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I bambini devono sapere la verità

I bambini devono sapere la verità, lo chiedono loro stessi ed è preferibile e giusto che nel processo di conoscenza e cognizioni siano accompagnati dalle mamme e dai papà.

Federica Federico

di Federica Federico

13 Aprile 2017

I bambini devono sapere la verità su terrorismo, guerra, immigrazione, terremoti o altre cose da grandi, come economia e finanza; rispetto a tutto ciò che si muove nel mondo ai bambini va riconosciuto il diritto alla conoscenza.

Comprendere, capire, chiedere e ottenere chiarimenti sono prerogative dei nostri figli, noi genitori dobbiamo rispondere guidandoli e accompagnandoli.

La conoscenza non è sapere teorico, essa è crescita. Tal volta nel genitore, mamma o papà che sia, prevale un istinto di protezione in ragione del quale dinanzi ai figli si tende a omettere, mentire o nascondere la verità sulle cose del mondo.

I bambini devono sapere la verità

Da parecchi anni a questa parte (già prima dell’avanzamento tecnologico dei bambini, oggi definiti “nativi digitali”) la pedagogia suggerisce di educare i figli secondo lealtà e coscienza: i bambini devono sapere la verità anche quando questa sia dolorosa, difficile o spaventosa.

 

Ovvio è che le spiegazioni date ai piccoli debbono essere conformi allo sviluppo emotivo, emozionale, sociale e culturale dei bambini. Dall’età scolare in poi (quindi tra i 5 e i 6 anni) un bimbo, per quanto piccolo, può iniziare a decodificare e metabolizzare concetti complessi come il terrorismo, la guerra, i moventi di migranti in fuga da miseria e disperazioni, i terremoti, le crisi economiche e le emergenze politiche.

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Qualcuno si trincera dietro l’ingenuità dei piccoli e si chiede se sia o meno giusto che i figli conoscano le più complicate verità del mondo. Chi nega ai bimbi il conforto di una spiegazione adulta deve sapere che l’attuale generazione di giovani e giovanissimi ha più e diversi canali di accesso alle informazioni: accanto alla vecchia Tv vi è la via telematica, internet corre su telefonini e tablet oltre che sui personal computer.

 

I sistemi digitali di diffusione delle notizie appartengono alla vita dei nostri figli, ciò equivale a dire che, indipendentemente dalla nostra scelta educativa, i bambini facilmente hanno accesso all’informazione. Prendere coscienza delle potenzialità di questa nuova generazione, che è nata immersa nel digitale, aiuta a fare la scelta più giusta ovvero ad educare alla verità.

 

Seguire i figli nell’approccio alle notizie di cronaca nazionale e mondiale equivale a fare da filtro, consente di mettere in pratica interventi chiarificatori e permette di tenere i bambini lontani dalle false notizie.

I bambini devono sapere la verità, lo chiedono loro stessi ed è preferibile e giusto che nel processo di conoscenza e cognizioni siano accompagnati dalle mamme e dai papà.

I canali televisivi del gruppo De Agostini Editore(DeAKids, DeAJunior e Super!) hanno presentato i risultati di un’interessante ricerca condotta tra i bambini:

i nostri figli sentono e affermano di voler conoscere le cose del mondo, il 97% del target afferma che la consapevolezza riduce le paure.

In questo senso trovano conferma le più accreditate posizioni pedagogiche secondo cui un bambino che conosce e che sa è un bimbo più sicuro e meno timoroso.

 

Quando spieghiamo al bimbo che il buio non nasconde mostri vogliamo renderlo capace di dormire senza paure, allo stesso modo dovremmo renderlo consapevole delle cose del mondo affinché possa valutarle e considerarle con la debita consapevolezza senza temerle e soffrirle.

La parola terrorismo è nota al 97% dei bambini intervistati, il termine guerra al 99% e il 100% dei piccoli ha sentito parlare di terremoto. L’importanza di queste parole pretende delle spiegazioni che il bambino possa affrontare e comprendere.

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Per l’87% dei figli sono i genitori lo scrigno delle verità del mondo ovvero è da mamme e papà che vorrebbero avere notizie e spiegazioni. Non è cosa facile guidare un figlio nella comprensione di avvenimenti con i quali speriamo che non debba mai materialmente misurarsi, tuttavia è un dovere genitoriale quello di consentire ai bambini di costruirsi una propria opinione ispirata ai più validi e sani principi morali.

I bambini devono sapere la verità e i grandi devono concedere loro tutte le spiegazioni di cui hanno bisogno, questo processo di conoscenza deve avvenire nella consapevolezza che il futuro dell’umanità appartiene ai nostri figli, sarà la loro cultura e la loro etica a condizionarlo.

Da mamma chiedo alle mie colleghe madri di riflettere sulla richiesta di conoscenza, intesa come accesso alla buona informazione, che i bimbi sessi fanno. Vi invito a prendere visione del video che segue, un campione di bambini è stato intervistato su temi da grandi mostrando sete di sapere e maturità per conoscere:



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