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Autismo: l’Importanza del Gioco nel Bambino Autistico

L'importanza del gioco nel bambino autistico come competenza sociale da acquisire.

Gioela Saga

di Gioela Saga

02 Dicembre 2015

Spesso si pensa che il gioco non sia un’attività effettivamente importante per l’apprendimento invece, l’importanza del gioco è fondamentale proprio in questo ambito: il bambino impara giocando e tra le varie cose che può apprendere c’è senz’altro l’interazione sociale che può nascere anche con un gioco solitario ma che preveda il rispetto di regole o percorsi determinati.

L’importanza del gioco nel Bambino: il Sesto Senso

importanza del gioco nell'autismo

Quando un bimbo gioca non è mai fondamentalmente solo, anche se può esserlo fisicamente. Il gioco provvede a creare per lui una determinata situazione con la quale deve confrontarsi e che prevede un obiettivo da raggiungere attraverso l’uso di regole (fare o non fare una certa cosa), adattamenti (una scelta che si deve affrontare) o altre abilità cognitive diverse in base all’età: questo può dare già l’idea dell’importanze del gioco.

Secondo la dottoressa Penina Rybak, educatrice e terapista specializzata in problematiche del bambino autistico, si parla molto della sensorialità nei bambini, dei 5 sensi classici, ma se osserviamo come interagiscono gli esseri umani si può immediatamente comprendere che esiste un sesto senso attraverso il quale noi interagiamo, quello che potremmo definire il “senso sociale”, fatto da convenzioni, metalinguaggi che apprendiamo per imitazione dai nostri genitori, fratelli, pari e che viene interiorizzato nelle regole acquisite.

importanza del gioco nell'autismo

Il gioco può essere un ulteriore mezzo attraverso il quale i bambini imparano queste “regole sociali” e i ruoli; l’importanza del gioco nell’apprendimento delle competenze sociali è basilare anche perché risponde perfettamente ad un’esigenza creativa tipica del bambino e lo proietta verso la sua crescita come individuo nella società.

Il bambino affetto da autismo: l’importanza del gioco nella sua sfera sensoriale.

I bambini affetti da autismo possono avere, più di altri, grandi difficoltà ad imparare a giocare, proprio per questa funzione interattiva e sociale del gioco.

Lontano dal voler proporre ricette magiche per una problematica così complessa come l’autismo, si può però affermare che dedicare tempo al potenziamento e al recupero dell’attività di gioco potrebbe dare risultati inaspettati su competenze sociali più ampie.

In particolare, le indicazioni del dottor Stanley Greespam, secondo il metodo Floortime, sembrano suggerire metodi di intervento particolarmente efficaci sull’importanza del gioco.

Come suggerisce il nome stesso, l’approccio Floortime (letteralmente “tempo passato a terra sul pavimento”) cerca di mettere l’educatore e il bambino sullo stesso piano anche fisico. I bambini vengono così a trovarsi in una dimensione di interazione spontanea che li mette a loro agio, li stimola ad andare molto più in là dei limiti posti dalla loro diagnosi. Si stimolano i loro interessi, si stabilisce una connessione con loro per farli diventare più creativi, curiosi e spontanei.

L’obiettivo è entrare nel mondo del bambino e percepire il suo flusso emotivo, portarlo a non avere paura di essere se stesso, includendo l’azione e l’interazione attraverso tutti i sensi e le abilità motorie, così come con le emozioni.

Importanza del gioco nell’autismo: 3 possibili traguardi

Il gioco spontaneo o guidato, sensoriale, imitativo o simbolico, potrà dunque portare a 3 possibili traguardi in ambito relazionale:

1 – Consapevolezza del proprio corpo acquisito tramite un gioco sensoriale o esplorativo in modo da aiutare il bambino a sviluppare abilità cognitive come l’attenzione, la consapevolezza dell’oggetto, le proprie preferenze, fare delle scelte…; ma anche abilità motorie relative all’uso di oggetti utili per le attività di base quotidiane: mangiare, vestirsi, lavarsi, comunicare e coordinamento occhio-mano. Inoltre il gioco potrà dar loro una chiave di lettura per capire come “funziona il mondo”.

importanza del gioco nell'autismo

2 – L’importanza del gioco nel comprendere e nell’esprimere emozioni. Il gioco aiuta a interiorizzare ruoli e regole contestualizzandole. Spesso reiterare un gioco può far scaturire un legame tra azione e reazione nell’ambito delle relazioni sociali: se mi comporto in un certo modo otterrò una certa reazione. Il gioco di imitazione consolida il ricordo di questo meccanismo, fortificandolo.

Per questo giochi schematici e apparentemente ripetitivi possono avere un ruolo notevole. Spesso possono anche far emergere conflitti o risolvere emozioni negative che sono rimaste intrappolate e provocano spiacevoli blocchi emotivi.

Il gioco può anche potenziare l’empatia nei soggetti autistici soprattutto quando si ha a che fare con giochi antropomorfici come le bambole ma anche gli animali.

L’uso del gioco facilità il rilassamento multisensoriale che è in grado di decomprimere un bambino sotto stress, li aiuta a saper reagire di fronte a situazioni inaspettate e offre al bimbo un’occasione per distrarsi, soprattutto con giochi tradizionali più che con quelli di nuova generazione.

3 – Infine il gioco aiuta le competenze relative alla risoluzione di problemi nelle relazioni. Nel gioco io posso, e a volte devo, cercare di pensare di essere “l’altro”, per prevedere le sue mosse, per comprendere i suoi punti deboli, le aspettative.

Il gioco simbolico insegnerà ai bambini a percepire sequenze importanti nelle interazioni, a cui possono essere poi associate diverse ulteriori risposte; non ultimo, il gioco li aiuta a saper organizzare e gestire il loro tempo nel caso in cui siano previste attività legate ad esso.

L’importanza del gioco diventa così la capacità di collaborare creativamente per trovare soluzioni e testare situazioni e relative risposte. Gli sbagli fatti sono degli esperimenti sul campo che aiuteranno a risolvere conflitti interiori ed esterni.

Perdere ad un gioco o cercare di far “funzionare” un gioco, ad esempio, è un’ottima palestra di vita per tutti i bambini per confrontarsi con le proprie frustrazioni e saper organizzare soluzioni possibili.

Fonte: Friendshipcircle



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