna]]></category>
		<category><![CDATA[congedo di maternità]]></category>
		<category><![CDATA[lavorare dopo la maternità]]></category>
		<category><![CDATA[maternità e lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[Per molte donne la gravidanza è una fonte di gioia, il completamento del loro processo di realizzazione, la rappresentazione concreta e spirituale del loro amore verso il compagno; insomma, l’attesa di un figlio può essere paragonata ad una luce che irradia la vita della futura mamma.
Se da un lato i mesi di gestazione rappresentano nel [...]<br /> <small>&copy;Copyright by <a href="http://www.vitadamamma.com/">VitaDaMamma.com</a></small>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.vitadamamma.com/wp-content/uploads/2011/04/cdlav.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-11823" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="cdlav" src="http://www.vitadamamma.com/wp-content/uploads/2011/04/cdlav-261x300.jpg" alt="" width="261" height="300" /></a>Per molte donne la gravidanza è una fonte di gioia, il completamento del loro processo di realizzazione, la rappresentazione concreta e spirituale del loro amore verso il compagno; insomma, <span style="color: #000080;">l’attesa di un figlio può essere paragonata ad una luce che irradia la vita della futura mamma.</span></p>
<p>Se da un lato i mesi di gestazione rappresentano nel vero senso l’amore per la vita, c’è un&#8217;altra faccia della medaglia, secondo me molto meno importante rispetto alla gioia di diventare genitore, in cui la gravidanza è fonte di stress, legato a fattori fisici, ormonali, psicologici, relazionali…… ma anche lavorativi.</p>
<p>Ebbene si, <span style="color: #000080;">le preoccupazioni raddoppiano nel caso in cui la neomamma è una lavoratrice; inoltre questa situazione  comunque impegnativa, non investe solo la gestante ma anche i suoi colleghi di lavoro i quali, non potendo usufruire della collaborazione di una sostituta, devono aumentare la loro mole di attività. Questo disagio viene denominato “<em><strong>stress da lavoro correlat</strong></em>o” e ne è protagonista un lavoratore su quattro, tra cui le donne in gravidanza, le quali, dopo aver partorito, rientrano in un lavoro  pervaso da un clima non sempre sereno e tollerante.</span></p>
<p>Il fenomeno è stato analizzato attraverso i dati del Laboratorio Fiaso (Federazione italiana delle aziende sanitarie ed ospedaliere) sul &#8220;Benessere organizzativo&#8221;, con il contributo della Boeringher Ingelheim : si è riscontrato che nelle Aziende Sanitarie Locali<span style="color: #000080;"> il bilancio imposto dai tagli alla sanità pubblica regionale non permette al 60% delle donne che vanno in maternità di essere sostituite, creando ovviamente disequilibri all’interno del luogo in cui esse sono impegnate.</span></p>
<p><span style="color: #000080;"><strong>La sostituzione in caso di maternità è un atto da effettuare per garantire serenità alla gestante, la quale è sicura non solo di riottenere nuovamente il posto di lavoro una volta partorito, ma anche di trovare un clima tranquillo tra i colleghi.</strong></span> A favore  di questa affermazione, il Rapporto Asfor (l&#8217;Associazione Italiana per la  Formazione manageriale) sottolinea che nel momento in cui c’è un miglioramento del clima interno del lavoro, la produttività aumenta di oltre il 27% e l’indice di gradimento dei clienti (la c.d. custode satisfaction) cresce di ben 47 punti percentuali.</p>
<p>Sono molti gli spunti di riflessione ricavabili da queste ricerche: innanzitutto è assolutamente utile estendere questo studio anche tra i dipendenti della Pubblica Amministrazione, non solo in ambito sanitario.</p>
<p><a href="http://www.vitadamamma.com/wp-content/uploads/2011/04/lavoro.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-11821" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="lavoro" src="http://www.vitadamamma.com/wp-content/uploads/2011/04/lavoro.jpeg" alt="" width="200" height="133" /></a>E’ inoltre importante analizzare tutto ciò che ruota attorno al concetto di “stress da lavoro correlato”,  in modo tale da mettere in atto  tutti gli interventi idonei ad affrontare e superare  le tensioni presenti all’interno di un contesto lavorativo, come previsto dalla normativa europea in vigore da inizio 2011.</p>
<p>Un ulteriore fattore degno di nota è capire a fondo in cosa consista lo “stress” che sta vivendo un lavoratore e qual’ è il reale motivo per cui si assenta dal suo impiego: è  necessario capire bene le cause di questo assenteismo dato che si è riscontrato che nei paesi Europei è stata valutata una spesa di 20 miliardi collegata alla mancata presenza nei posti di lavoro per motivi di stress.</p>
<p><em>Personalmente ritengo che bisogna analizzare il “clima che si respira” all’interno di ogni contesto lavorativo al fine di evitare che un mancato equilibrio interno provochi deficit nella produttività e insoddisfazione da parte della clientela.</em></p>

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