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Pelle del Neonato e Piccoli Problemi Cutanei, Quali Creme Usare

Delicata e ultra-sensibile, la pelle del neonato è spesso soggetta ad arrossamenti ed irritazioni. Ecco come intervenire!

Federica Federico

di Federica Federico

18 Ottobre 2016

La pelle del neonato non sempre è priva di imperfezioni: alcune volte è secca, altre è squamosa oppure può presentarsi arrossata o ricoperta da minuscoli puntini rossi.

 

Arrossamenti, secchezza, desquamazione o eruzioni cutanee di lieve entità possono rappresentare il sintomo di problemi epidermici comuni nei neonati e fisiologicamente legati alla naturale evoluzione della pelle.

cura pelle del neonato

Cura pelle del neonato

 

 

Quando la mamma incinta immagina il suo neonato ne disegna il volto angelico e pensa ad una pelle liscia e profumata. Ma quello che i genitori trascurano è la fisiologia dell’epidermide: la pelle è l’organo umano più esposto al contatto con agenti patogeni (virus, batteri o funghi).

Il derma, infatti, è la parte del corpo che continuamente interagisce con elementi esterni e\o con altri individui incontrando anche agenti biologici (e in certi casi chimici) potenzialmente pericolosi, e questo vale per gli adulti come per i bambini!

 

Con riguardo ai bambini più piccoli, va detto che la pelle risulta particolarmente esposta alle aggressioni esterne perché, sino ai 12\24 mesi di vita, è più vulnerabile dell’epidermide adulta.

La pelle del neonato incorre facilmente in piccoli problemi cutanei perché è ancora immatura: il cosiddetto film idrolipidico non è ancora abbastanza forte. Il motivo? Manca un congruo strato di grasso protettivo, come manca un giusto equilibrio in termini di acqua presente nella cute. Ciò fa sì che i meccanismi di autodifesa della pelle siano ancora bassi e il derma risulti facilmente vulnerabile.

 

 

La migliore prevenzione contro i più comuni problemi cutanei del bambino è l’igiene, unita all’idratazione.

 

 

La maggior parte degli sfoghi cutanei che affliggono i neonati nei primi giorni o mesi di vita ha natura virale, ovvero dipende dal contatto con virus banali. Una giusta pulizia e una corretta igiene sono risolutive e queste problematiche della pelle non lasciano alcuno strascico in termini di buona salute del bebè.

 

La pediatria moderna ammette concordemente l’importanza dell’igiene e dell’idratazione ribadendo, però, che l’acqua non basta a nutrire la pelle del bambino che va arricchita con prodotti idratanti. Pertanto il bebè va lavato bene e con frequenza ma va anche idratato con le giuste creme.

 

Gli oli e le creme, dovendo stimolare il naturale processo di rinforzo dell’organo cutaneo, sono prodotti che devono essere specificamente studiati per il derma del bebè. Un esempio sono le creme e gli oli della linea Mustela Bebè, che si caratterizzano per una formulazione naturale, traendo i propri principi attivi da piante come l’avocado o il girasole.

 

 

Per prevenire e\o risolvere problemi cutanei del neonato e del bambino piccolo, è fondamentale scegliere oli da bagno, saponi e creme per la prima infanzia.

 

 

Non tutti i genitori sanno che la cute del bambino e quella dell’adulto hanno esigenze diverse a partire dal pH; solo i prodotti specificamente pensati per la prima infanzia possono garantire il pieno rispetto dei bisogni della pelle del neonato correggendo arrossamenti, secchezza, squame o piccole eruzioni cutanee e non favorendone la formazione.

 

 

Le mani del bambino vanno lavate con salviette umidificate, prediligete quelle con ingredienti naturali. Il lavaggio delle manine va effettuato anche sui neonati ogniqualvolta siano entrati in contatto con cose o persone “estranee”.

 

 

Le manine sono il primo veicolo degli agenti patogeni, facilmente il bebè porta le mani alla bocca o si sfrega gli occhi.

 

Con lo svezzamento, poi, le salviettine umidificate diventano alleate indispensabili perché aiutano a rimuovere i rimasugli di cibo.

 

Sulla pelle del viso, in modo particolare intorno alla bocca e agli occhi, gli agenti patogeni e\o i residui di cibo, anche veicolati dalle mani, facilmente determinano l’insorgere di cosiddette dermatiti da contatto ovvero irritazioni cutanee (comunemente caratterizzate da bollicine rosse).

 

Potrebbe sembrare assurdo ma contro le dermatiti da contatto l’igiene è la migliore difesa e la più efficace medicina.

