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Truffa della Busta Verde, la Polizia: “Ecco Come Difendervi”.

La Polizia di Stato mette in guardia i cittadini informandoli, attraverso i social network, di un nuovo raggiro, la truffa della busta verde. Qui tutte le info:

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

05 Gennaio 2016

Alcuni portali web l’hanno definita la prima truffa del 2016 ma, stando alle dichiarazioni dei collaboratori della Polizia di Stato, la truffa della busta verde non è nuova alle forze dell’ordine.

Il primo avviso che metteva in guardia i cittadini infatti fu diffuso lo scorso 12 dicembre attraverso la pagina facebook “Una vita da social”, la stessa ha poi ripreso e ripetuto lo stesso avviso più volte in queste ultime ore così da dargli una maggior risonanza.

Ma vediamo nei particolari di cosa si tratta!

Truffa della busta verde: l’avviso della Polizia di Stato.

Truffa della Busta Verde, la Polizia: “Ecco come difendervi”.

Come detto in precedenza, l’avviso riguardante la truffa della busta verde è stato più volte pubblicato sulla pagina facebook “Una vita da social”.

Insieme agli avvisi è possibile trovare alcune immagini allegate – una busta verde, un comune richiesta di raccomandata e una richiesta di raccomandata verde usata per notificare gli atti giudiziari – che sono puramente indicative e non rappresentano l’originale lettera oggetto della truffa della busta verde.

Questo l’avviso diffuso tramite social network:

<<Stamattina vi abbiamo messo in guardia da un nuovo meccanismo di raggiro postale. Si tratta della truffa della raccomandata dalla Croazia (definita in rete la truffa della busta verde – ndr). Non avendo la foto della raccomandata ufficiale abbiamo utilizzato la foto di una classica raccomandata. Ora possiamo dirvi che si tratta di una busta verde, molto simile a quelle comunemente usate per gli atti giudiziari, raccomandata proveniente dalla Croazia, e più precisamente dalla città di Pola.

Nella busta ci sono documenti scritti in croato e in italiano, insieme ad alcuni timbri che potrebbero far pensare la provenienza da qualche autorità. In essi si richiede il pagamento di una multa per eccesso di velocità, compreso tra € 184,73 ed € 250,65, pena l’avvio di una procedura di pignoramento. Il pagamento è richiesto su un IBAN italiano.

L’atto, però, non è conforme al dettato normativo italiano, sia nelle forme e sia nelle notifiche e pertanto non ha alcun valore legale.

Consigliamo, in caso di ricezione di contattare immediatamente le forze dell’ordine al fine di ricevere opportuni consigli in merito e raccomandiamo di non procedere ad alcuna forma di pagamento. Sul fenomeno, che assume i connotati di un’autentica truffa sono in corso accertamenti al fine di risalire agli autori del tentativo di reato>>.

Qui di seguito gli shot dei tre avvisi pubblicati sulla succitata fanpage.

Truffa della Busta Verde, la Polizia: “Ecco come difendervi”. Truffa della Busta Verde, la Polizia: “Ecco come difendervi”.

Truffa della Busta Verde, la Polizia: “Ecco come difendervi”.

Truffa della busta verde: chi e cosa rappresenta la pagina facebook “Una vita da social”.

Per evitare dubbi ed eventuali perplessità circa la veridicità dell’avviso inerente la truffa della busta verde, è opportuno precisare perché gli amministratori della fanpage Una vita da social” scrivono a nome della Polizia di Stato.

Non tutti gli italiani infatti sanno che Alessandro Pansa, capo della Polizia in carica dal 2013, a gennaio del 2014 presentava in quel dì di Roma un progetto di sicurezza nell’uso della rete denominato appunto “Una vita da social”.

Lo scopo dell’iniziativa era – e lo è ancora oggi in quanto il progetto è stato rinnovato anche quest’anno, arrivando così alla sua terza edizione –  informare la cittadinanza, in particolar modo gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, sul corretto uso della rete e dei social network.

Nello specifico, il progetto “Una vita da social”, al quale è collegata la pagina facebook che ha reso noto l’avviso della truffa della busta verde, nasce come lotta contro il cyberbullismo, l’adescamento online, sia esso a fini economici e commerciali (un chiaro esempio è proprio la truffa della busta verde – ndr) o personali, e come diffusione sull’importanza della sicurezza della privacy.

Fate dunque attenzione, se ricevete una busta verde con le indicazioni qui sopra descritte non esitate a contattare le forze dell’ordine.



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