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Depressione nei bambini: sintomi e cure

La depressione nei bambini si insinua lentamente e se non correttamente prevenuta e curata, rischia di compromettere la stabilità psicofisica del bambino.

Anna Pannico

di Anna Pannico

24 Aprile 2017

Siamo abituati a pensare che la depressione coinvolga soltanto soggetti adulti, ma in realtà sono largamente diffusi i casi in cui questa “malattia invisibile” colpisce i bambini.

 

La depressione nei bambini assume sintomi e manifestazioni del tutto particolari che richiedono  non solo una differente interpretazione, ma anche una particolare attenzione in quanto interessano fasi della crescita.

 

Siccome i sintomi depressivi non vengono espressi verbalmente, al fine di individuare una depressione nei bambini è importante fare attenzione allo stato  emozionale del piccolo.

depressione nei bambini sintomi della malattia psicologica

La sfera emozionale è da sempre determinante per definire se un bambino è affetto o meno da depressione. In realtà, fino a qualche tempo fa, si credeva che la depressione nei bambini interessasse soltanto i cambiamenti emotivi del bambino, dettati dai normali mutamenti fisiologici.

 Oggi, invece, si afferma che  la depressione nei bambini non ha a che fare soltanto con l’umore ma è una condizione che influenza anche la sfera relazionale e fisica del bimbo

Ci sono dei segnali che chiaramente esprimono la depressione nei bambini, ai quali è bene che i genitori facciano particolare attenzione per evitare che il disturbo segni in maniera rilevante la crescita del bambino, addirittura fino all’età adulta.

 

I principali sintomi emozionali della depressione nei bambini si sostanziano nella tristezza e nella scarsa capacità di gioire.

 

Un bambino depresso tendenzialmente è triste ed annoiato e non prova piacere in quello che fa. Non è interessato a nessuna tipologia di attività che gli viene proposta e non si diverte.

 

La tristezza depressiva non sempre è legata ad un evento particolare, ed è proprio la scarsa correlazione tra gli eventi e lo stato emotivo del bambino, che la rende un pericoloso campanello di allarme.

 

Le difficoltà nel rapportarsi con gli altri sono evidenti e nella maggior parte dei casi il bambino tende ad isolarsi ed ad estraniarsi.

 

Talvolta i sintomi della depressione nei bambini possono essere confusi con i capricci o con i nervosismi passeggeri però, se questi si prolungano nel tempo assumendo manifestazioni anomale, potrebbero essere in realtà espressione dei disagi che il bambino sta provando.

 

I disturbi comportamentali tipici del bambino che vive in depressione sono il linguaggio utilizzato per manifestare esteriormente un disagio interiore.

 

Altro sintomo emozionale della depressione nei bambini è la rabbia depressiva. Questa può andare da una persistente  irritabilità a scoppi di ira improvvisi, spesso ingiustificati e difficili da collegare a cause scatenanti.

 

Quanto più la rabbia non è motivata più è indice grave. Ovviamente, deve persistere nel tempo o presentarsi spessamente.

La depressione nei bambini può palesarsi anche in una maggiore fragilità emotiva, manifestata esteriormente attraverso un pianto frequente, anch’esso privo di specifica motivazione

 

La depressione nei bambini potrebbe sviluppare sentimenti che, a lungo andare,  compromettono notevolmente le capacità del bambino.

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  • Senso di solitudine. Il bambino non si sente amato dai genitori e da chi gli sta intorno. Si auto commisera paragonando la sua vita a quella degli altri che gli appare decisamente migliore della sua.

 

  • Perdere la fiducia verso il futuro. Il bambino non vede soluzioni positive per il futuro e, nei casi più gravi, potrebbe addirittura pensare al suicidio come rimedio migliore.

 

  • Senso di colpa. Il bambino si sente costantemente in colpa dei suoi insuccessi ed anche quando non è oggettivamente responsabile di nulla.

Questo è un fattore molto pericoloso perché abbassa drasticamente l’autostima del bambino che si sente inadeguato alle situazioni e sviluppa nel complesso, una percezione negativa di sé.

Questi sentimenti incidono negativamente sulle capacità riducendo il rendimento in tutte le attività svolte, in primis quelle scolastiche. Difatti, si riscontra una notevole difficoltà di concentrazione anche nell’abituale svolgimento dei compiti a casa.

 

I sintomi fisici della depressione nei bambini sono diversi poiché possono convergere in una stanchezza fisica o, all’opposto, nell’agitazione psicomotoria.  Nel primo caso il bambino vorrà sempre riposare per gran parte del giorno (nei casi più gravi si riscontra un rallentamento oggettivo nei movimenti del corpo) nel secondo caso invece, sarà sempre agitato e si muoverà in continuazione.

 

Le cause scatenanti della depressione nei bambini sono  diverse ed interessano momenti particolari della vita.

 

Gli eventi che possono compromettere il benessere psicologico del bambino sono svariati e di diversa gravità. Malattie, perdite, traumi, cambiamenti familiari se non gestiti correttamente condizionano lo stato psico-fisico del bambino e, se non curati, possono procurare seri danni potenzialmente percuotibili per tutta la vita.

 

E’ importante fare attenzione alle avvisaglie della depressione nei bambini consultando immediatamente uno specialista che intraprenderà il percorso terapeutico più idoneo a restituire benessere al bambino ed alla famiglia.

Indispensabile sarà la collaborazione dei genitori e di tutti coloro che entrano in contatto con il bambino nel creare quel clima di tranquillità che ogni bambino merita.

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Fa strano pensare che alcuni sentimenti possano essere provati anche da un bambino, emblema di spensieratezza e serenità. I bambini, purtroppo, non sono immuni da spiacevoli eventi che possono drasticamente segnarli nella loro sensibilità.

 

La depressione nei bambini si sviluppa nel momento in cui qualcosa nella crescita “va storto”, ma ciò non deve assolutamente segnarli per sempre. E’ importante mettere via ogni forma di tabù e prendere i giusti provvedimenti.

 

In questi casi il sostengo degli specialisti è fondamentale in quanto non si può pensare di riuscire da soli ad aiutare un bambino con evidenti difficoltà.  Andare in terapia non è un peccato, né tantomeno una malattia, ma vuol dire semplicemente amare se stessi e, nel caso specifico, i propri figli.

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