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Ambiente nel Metodo Montessori nei Primi Mesi del Neonato

L'ambiente nel metodo Montessori va pensato e costruito come la prima palestra in cui il bebè si esercita alla vita. Qui pochi consigli pratici per le mamme

Federica Federico

di Federica Federico

02 Maggio 2016

L’ ambiente nel metodo Montessori ha un valore centrale, è inteso sia come  il luogo da cui il bambino riceve stimoli vitali e formativi sia come il luogo in cui il piccolo esercita se stesso alla conoscenza del mondo e del proprio corpo. 

Lo scopo ultimo di tutta l’educazione montessoriana è l’autonomia del bambino e ciò influenza non poco anche le scelte legate all’ambiente in cui il neonato viene accudito. L’autonomia non va considerata come un concetto ideale, essa è una competenza concreta che il piccolo acquisisce con l’esercizio anche precoce.

Rispetto ad un neonato, in che modo va organizzato l’ ambiente nel metodo Montessori? O meglio il modello montessoriano si applica anche ai bimbi appena nati? Sono queste due domande ricorrenti tra le mamme.

l' ambiente nel metodo montessori neonato - primi mesi

Presupposto che non è mai troppo presto per essere una mamma montessoriana, il metodo Montessori si applica sin dai primi momenti di vita; in questo senso l’ambiente deve avere una specifica identità e determinate qualità.

L’ ambiente nel metodo Montessori è sempre finalizzato. Un neonato ha bisogno di 4 spazi essenziali che possono o meno coesistere nella stessa stanza (ovvero nella cameretta del bambino):

1. Spazio della nanna;

2. Spazio del cambio;

3. Spazio della pappa;

4. Spazio del gioco.

Natura e ruolo dello spazio della nanna all’interno dell’ ambiente nel metodo Montessori.

Lo spazio della nanna è essenzialmente l’area dedicata alla culla,  ovvero al riposo. Dovendo realizzare (e quindi pian piano costruire) un rituale del sonno, è un bene fare sì che il bebè abbia il suo luogo destinato a dormire.

Nei primi mesi di vita la culla deve essere piccola ovvero adatta alle dimensioni del bambino. Ricordate sempre che il piccolo proviene dall’avvolgente e intimo ambiente uterino e che una volta nato deve adattarsi alle nuove e diverse percezioni sensoriali.

Rispetto alla nanna, un appunto a parte merita la luce e la sua gestione: affinché il bebè comprenda l’alternanza giorno – notte, è bene che riposi completamente al buio solo durante le ore notturne, il buio totale va, invece, evitato nel corso dei riposini pomeridiani.

Ai precetti montessoriani vale la pena aggiungere una moderna e dolce considerazione del sonno del bebè: il sonno del bambino va monitorato e  in qualche modo vigilato, pertanto è consigliabile che la culla sia collocata nella camera da letto dei genitori, almeno sino all’anno di vita.

Culla, carrozzina o cesta vanno dotate di materassi e cuscini antisoffocamento ed è consigliabile che abbiano una base traspirante.  

Le coperte devono essere fissate in modo da non poter coprire il bebè oltre le spalle e in maniera tale che il bambino non corra il pericolo di scivolare sotto le copertine (la foto che segue ci aiuta ad esprimere meglio il concetto).

Natura e ruolo dello spazio della nanna all'interno dellì ambiente nel metodo Montessori.

Natura e ruolo dello spazio del cambio all’interno dell’ ambiente nel metodo Montessori.

Lo spazio del cambio deve essere assolutamente essenziale, non è necessario un fasciatoio, per realizzarlo secondo i principi montessoriani basta una cassettiera stabile e solida, dalla superficie piana e regolare su cui porre un materassino per il cambio morbido e confortevole.

Stando ai precetti del metodo montessoriano sarebbe consigliabile porre accanto al fasciatoio uno specchio capace di rendere al bambino le immagini di ciò che accade, questo accorgimento aumenterà la concentrazione del piccolo su quello che avviene, col tempo, poi, affinerà la sua capacità di associare le percezioni sensoriali ai gesti compiuti sul corpo.

Un consiglio pratico da mamma: il materassino del cambio è bene che sia facilmente lavabile, tenetene conto nella scelta.

Natura e ruolo dello spazio della pappa all’interno dell’ ambiente nel metodo Montessori.

La pappa del bebè si realizza nell’allattamento (sia esso al seno o dal biberon, posto che l’allattamento materno va sempre favorito). Maria Montessori consigliava alle mamme che allattano di concentrarsi solo sul nutrimento del bambino favorendo il rapporto visivo col piccolo e accarezzandolo; è bene allattare in una posizione confortevole, su una poltrona comoda esposta alla luce naturale e circondata da colori rassicuranti. Fate sì che il posto della pappa sia sempre lo stesso, esso è parte dell’ ambiente nel metodo Montessori.

La Montessori raccomandava ai genitori di permettere ai bambini di apprezzare l’arte sin dai primi giorni di vita, facendo ciò parte di un processo di educazione al bello. E pertanto accanto allo spazio della pappa si può appendere una riproduzione di una delle tante madonne che allattano dipinte da artisti celebri.

Natura e ruolo dello spazio del gioco all’interno dell’ ambiente nel metodo Montessori.

Secondo i precetti montessoriani lo spazio del gioco del neonato dev’essere essenziale: basta uno specchio attaccato alla parete appena sopra il battiscopa o già in linea col pavimento; un tappetino morbido e una giostrina sospesa, posta a 15 – 20 cm di altezza sopra il viso del bebè.

l' ambiente nel metodo montessori neonato - primi mesi

Questi pochi elementi consentono al bebè di osservare i movimenti del suo corpo, i movimenti di altri corpi (la giostrina) e di allenare i sensi.

Gli spazi dedicati al bebè e finalizzati alla costruzione del migliore e più accogliente ambiente per il neonato, debbono essere tutti ariosi e luminosi, sicuri e puliti. L’ambiente nel metodo Montessori va pensato e costruito come la prima palestra in cui il bimbo si esercita alla vita.



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