 

Il viso del bebè va deterso tutti i giorni e almeno 2 volte al dì, al di là del momento del bagnetto. Farlo aiuta a lenire gli arrossamenti e qualsiasi dermatite infantile.

 

La migliore pulizia del viso del bambino si ottiene con un latte detergente per la prima infanzia applicato su un dischetto di cotone. Il dischetto di cotone è da preferirsi al batuffolo d’ovatta perché rispetto a questo non si sfalda.

 

Il latte detergente va delicatamente disteso su viso e collo, contorno occhi e area esterna all’orecchio.

 

E’ preferibile sempre risciacquare, asciugando la zona trattata con un delicato telo di lino, tamponando e senza mai strofinare.

 

 

Se la pigmentazione cutanea del bambino è particolarmente chiara, la pelle potrebbe risultare oltremodo sensibile: potrebbe rispondere al freddo con arrossamenti e secchezza, al caldo con arrossamenti e eruzioni cutanee.

 

Il consiglio è quello di idratare con prodotti emollienti e fortemente nutrienti . Sarebbe, altresì, opportuno massimizzare la protezione dai raggi ultravioletti usando creme con schermo solare anche d’inverno, possibilmente ricorrendo ad una formulazione capace di proteggere e potenziare il capitale cellulare del derma infantile.

 

 

Se la fronte e il capo del bambino sono ricoperti da squame e la diagnosi è quella di crosta lattea la cute va protetta con oli specifici. In caso di seborrea (localizzata o diffusa) le aree squamose della pelle del neonato vanno ammorbidite con generose quantità di olio specificamente indicato per il trattamento della crosta lattea e le crosticine presenti tra i capelli possono essere rimosse con un pettinino a denti stretti.

 

Per favorire un equilibrato sviluppo cutaneo, non solo nei bambini con tendenza alla seborrea, è possibile scegliere uno shampoo mousse delicato per il trattamento specifico e preventivo della crosta lattea.

 

 

Alcuni pediatri ritengono che la seborrea sia un fenomeno fisiologico e che debba e possa fare il suo corso non inficiando per nulla la salute del bebè. E’ vero che la crosta lattea è del tutto innocua per il bambino, ma il suo trattamento aiuta la pelle a raggiungere più velocemente un equilibrio fisiologico. Ciò a cui la mamma deve fare attenzione è la buona qualità dell’olio e dello shampoo adoperati.

 

 

Puntini rossi, vesciche e irritazioni sono spesso presenti nelle aree cutanee a contatto col pannolino, il cosiddetto eritema da pannolino rappresenta, infatti, uno dei problemi cutanei più comuni tra i neonati.

 

L’eritema da pannolino è generato comunemente dal prolungato contatto pelle – feci e\o pelle – urina, ed è aggravato dall’umidità. Di fatto la pelle del bebè è sigillata nel panetto, lì resta sporca e umida ad ogni minzione e ad ogni evacuazione.

 

 

La prima tutela contro gli eritemi da pannolino è l’igiene intima del neonato, che però non si traduce in un semplice cambio. Non basta cambiare il pannolino spesso e nemmeno è sufficiente eliminare i residui di sporco con salviette per il cambio. Per prevenire e curare questi eritemi, dopo aver rimosso ogni residuo con le salviette per il cambio, è indispensabile detergere la cute intorno ai genitali con un dischetto di cotone imbevuto di latte detergente specifico per la prima infanzia ed è sempre necessario un risciacquo con acqua corrente e fresca. Spesso lo sporco si insinua nelle pieghe della pelle e nell’inguine, nelle femminucce tra le grandi labbra. Le mamme devono rimuovere meticolosamente ogni traccia di cacca e pipì!

 

 

Particolare attenzione va messa nell’asciugatura perché l’umidità favorisce la proliferazione degli arrossamenti. Le parti intime del bebè vanno tamponate bene, possibilmente con un telo di lino o comunque con un asciugamano in fibre naturali.

 

Sarebbe bene attendere almeno un minuto dopo l’asciugatura prima di chiudere la pelle del bebè in un nuovo pannolino.

 

 

L’area intorno ai genitali e all’ano può essere protetta con una crema per il cambio, in caso di arrossamenti o di tendenza all’arrossamento si può selezionare una crema che annoveri un metallo tra gli ingredienti (ossido di zinco, magnesio o alluminio).

 

I metalli sono in grado di creare un film protettivo che isola la pelle e ne evita la macerazione limitando la formazione di bolle, piaghe o rossori profondi.

 

La crema cambio va distesa con moderazione e lasciata assorbire bene, una grande quantità o un eccesso di pomata sulla pelle può essere controproducente perché inumidisce il pannolino già prima della minzione o delle feci.

 

Autore Foto: Alena Stalmashonak – Fotolia.com



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