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Paura del Parto, Come Affrontarla al Meglio

Perché abbiamo paura del parto, tutte le ragioni e i modi per tenerla a bada.

Dott.ssa Floriana Brugioni

di Dott.ssa Floriana Brugioni

23 Marzo 2016

“La prima volta hai paura del parto perché non sai cos’è. La seconda volta hai paura perché sai a cosa vai incontro”. In poche e semplici parole mia madre ha espresso il succo della paura del parto in questo modo.
Inutile dire che è stato detto con il sorriso, da sempre infatti mi parla del parto come qualcosa di dolorosissimo che al momento della fuoriuscita del bambino cessa improvvisamente. Inoltre, oramai, sappiamo dagli studi neuroscientifici che il ricordo del dolore del parto viene “cancellato” dalla nostra memoria per poter evitare l’estinzione della specie! Detto questo, cerchiamo di capire qualcosa in più sul perché abbiamo così paura del parto!

Perché abbiamo paura del parto…

paura del parto come affrontarla

 

Nonostante le varie tecniche che possiamo sperimentare all’interno di un corso di preparazione alla nascita come ad esempio il Training Autogeno Respiratorio, nonostante la possibilità di ricorrere all’epidurale, nonostante le tecnologie avanzate presenti in sala parto, resta ancora in noi una profonda paura del parto.
Effettivamente, se non abbiamo mai partorito siamo spaventati dall’incognita che esso rappresenta, se abbiamo avuto esperienza pregresse, specie se negative, la nostra paura può trovare un terreno fertile per attecchire.

Viviamo in un’epoca nella quale possiamo programmare qualsiasi cosa. Possiamo fare un pre-riconoscimento all’anagrafe se non siamo sposati, possiamo cercare il pediatra prima della nascita o iscrivere il bambino al nido prima che nasca. In noi vive il pensiero che tutto possa essere programmato, ma in fondo sappiamo che non è così e che, anzi, ciò che ruota intorno al parto non è così malleabile secondo la nostra volontà, quando ci accorgiamo della mancanza di controllo da parte nostra sull’evento i nostri livelli di ansia possono salire.

paura del parto come affrontarla

Paura del parto… e di che cosa abbiamo paura in realtà?

– Del dolore del parto – di provare un dolore insopportabile che potrebbe trovarci impreparate, qui è collegabile la conseguente paura di morire durante il parto, come conseguenza del troppo dolore, in seguito a una complicazione, …

Di non essere all’altezza del compito – c’è il timore di non essere in grado di provvedere al sostentamento del nostro bambino, c’è la paura di essere inette. Molti sostengono che l’istinto materno non esista, ogni mamma vive la maternità in modo unico e può sentirla prima o dopo, ma le mamme sanno rapportarsi con i propri bambini, è vero potrebbe servire qualche giorno per entrare in sintonia, ma questo non deve spaventare, è la normalità! Se non dovesse bastare, ricordate che al momento del parto il vostro cervello inizierà a rilasciare ossitocina, l’ormone dell’amore (che viene rilasciato anche durante i rapporti) che serve a consolidare i legami affettivi.

– Paura del parto ma soprattutto delle nuove dinamiche di coppia e familiari – oltre alla preoccupazione della relazione con il vostro bambino, potreste riflettere anche sui cambiamenti all’interno della vostra coppia, infatti saranno tanti e di una certa entità: il vostro partner diventerà il padre di vostro figlio, la sessualità il primo periodo dopo il parto vivrà un calo che poi dovrete impegnarvi a recuperare (non vi riposate sugli allori, tutto secondo i vostri tempi ma non escludete i rapporti di coppia).

Inoltre la famiglia non prevede solo la vostra relazione con il bambino e la vostra relazione con il partner, ma prevede lo stesso a parti inverse con il vostro compagno. A queste possiamo aggiungere un’ottica a 3 (o a 4, 5, 6, …), infatti vi troverete immerse in una bellissima relazione triadica formata da voi, il vostro compagno e il vostro bambino. È normale vivere questi cambiamenti con un po’ di preoccupazione, d’altronde è la prima volta che vi trovate ad affrontare un cambiamento così grande che riguarda così tante persone.

– Del passaggio evolutivo che rappresenta – in linea di massima infatti tutte queste paure portano a una grande paura personale che abbiamo visto frazionata nelle precedenti paure. La paura collegata alla vostra crescita individuale, del passaggio che vi trovate ad affrontare in questo momento, non siete più solo figlie, ma diventate mamme e questo porta con sé innumerevoli riflessioni e sconvolgimenti.

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Cosa possiamo fare per alleviare la paura del parto

Nella mia esperienza ho trovato utile per alleviare la paura del parto la partecipazione ai corsi di accompagnamento alla nascita. Far parte di un gruppo che condivide lo stesso focus permette ai genitori di fare l’esperienza di trovarsi tutta sulla stessa barca e di poter ricevere/dare aiuto a chi come loro si ritrova con le stesse domande, dubbi e paure.

Il dolore del parto è qualcosa che tutte provano, è normale che spaventi ma va letto un’ottica evolutiva, esso infatti è utile a livello fisico e psicologico:

– fisico perché con l’inizio delle contrazioni ci permette di capire che il momento del parto si avvicina e grazie al dolore delle contrazioni ci dice quando spingere;

– psicologico perché dopo questo dolore, dopo la nascita del nostro bambino, effettivamente ri-nasceremo anche noi e il nostro partner per entrare insieme in una nuova fase della vita, è vero che divenire genitori è un processo e non coincide con il momento del parto, ma rappresenta comunque un punto cardinale in questo processo.

Quindi possiamo dire che quello che più ci fa paura del parto è ciò che esso rappresenta e tutto ciò che porta con sé, i cambiamenti, la nostra messa in gioco, i nuovi adattamenti che richiede, …

Quello che non va mai dimenticato è di parlare di ciò che ci preoccupa, d’altronde avete la fortuna di vivere questo momento di passaggio con la persona che forma l’altra metà della vostra coppia. È sempre stimolante portare un nuovo argomento nella vita di coppia, anche se si tratta di una preoccupazione, d’altronde guardare un problema da soli è importante e ci permette di crescere ma guardarlo in due non ci fa sentire soli.



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