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La Pelle del Neonato è Delicata: Ecco Come Averne Cura

Svolge un ruolo fondamentale contro le aggressione esterne, ma è molto più vulnerabile della pelle di un adulto. Consigli preziosi per prendersi cura della pelle del neonato

Federica Federico

di Federica Federico

18 Ottobre 2016

La pelle è il vestito indossato dal corpo umano sin dalla nascita ed è lo strumento sensoriale che da sempre ci consente di entrare in contatto col mondo attraverso le sensazioni tattili.

 

Quando il bimbo viene steso sul corpo della madre dopo il parto, la pelle del neonato a contatto con la pelle della mamma scatena nel cervello del bebè le prime reazioni sensoriali a cui corrispondono anche i primi benefici psico-fisici: il bimbo avverte il calore umano, si innesca l’istinto alla suzione (quindi la ricerca naturale del seno materno) e si avviano i processi fisiologici di quieto e sereno adattamento alla vita extrauterina.

Com’è possibile che la pelle del neonato riesca ad essere contemporaneamente stimolo sensoriale, tattile, emotivo e chimico?

La pelle del neonato è delicata

La pelle del neonato è delicata

La cute assolve molteplici funzioni insieme perché è un organo e, come tale, ha scopi e caratteristiche peculiari che concorrono a mantenere il corpo in un sano equilibrio. La pelle ha una funzione protettiva contro le continue aggressioni ambientali (come il vento, il caldo o il freddo); fa da barriera contro gli stimoli fisici (come urti, pressioni, frizioni o spinte); limita le aggressioni patogene impedendo a germi, batteri, virus, funghi o sostanze estranee di penetrare all’interno dell’organismo. Ma non solo.

 

Grazie alla sudorazione, funziona da equilibratore termico regolando i livelli di calore del corpo e rappresenta il primo filtro sensoriale che consente al cervello di decodificare i segnali provenienti dal mondo esterno.

 

Non tutti i genitori sanno che la pelle del neonato, come tutti gli organi del bambino appena venuto alla luce, ha una struttura in via di sviluppo, ovvero deve completare la sua evoluzione, fortificarsi, perfezionarsi e adattarsi alla vita fuori dalla pancia.

 

Al momento della nascita l’epidermide del bebè è fino a 5 volte più sottile della pelle di un adulto e impiega circa 12 mesi a sviluppare in modo compiuto e definito tutte le sue funzioni. È per questo motivo che ha bisogno di cure e attenzioni molto specifiche.

 

Nella pancia della mamma, durante le prime settimane di formazione del feto, la pelle è una pellicola sottilissima, basti pensare che tra la 13esima e la 15esima settimana di gestazione la cute ha l’aspetto di una membrana traslucida che lascia intravedere i vasi sanguini. Col passare dei giorni l’epidermide che veste il feto si ispessisce e viene protetta da una “peluria”, la cosiddetta lanugine, che scompare quando il bebè si approssima a nascere, più o meno tra la 31esima e la 33esima settimana di gestazione.

 

Nel ventre materno la cute è protetta anche dalla cosiddetta vernice caseosa, sostanza grassa e biancastra che tutela la pelle del feto ricoprendola. Alla nascita questa vernice “sporca” ancora la cute e le ostetriche che puliranno il bebè ne rimuoveranno la gran parte, ma un naturale assorbimento dei residui ha solo un effetto benefico sulla pelle del neonato.

 

Il bambino appena nato comunemente presenta un colorito disomogeneo e “arrossato”. Niente paura: questo dipende dal lavoro del parto e rappresenta una condizione fisiologica che normalmente rientra in poche ore.

 

Nei giorni successivi, però, l’epidermide del bebè, per fortificarsi e normalizzarsi, richiederà attenzioni speciali.

 

La pelle del neonato è così morbida, liscia e profumata ma è anche delicata, vulnerabile e facilmente irritabile, perché?

