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Metodo Montessori per neonati: dalla gravidanza alla nascita

L'educazione del bambino parte da lontano, da quando il cucciolo d'uomo nasce e prima ancora, da quando è nella pancia della mamma lo dimostra il metodo Montessori per neonati

Federica Federico

di Federica Federico

14 Aprile 2016

Comunemente quando si parla di educazione del bambino la mamma ne immagina i rapporti sociali e le dinamiche relazionali, quindi si pensa ad un bambino già in grado di muoversi nel mondo e di esprimere se stesso. In realtà l’educazione del figlio parte molto prima e si radica nel rapporto che mamma e bebè instaurano durante la gestazione.
Anche il metodo Montessori si interessa a questa fase prodromica dell’educazione del bambino (metodo Montessori per neonati) e rivolge tanta attenzione al neonato, seme della futura pianta e del prossimo albero della vita.

 

Metodo Montessori per neonati: dalla gravidanza alla nascita

Neonato avvolto nella copertina piange.
Foto diritto d’autore: mytrykau © 123RF.com – ID Immagine: 145668669 con licenza d’uso.


 

Metodo Montessori per neonati e approccio naturale alla nascita, segreti di una maternità serena.

Si sente dire spesso, e non sempre a torto, che la maternità moderna è estremamente medicalizzata e la nascita contemporanea è tal volta un business commerciale che distoglie le mamme dal loro stesso istinto naturale.

Metodo Montessori per neonati, ad una mamma servono poche cose essenziali: la migliore preparazione al parto è camminare, accovacciarsi come facevano le nostre nonne e le nonne delle nostre nonne (una volta era necessario farlo anche solo per andare in bagno), e mangiare sano.

Per la nascita del bebè non servono molte cose materiali e da un punto di vista emotivo occorre solo riconoscere al bambino la sua fragilità, la profonda dipendenza dalla madre e il suo innato bisogno di contatto fisico.

Questa mattina ho incontrato una cara amica che ha partorito da 12 giorni, con le altre mamme della scuola parlava ancora di ore libere tra una poppata e l’altra stabilendo che il bambino “è abituato” a mangiare ogni tre ore. Un neonato, invece, non dovrebbe soccombere a nessuna abitudine degli adulti, al piccolo andrebbe riconosciuto il diritto ad essere portato in fascia sul corpo della mamma per potersi nutrirete al seno ogniqualvolta ne sente il bisogno anche solo affettivo.

La mamma è la creatura che la natura mette a disposizione del bambino perché, una volta conclusa la vita intra-uterina, divenga il ponte che conduce il neonato alla scoperta del mondo.

Le mamme, ammettendo che nella prima infanzia del bambino appartengono emotivamente al loro piccolo e hanno il compito di condurlo all’autonomia, dovrebbero sin dalla gestazione parlare al loro bambino.

Un esercizio che fa estremamente bene alle madri in dolce attesa è la visualizzazione di se stesse e del loro bambino dopo il parto: immaginatevi accanto al bebè, immaginatelo felice in un sereno clima familiare. La gioia che proverete vi aiuterà a vivere al meglio la gravidanza e il parto.

Anche durante il travaglio mamma e bebè dovrebbero comunicare: alla mamma è consigliato parlare al bambino non appena ha avvio il travaglio e non bisognerebbe smettere mai di farlo. Parlare è il primo segreto di ogni genitore e bisognerebbe avere sempre il coraggio di verbalizzare i propri sentimenti, dal primo battito al primo incontro, e per tutta la vita.

 

Metodo Montessori per neonati, come accogliere il cucciolo d’uomo.

Maria Montessori interpretava le coliche del bambino come una reazione ai cambiamenti che lo investono dal travaglio in poi. Dopo la nascita il bambino si trova catapultato in un mondo completamente diverso da quello in cui viveva. Ciò di cui ha bisogno è il seno materno, il nutrimento del latte ma anche il conforto della pelle, dell’odore e del battito della mamma. Subito dopo la nascita alla mamma dovrebbe essere garantito un angolino caldo e confortevole dove trascorrere del tempo serenamente con suo figlio. È importante che il primo approccio alla vita del bambino sia veicolato dal corpo della mamma.

Consentire al bambino di vivere i primi giorni in tranquillità senza essere avvilito da troppe visite e senza essere preso tra le braccia di estranei, cullato solo dalla mamma e dal papà, vuol dire riconoscere il diritto del bambino all’adattamento alla vita extrauterina.

 

Gli odori sono estremamente importanti per il bambino, nel metodo Montessori per neonati viene suggerita la realizzazione, anche home made, di un “topponcino”.

Il “topponcino” è un materassino ovalizzato, alto massimo 2 cm e di circa 40×60 centimetri, possibilmente realizzato con un’imbottitura trapuntata e traspirante, non troppo rigida né eccessivamente morbida e foderato con una federa in lino o cotone (che vi consiglio di realizzare liscia e senza fronzoli).
Il topponcino dovrebbe rappresentare l’appoggio del bebè anche fuori casa, dal dottore o in auto all’interno del seggiolino, è un modo per essere sostenuti con dolce sicurezza, ma rappresenta anche un sistema per portare con sè gli odori familiari.

 


 

Articolo aggiornato al 7 Novembre 2021



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