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Curare il neonato: tutto quello che una mamma deve sapere

Per curare il neonato è bene partire dal cuore della mamma, dall'istinto: la donna sa dove va e sa cosa fa perché ogni madre ha dentro sè una naturale forza

Federica Federico

di Federica Federico

26 Aprile 2017

Diventare genitore significa innanzitutto curare il neonato, madre e padre debbono farsi carico del nuovo essere umano, della vita appena generata e venuta al mondo per il loro tramite.

Secondo l’opinione comune la donna che partorisce è immediatamente chiamata all’accudimento del neonato e la società tutta sembra aspettarsi dalla neomamma una totale efficienza e prontezza.

Da parte sua la donna che ha appena dato alla luce un bebè è piena di emozioni e carica di sentimenti: esplodono nel suo cuore di madre amore ma anche ansia, eccitazione ma persino incredulità, gioia e non poche paure.

Per curare il neonato la mamma ha bisogno di ascoltare se stessa

La neomamma dovrà entrare in intimità col figlio, lo farà attraverso un linguaggio non verbale fatto di contatto, sguardi e emozioni;  

la nuova madre dovrà, altresì, riconoscersi nel ruolo di genitore e avrà bisogno di ricollocarsi, come mamma, anche nel rinnovato assetto ed equilibrio familiare

la donna che ha appena partorito dovrà accettare i cambiamenti del suo mondo, divenuto nido, del suo corpo e del suo cuore.

E tutto questo avverrà mentre il figlio riconosce se stesso e si affaccia alla vita affidandosi alla sua mamma.

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Karin Siegel-Maier, esperta di nutrizione e stili di vita naturali, nel suo testo “50 semplici coccole per far felice il tuo bebè” raccomanda alle mamme di riservare del tempo a se stesse, non solo per curare il neonato una volta partorito ma anche, e sopratutto, per preparare corpo e spirito alla maternità.

Il tempo è il primo fattore chiave nell’accudimento del bambino. Diversamente da quello che è il convincimento della maggior parte delle persone, la mamma incomincia a curare il neonato sin dalla dolce attesa. 

 

Colei che dedichi del tempo al suo bambino già durante la gravidanza sarà una mamma più consapevole.  Nel corso dei 9 mesi instaurerà col bebè un rapporto affettivo, e, sebbene intrauterino questo legame, fatto di suoni, musica, racconti e tante coccole, riuscirà a manifestarsi anche dopo la nascita.

 

Karin Siegel-Maier esorta le madri a dedicare del tempo a se stesse per “meditare sul proprio stato” prefigurandosi il bambino, accarezzando la pancia, ascoltando i suoni della natura, il battito del proprio cuore e le vibrazioni del corpo, oltre a tutti gli altri suoni più comunemente raccomandati (come, per esempio, la musica classica).

La cura del neonato pretende amore e pazienza ma se il primo è un sentimento istintivo la pazienza, invece, è uno stato d’animo che si raggiunge solo grazie alla calma e alla rilassatezza.

Tra le “50 semplici coccole per far felice il tuo bebè” l’autrice suggerisce la terapia del rilassamento che alto non è che l’identificazione dei fattori di stress e l’eliminazione dei futili motivi di ansia.

 

Ieri sera ho consigliato a mio marito la lettura del terzo capitolo di questo libro, ovvero  “Ridurre lo stress, aumenta l’energia”. Lo abbiamo considerato insieme riflettendo sul bisogno, che come genitori ben avvertiamo, di depurare noi stessi dalla  ragioni di ansia. Per farlo esistono modi semplici e naturali tutti finalizzati a metterci in contatto col nostro corpo.

Se ci pensate il primo sostegno che noi madri diamo al bambino è corporale: per curare il neonato noi mamme ne curiamo la pelle, lo accarezziamo, lo laviamo, lo nutriamo persino attraverso il contatto fisico.

Malgrado questo linguaggio corporeo sia fattivamente forte spesso trascuriamo l’importanza delle coccole. Come ne ha bisogno il bebè ne ha bisogno anche la mamma.  Karin Siegel-Maier ispira la cura del figlio, sin dall’epoca prenatale, proprio all’affettività istintuale, quella fatta di tatto e contatto.

Avete mai sentito parlare del massaggio prenatale?

(Io ho scoperto cos’è leggendo il capitolo 6 del libro di Karin Siegel-Maier, disponibile online su Edizioni Il Punto D’Incontro)

Il massaggio prenatale è una forma di cura del neonato che la mamma e il papà possono esercitare  in epoca gestazionale: il massaggio viene compiuto sul corpo della madre e avvantaggia anche il benessere del bambino.

