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Insegnare ai Bambini a Dire Grazie è Importante

Insegnare ai bambini a dire grazie e prego ha un significato importante

Gioela Saga

di Gioela Saga

02 Gennaio 2017

Il compito educativo e formativo dei genitori nei confronti dei bambini è essenziale.

 

A volte pensando al ruolo di genitore e alla responsabilità che ne deriva c’è da trasalire… siamo ciò che si suol dire delle forme che plasmano i nostri figli almeno nelle loro caratteristiche di base e siamo senza istruzioni a priori, a volte ce lo dobbiamo un po’ inventare o costruire cammin facendo e non è certo facile.

 

Una cosa che è assolutamente fondamentale, anche molto più di quanto non ci si immagini è insegnare ai bambini a dire grazie e prego.

come educare i bambini a dire grazie e prego

Insegnare ai bambini a dire grazie e prego

 

Insegnare ai bambini a dire grazie e prego va molto al di là di ciò che sembra. Non è solo un precetto educativo da galateo, per quanto fondamentale, ma si tratta di entrare nel vivo del loro sentire, della loro capacità empatica e di ciò che possono trasmettere agli altri in termini di convivenza.

 

Dietro quelle due semplici paroline si nasconde tutto un mondo fatto di rispetto, capacità di condividere e di comprendere gli altri.

 

Se partiamo dal presupposto di muoverci all’interno di un ambiente fatto di grazie e prego, sarà meno facile rischiare di perdere la calma, dissentire in modo provocatorio o, peggio, compiere anche atti di bullismo.

 

Chi dice grazie e prego ha insito dentro di sé la capacità o quanto meno la volontà di comprendere chi gli sta di fronte. Insomma insegnare ai bambini a dire grazie significa offrire loro dei presupposti solidi per vivere meglio.

Insegnare ai bambini a dire grazie e prego, perché è importante

Durante i primi anni di vita, in particolare tra i 4 e i 7 anni, il cervello dei bimbi entra in una fase chiamata stadio dell’intelligenza intuitiva o emulativa: il bambino è molto più recettivo alle informazioni che capta, insomma è il periodo fondamentale per plasmarlo ed educarlo ad un imprinting che rimarrà per la vita.

 

Ricordate che i genitori devono essere sempre coerenti con se stessi per non creare falsi modelli che finiscono con il confondere e far sbagliare i bambini.

come educare i bambini a dire grazie e prego

Insomma sembra banale ma la regola fondamentale e quella di dare il buon esempio se si vuole insegnare ai bambini a dire grazie e prego.

 

Non è un insegnamento solo da sapere, anche se da principio può essere così, ma da metabolizzare in profondità, il bambino deve avvertirla come una naturale e logica conseguenza, non un’imposizione di cui si libererà prima possibile non appena non sarà più a portata di vista o orecchio del genitore.

 

Dite dunque grazie anche voi, anche quando vi sembra scontato e banale, perché loro vi osservano sempre!

Cosa fare per insegnare ai bambini a dire grazie

E’ importante far capire ai bambini che interagire nel modo corretto con gli altri è fondamentale per sentirsi bene anche con se stessi, creare un clima fruttuoso e gratificante.

 Consigli Pratici: Come Educare Bene i Propri Figli

 

Insegniamo a condividere ciò che si ha, a non essere invidiosi, corretti, non essere orgogliosi ed essere disposti anche a chiedere scusa perché può succedere di sbagliarsi…

 

Immaginiamo a quante situazioni spiacevoli “da adulti” potrebbero essere evitate solo con questi insegnamenti.

 

 

Cerchiamo di fare comprendere che se vogliamo essere trattati bene dobbiamo trattare bene.

come educare i bambini a dire grazie e prego

Al pari di dire grazie e prego dobbiamo insegnare a salutare sempre, anche chi non ci saluta per primo, e con un bel sorriso.

Insegnare questa catena di reciprocità significa porre delle basi fondamentali per essere felici in futuro, dunque molto di più di un semplice gesto di cortesia ma un’attività formativa a tutti gli effetti.

 

Non ci scoraggiamo se all’inizio sarà un po’ dura e magari il bambino ci metterà alla prova disubbidendoci platealmente o se magari è un po’ timido, esortiamolo senza penalizzarlo o mortificarlo in pubblico, piuttosto gli parleremo da solo successivamente.

 

Io ad esempio ho adottato il trucco della ricetta magica: senza questi due ingredienti non funzionava nulla e, quando spesso lo dimenticavano, bastava far riferimento alla ricetta e ricordarlo per farlo diventare un automatismo acquisito.

 

 

 

 

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