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Rapporto Unicef 2016 sui Bambini in Fuga

I numeri del rapporto Unicef 2016 sono allarmanti e in costante crescita

Gioela Saga

di Gioela Saga

12 Settembre 2016

Sono circa 50 milioni i minori costretti ogni anno a lasciare il proprio paese per circostanze diverse e a dover fuggire, lasciando situazioni drammatiche per rincorrere una speranza di salvezza e gettarsi nell’ignoto.

 

Ci sarebbe un profugo ogni 45 bambini del mondo secondo una stima del rapporto Unicef 2016, un rapporto che mette davvero i brividi. Sembrano realtà lontane da cui è facile prendere le distanze o far emergere il giudizio ma, di fronte agli occhi di un bimbo che piange, si dovrebbe sempre e solo tendere una mano.

Rapporto Unicef 2016, i dati raccolti sono sconvolgenti

rapporto Unicef 2016

 

Il rapporto Unicef 2016 Uprooted: The Growing Crisis for Migrant and Refugee Children è impietoso e ci mette di fronte ad una realtà fatta di numeri drammatici ed allarmanti sui bambini in fuga ogni anno nel mondo. I piccoli profughi sono in costante aumento.

Il rapporto precede il Summit sui rifugiati e sui migranti del prossimo 19 Settembre che si terrà presso il quartiere generale dell’Onu a New York.

 

Si parla di 50 milioni di minori, una popolazione immensa che piange per le guerre dei padri, giuste o sbagliate che siano, di questi ben 28 milioni fuggono da violenze e conflitti interni al loro paese di origine, di cui 10 milioni sono i bimbi rifugiati e 17 milioni sono sfollati nel loro stesso paese.

 

Altri venti milioni di bambini sono stati costretti a lasciare la loro casa per vari motivi legati alle condizioni di indigenza e povertà o violenza, un fenomeno particolarmente presente al confine tra i paesi dell’America Latina e gli Stati Uniti dove, solo nei primi sei mesi del 2016 circa 26 mila bambini sono arrivati da soli per poter essere accolti.

 

Sono numeri sconvolgenti e dietro ognuna di queste cifre ci sono occhi spaventati che guardano. Ci sono situazioni conosciute e altre molto meno.

rapporto Unicef 2016

Il fenomeno dei bambini in fuga è in costante aumento, lo dimostrano i numeri del Rapporto Unicef del 2016 sui bambini in fuga.

 

Il rapporto Unicef parla chiaro: hanno bisogno tutti di assistenza e dei servizi fondamentali che riguardano tutti gli esseri umani ma che di cui bambini in particolar modo non possono essere privati per la loro stessa natura dipendente e indifesa.

 

Rispetto al 2014, il numero dei bambini senza genitori che hanno richiesto asilo in ben 78 nazioni sono triplicati.

Sono creature indifese che sono a rischio di sfruttamento per gente senza scrupoli e abusi di vario tipo da parte di organizzazioni criminali. Si potrebbe, e bisognerebbe, fare di più per garantire vie di fuga sicure che non vengano corrotte e gestite da trafficanti di uomini senza scrupolo che guadagnano sulla speranza e non hanno timore di sacrificare vita e dignità di questi bimbi e di chi magari dà tutto quello che ha, anche la propria esistenza, pur di garantire qualcosa di meglio ai propri figi.

 

La Turchia è la nazione che accoglie il maggior numero di rifugiati e tra questi i bambini ma, in rapporto alla propria popolazione, è il Libano che detiene il primato con una persona su 5.

 

Purtroppo i fenomeni di xenofobia riguardano anche i bambini costretti loro malgrado a fuggire e che si vedono spesso anche tagliati fuori dal sistema di istruzione del paese ospite, dopo aver subito la perdita di ogni punto di riferimento affettivo e materiale.

rapporto Unicef 2016

Rapporto Unicef 2016: due immagini simbolo

Il direttore dell’Unicef, Anthony Lake, ha voluto ricordare le due immagini simbolo di una situazione drammatica che deve essere arrestata:

“Le immagini indelebili del piccolo corpo di Aylan Kurdi ritrovato sulla spiaggia di Bodrum, in Turchia, morto annegato nel tentativo di raggiungere l’Europa, o del bambino di Aleppo, seduto in un’ambulanza, dopo essere stato estratto vivo dalle macerie di un palazzo, hanno sconvolto il mondo intero.

La storia di Aylan Kurdi

 

Ognuna di queste immagini rappresenta i tanti milioni di bambini in pericolo di vita che chiedono che la nostra compassione per il singolo bambino si traduca in azioni per tutti i bimbi del mondo.

 

Certo non si può rimanere muti davanti a questi numeri e queste immagini, soprattutto per mamme come noi, che sanno cosa vuol dire lo sguardo di un bambino che ti chiede aiuto e che ti spezza il cuore.

 



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