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Anoressia e Cervello: i Sintomi e le Cause

Anoressia e cervello: la spirale dell'anoressia attraverso le funzioni cerebrali.

Giuseppe Gagliano

di Giuseppe Gagliano

11 Settembre 2015

I disturbi dell’alimentazione danneggiano tutti gli organi e il cervello non fa certo eccezione. Al contrario degli altri organi danneggiati dalle persistenti oscillazioni di peso, si parla di oscillazioni notevoli, il cervello è vittima e, nel contempo, causa, di tali disturbi. Le connessioni tra anoressia e cervello sono molteplici e variano dai sintomi alle conseguenze.

Anoressia e cervello: il cervello pensa e formula immagini che vengono adattate alle nostre esigenze.

anoressia e cervello

Infatti, se abbiamo desiderio di qualcosa, riusciamo a materializzare, nella nostra mente, l’immagine, il sapore, l’odore e la consistenza di quella cosa. Il nostro cervello, tuttavia, lavora anche in senso contrario e cioè in modo distruttivo, eliminando o trasformando le immagini.

Una ragazza che si vede più grassa di quello che è, non sta facendo altro che distruggere un’immagine reale per sostituirla ad una fantasiosa e quest’azione è dettata dal desiderio di apparire come vorrebbe a causa dei più disparati motivi e non, quindi,  per una motivazione specifica o realmente medica.

Sta di fatto che un qualunque motivo può spingere ad un desiderio emulativo che si ripercuote nella sostituzione della realtà con la fantasia.

Potrebbe essere un punto di partenza errato dovuto da un pensiero errato. Questo in ogni caso non significa che il cervello sia malato ma che è semplicemente diretto ciecamente verso una certa direzione.

Possiamo comunque affermare che una mente del genere è più vulnerabile di una mente stabile e realistica ed è più predisposta ad avere disturbi del comportamento alimentare.

anoressia e cervello

Quando una persona che ha già una certa predisposizione a traslare la propria immagine si dirige in modo più naturale verso l’anoressia. Questo disturbo trova una porta, come dire, già aperta e la debolezza può solo danneggiarla ulteriormente.

Inoltre, sappiamo per certo che il cervello si nutre di alimenti quanto di ormoni e questi sono prodotti dalle diverse ghiandole, proprio attraverso una corretta alimentazione.

Anoressia e cervello: i primi ad essere danneggiati sono i neurotrasmettitori che, indeboliti, fanno male il proprio lavoro, causando perdita di attenzione e l’alterazione della memoria.

E’ giusto, qui, fare una parentesi.

Ogni nuova elaborazione mentale, prevede la trasmissione di un messaggio da un neurone all’altro per poter essere memorizzata. Quindi, se scopriamo un nuovo sapore, vediamo una nuova immagine, tocchiamo un nuovo oggetto o conosciamo una nuova persona, il nostro cervello si attiva con nuovi impulsi nervosi che trasmettono il messaggio per poterlo immagazzinare in un deposito chiamato memoria. La memoria si divide in due grossi magazzini: quello della memoria a breve termine (MBT) e quello della memoria a lungo termine (MLT).

Quando un messaggio viene ricevuto per la prima volta viene depositato, per così dire, momentaneamente, nella MBT e può essere rimosso più facilmente anche se resta in archivio (nello strato inconscio o subconscio).

Se il messaggio viene reiterato come, per esempio, nel caso di una cosa che si fa spesso, questo viene conservato nella MLT e resta più fissato nell’area dei ricordi. C’è anche però un periodo di refrattarietà che può essere definito di medio termine nel quale il messaggio viene elaborato in modo spurio o misto. Possono cioè essere elaborate ed immagazzinate parti del messaggio, le più incisive.

Anoressia e cervello: il black out

Quando nel cervello non vengono nutrite le parti che trasmettono questi messaggi, succede pressappoco quello che accade in una rete elettrica fatiscente e cioè l’elettricità passa in un primo tempo in modo intermittente, ad ogni temporale va via la corrente elettrica e, successivamente, può avvenire il black out totale.

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