 

Alla nascita, la cute del bebè ha un pH neutro (il pH neutro identifica un basso grado di resistenza della pelle alle aggressioni) e occorrono 6 settimane affinché il pH divenga acido (il pH acido identifica, invece, un alto grado di resistenza della pelle alle aggressioni) . In termini pratici occorrono 6 settimane per la formazione del cosiddetto mantello protettivo acido che garantisce alla pelle del neonato la capacità di autodifesa dalle aggressioni ambientali potenzialmente dannose. Accarezzare il neonato e praticare delicati massaggi stimola la cute, ne favorisce l’irrorazione sanguigna e la rende complessivamente più forte e resistente.

 

La pelle del neonato ha un profumo molto intenso, quell’essenza di bebè di cui le madri si nutrono e che non dimenticano mai! L’odore dei bimbi appena nati è così forte e vivo per una serie di ragioni fisiologiche che vanno dall’assenza di grasso protettivo alla trama della cute del neonato.

 

La pelle del bebè è estremamente permeabile perché le cellule epidermiche non sono ancora connesse tra loro. La permeabilità epidermica massimizza la morbidezza e il profumo, ma fa anche sì che la pelle assorba profondamente ogni sostanza con cui viene in contatto. In questo senso è fondamentale la selezione degli indumenti, che devono essere in fibre naturali, nonché la scelta delle creme. Optate sempre per prodotti specifici per bambini, come ad esempio le creme Mustela, appositamente formulate per l’idratazione della pelle super-sensibile del bebè.

 

E’ consigliabile idratare sempre la pelle, tamponare bene e con sistematicità il sudore (adoperando un telino di lino bianco) ed è bene lavare con cura tutti gli abitini e la biancheria prima che entrino in contatto con l’epidermide del neonato.

 

“I neonati sono puliti, perché lavarli tutti i giorni e ungere la loro pelle con oli e creme?”. E’ questa una domanda ricorrente tra le neomamme.

 

Il bagnetto è un momento fondamentale per lo sviluppo del pH cutaneo perché serve da stimolo alla pelle e perché compensa la non completa funzionalità delle ghiandole sebacee e di quelle sudoripare. Nei neonati le ghiandole sebacee non hanno ancora un’equilibrata funzionalità e ciò può determinare una facilità della cute a perdere l’umidità. Le mamme, però, non devono temere la secchezza, essa si vince con l’idratazione dell’acqua, delle creme idratanti e degli oli da bagno.

 

Allo stesso modo, nel corpicino del bebè, saranno in via di perfezionamento le funzionalità delle ghiandole sudoripare. Il sudore rappresenta il sistema di termoregolazione del corpo umano, ma è bene sapere che nel bambino la sudorazione non si perfeziona prima dei 3 anni di vita. Pertanto se da un lato è importante facilitare la traspirazione della pelle non coprendo il bambino con indumenti troppo pesanti e preferendo sempre tessuti in fibre naturali, d’altro canto è importante detergere la cute col bagno per epurarla anche dalle tossine che, più avanti, verranno espulse tramite la corretta sudorazione.

 

Cosa fa bene alla pelle del neonato?

 

La stimolazione tattile, anche quella che avviene durante il bagno, è il primo aiuto e supporto che il genitore può dare alla pelle del bebè. Quindi via libera a coccole e carezze. Gli oli da bagno sono consigliati nei primi mesi di vita perché rispettano il pH cutaneo e favoriscono l’idratazione assecondando lo sviluppo delle ghiandole sebacee.

 

L’alta permeabilità della cute dei piccoli appena nati impone delle regole anche nel post bagnetto: è in primis importante asciugare perfettamente il piccolo, prestando particolare attenzione alle pieghe della pelle; durante l’asciugatura la pelle non va traumatizzata ed è assolutamente vietato sfregarla (la cute del bimbo va solo tamponata!); la crema idratante va utilizzata con moderazione preferendola alle polveri che ostacolano la fisiologica sudorazione.

 

Nello spalmare la crema, fase anche quella utile a lenire gli arrossamenti da pannolino, l’adulto deve stendere sulla cute del bimbo un velo protettivo bene assorbito, lasciare sulla cute della pomata in eccesso non è proficuo. Oltretutto vale la pena ricordare che la pelle del neonato è super assorbente e si lascia fortemente penetrare dagli agenti idratanti e lenitivi. Non è, quindi, necessario adoperare moltissima crema per garantire il pieno nutrimento della pelle.

 

Autore Foto: Antonio Gravante – Fotolia.com



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