Questo sito contribuisce
all'audience di

 

Seguici:

Mamme e Lavoro: Decidere di NON Avere una Collaboratrice Domestica

Non avere una collaboratrice domestica: agli occhi di un figlio si traduce in un’ampia educazione alla cura e alla gelosa custodia di ciò che è proprio.

Federica Federico

di Federica Federico

16 Gennaio 2017

Ho deciso di non avere una collaboratrice domestica e ne sono orgogliosa.

 

Disporre di una collaborazione nelle faccende domestiche, debitamente retribuita e con una posizione contributiva regolare, rappresenta un impegno finanziario oneroso e non indifferente. Già solo per questo, io da mamma, benché lavoratrice, non ho mai pensato di potermene permettere una.

Con la crescita dei bambini sono arrivata a credere che non avere una collaboratrice domestica abbia positivamente influito sull’educazione dei miei figli.

non avere una collaboratrice domestica

 

Vero è che, mancando un aiuto esterno e avendo una mamma che lavora, parte dei fine settimana deve necessariamente essere rivolta alla cura della casa. Ciò equivale a dire che qualche volta si esce e qualche volta si gioca a fare Cenerentola! Ovviamente si lavora tutti insieme e nessuno escluso!

Non avere una collaboratrice domestica significa non demandare a nessuno la cura e la responsabilità della propria casa, della sua igiene, del suo ordine e in generale del suo amore.

I bambini, sin da piccoli, beneficiano della partecipazione alle appena elencate responsabilità e le faccende domestiche, portate a compimento tutti insieme, si trasformano in principi e condivisione.

Fare i servizi non equivale a rinunciare alla cura personale, non comporta un difetto di attenzione verso se stessi e nemmeno si trasforma necessariamente in una rinuncia. 

Con una buona dose di partecipazione e organizzazione, diversamente da quanto possa sembrare, non avere una collaboratrice domestica  rappresenta un’opportunità per educare i figli al rispetto e alla cura, oltre che al risparmio! 

Un bambino che osservi il genitore lavorare in casa, anche stancandosi, percepisce che dietro l’ordine e la pulizia in cui vive c’è un lavoro.

Le faccende domestiche sono il primo strumento a disposizione del bambino per comprendere che il lavoro materiale richiede del tempo e dell’impegno ma porta dei risultati visibili e concreti.

Vedere i genitori che collaborano per mantenere ordinata e pulita la casa dà al bambino la sensazione di avere una famiglia coesa, organizzata e finalizzata al benessere di tutti.

Aiutare la Mamma in Casa (Metodo Montessori per Crescere)

Chiudi lo spazzolino; metti l’asciugamano sporca nella cesta; getta la carta nel pattume secondo le regole della raccolta differenziata; metti in ordine i tuoi libri; non lasciare gli indumenti in giro per casa, eccetera.

Se il bambino osserva il rispetto delle regole d’ordine, in primis da parete dei genitori, assumerà detti comportamenti come automatici e li applicherà per amore della sua casa che diviene amore dell’ordine, della pulizia e degli spazi personali.

Anche laddove non avere una collaboratrice domestica risulti impossibile, sarebbe auspicabile che la famiglia riservasse una parte di oneri quotidiani a sé e sarebbe bene coinvolgere i bambini.

Pulire non è sminuente, dedicare parte di sé alla cura della casa non è avvilente, agli occhi di un figlio si traduce in un’ampia e possibile educazione alla cura e alla gelosa custodia di ciò che è proprio.

Leggi anche

Seguici