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Taglio del Cordone Ombelicale Ritardato, Tutti i Vantaggi

Il taglio del cordone ombelicale ritardato può aiutare il bambino in vari ambiti

Gioela Saga

di Gioela Saga

23 Maggio 2016

Subito dopo la nascita il bambino viene appoggiato sul petto della mamma e possiamo dire che è senza dubbio uno dei momenti più belli e intensi che possiamo vivere. Segue normalmente il taglio del cordone ombelicale ritardato ormai in molti casi, nel senso che si tende a dare più tempo alla mamma e al neonato prima del clampaggio. Quali sono però gli effettivi vantaggi di questa procedura?

Taglio del cordone ombelicale ritardato

taglio del cordone ombelicale ritardato vantaggi

Una delle procedure più comuni al mondo è quella di clampare e tagliare il cordone ombelicale del neonato. Non c’è nesn dubbio a riguardo, molti di più invece su chi sostiene che dovrebbe essere fatto in modo ritardato e chi non considera questo un fattore importante.

 

Il clampaggio precoce del cordone è stata una procedura introdotta tra gli anni ’50 e ’60 del secolo scorso per aiutare la terza fase del parto, ovvero il secondamento, con l’espulsione della placenta che avviene in modo conseguente al taglio del cordone. Per evitare emorragie si è andata diffondendo l’accelerazione sempre maggiore di questo clampaggio a discapito di tutti i vantaggi fisiologici del mantenerlo fino alla cessazione della pulsazione in modo naturale.

Il taglio del cordone ombelicale ritardato è una pratica che si cerca di reintrodurre nel post parto

La cosa principale che si cerca di evidenziare è che nei pochi minuti dopo il parto, il neonato può ricevere fno a 80-100 millilitri di sangue che è quasi un terzo del suo volume totale alla nascita. Il volume diminuisce con il passare dei minuti ma la maggior parte viene ricevuto nei due, tre minuti successivi al parto, che basterebbero già ad assicurare un vantaggio al neonato ma spesso si tende a clampare anche prima.

 

A volte la fretta è data anche da fattori contingenti e pratici: i bébé deve esere pesato, lavato, valutato ma bisognerebbe considerare che bastano davvero pochi minuti.

 

Uno studio svedese fatto dal pediatra neonatologo Ola Andersson e poi pubblicato dalla rivista Jama Pediatric, ha seguito e studiato per 4 anni un campione significativo di bambini, una parte dei quali hanno avuto il taglio del cordone ombelicale ritardato fino a 3 minuti o più, un’altra parte invece ha subito il clampaggio nei primi 10 secondi.

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I ricercatori hanno scoperto che ad un taglio del cordone ombelicale ritardato corrispondevano maggiori capacità motorie e di socializzazione nei primi 4 anni, soprattutto nei maschietti.

Naturalmente i ricercatori si ripromettono di seguire anche successivamente il campione di bambini per avere riscontri anche in età più adulta e a lungo termine.

Lo studio ha seguito in particolare i neonati nei loro primi 4 mesi di vita e si è dimostrato che quando il taglio del cordone ombelicale è stato ritardato, i bimbi hanno avuto in media meno problemi di anemia o deficit di ferro, mentre non mostravano dati significativi per quanto riguarda problemi respiratori o legati all’incidenza di ittero neonatale.

I dati sul deficit di ferro, che si presenterebbe con una minore incidenza nei neonati con taglio del cordone ombelicale ritardato, è da valutare invece attentamente, perché è un problema poi spesso associato a difficoltà di sviluppo cognitivo e comportamentale.

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Pro e contro del taglio del cordone ombelicale ritardato

Nel 2007, una rivista medica, ha pubblicato una raccolta di 15 studi diversi e comparati che hanno dimostrato che il taglio del cordone ombelicale ritardato ridurrebbe del 50% il rischio di anemie, a fronte di un ridotto aumento di ittero che però non comporterebbe nessun rischio particolare e si può trattare senza problemi con la fototerapia.

 

L’analisi più recente riguardante il clampaggio del cordone ombelicale e i tempi consigliati è stata condotta da un pool di ricercatori che ha poi pubblicato i risultati su un numero della rivista medica Cochrane Systematic del 2013 dove viene asserito e confermato: “Un più libero approccio al clampaggio del cordone ombelicale sembra debba essere garantito alla luce del fatto che il ritardo nell’applicare tale procedura sembra aumentare i livelli di concentrazione di emoglobina e ferro e le loro relative scorte nei neonati.”

 

Le evidenze scientifiche sembrano dunque tutte estremamente a favore.

 

In molti paesi, come il Regno Unito, è stato stabilito un tempo minimo consigliato di almeno un minuto di attesa prima del clampaggio o anche di pù a seconda della scelta espressa dalla noe mamma. L’Organizzazione Mondiale della Sanità prevede un protocollo che va da uno a tre minuti dopo il parto e lo segnala come “fortemente raccomandato”.

 

Dunque è senz’altro un’informazione da sapere e da fare valere nel punto nascita di vostra scelta qualora lo riteniate utile. Se volete unteriori ragguagli leggete questa lettera aperta di un’ostertria relativa ai danni del taglio immediato del cordone ombelicale.

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