 

Di fatto, con le dovute accortezze (tra cui quella di evitare un massaggio cosiddetto “a impasto” sull’addome), al padre è consigliato massaggiare il corpo della mamma durante la gravidanza, facendolo, possibilmente con oli essenziali piacevoli all’olfatto materno, il bambino percepirà il rilassamento della gestante e contemporaneamente assorbirà l’energia positiva della complicità emozionale e affettiva dei genitori.

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Per curare il neonato la mamma ha bisogno di sostegno ed è questo un elemento dell’accoglienza del bebè che la famiglia, soprattutto quella stretta non dovrebbe trascurare.

Sostenere la madre vuol dire mettere la donna in condizione di chiedere dandole quanto più possibile modo di dedicarsi al bambino.

Nel post parto il rapporto mamma bambino secondo Karin Siegel-Maier deve essere ispirato alla morbidezza, ovvero alla delicatezza del corpo, della pelle, dei tessuti. Come genitori dovremmo pensare all’ambiente che circonda il bebè come ad “Un mondo di morbidezza” in cui tutto (dai pannolini alle coperte sino all’arredamento, alla vernice delle pareti e ai profumi delle stanze) sia quanto più naturale possibile.

 

Leggendo il libro “50 semplici coccole per far felice il tuo bebè”  ho scoperto molte cose, tra le tante mi ha catturata il bisogno di naturalezza del bambino. 

Spesso pensiamo alla funzionalità degli oggetti, al loro aspetto e alla loro finalità, ma nel valutare quello che serve al bimbo o quello che con lui entra in contatto guardiamo il mondo con gli occhi dell’adulto e non con quelli del piccolo nato:

per curare il neonato nel miglior modo possibile dovremmo valutare tutto secondo le sue esigenze e filtrare il mondo esterno attraverso il suo piccolo sguardo.

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Sapevate che “negli esseri umani l’odorato è l’unico senso pienamente sviluppato alla nascita”?

Io non lo sapevo, ma leggendo il capitolo 10 del testo di Karin Siegel-Maier ho scoperto il valore confortante dei profumi naturali.

Il profumo fa parte delle percezioni primarie del bambino e grazie allo sviluppo dell’olfatto è parte di ciò che accresce il bebè. Mamme tenetelo presente nel curare il neonato!

Il bambino ha bisogno di percepire l’odore della madre e lo fa entrando in contatto con lei: allattamento, alto contatto pelle a pelle, massaggio infantile e coccole rendono il profumo della mamma un elemento di accrescimento del bambino. Nell’aria, invece, nella stanzetta e nell’ambiente che il bombo abita, è bene che non vi siano odori forti e che non vengano diffuse fragranze artefatte o essenze non naturali.

 

Tra i tanti consigli di Karin Siegel-Maier vi è quello di massimizzare l’accoglienza dell’ambiente attraverso essenze naturali diffondendo oli essenziali diluiti in un olio base, per esempio jojoba o mandorle dolci.

 

Naturale dovrebbe essere anche la derisione della casa, minore è l’uso di agenti chimici nella pulizia degli ambienti domestici minore sarà la contaminazione degli stessi. Curare il neonato non vuol dire, infatti, avere riguardo solo del suo piccolo corpo ma significa prestare attenzione a tutto il contesto in cui il piccolo è calato e vive.

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Per curare il neonato non è necessario che una madre sia teoricamente preparata, “50 semplici coccole per far felice il tuo bebè” non è un testo di puericultura ma un manuale di fiducia per giovani mamme. Ed è per questo che la lettura di queste pagine mi ha conquistata al punto da non aver resistito a raccontare pubblicamente l’emozione della scoperta di questo libro.

 

Alla fiducia che la madre deve avere in se stessa va dedicato uno spazio a parte.

E’ lei, la mamma, il ponte attraverso cui il bambino arriva a scoprire il mondo. Spesso il passaggio dalle mani della madre alle mani del mondo è complicato da interferenze esterne: consigli non richiesti, pareri superflui e giudizi che possono ledere alla serenità della donna.

Curare il neonato non è solo una responsabilità è anche un piacere che spetta alla mamma ed è giusto che sia lei stessa a gestire le dinamiche del suo rapporto col figlio.

Mamma, segui i preziosi consigli di “50 semplici coccole per far felice il tuo bebè”: porta il neoanto a spasso; mettilo precocemente a contatto con la natura; non temere gli animali domestici; esci; concediti lunghe passeggiate perché l’ari non può che fare bene; durante la crescita educa il piccolo all’arte; fallo entrare in conto con i colori, i materiali e il cibo; sin dalla vita intrauterina fa sì che il tuo bimbo ascolti la musica, canta per lui la ninnananna e leggi libri di fiabe, racconti e poesie.

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Per curare il neonato la mamma ha bisogno di sorridere e con suo figlio deve imparare a “ridere insieme”.

Se col neonato si dialoga attraverso un linguaggio non verbale, col bambino si costruisce un rapporto fatto di verità e parole. Tra queste due fasi c’è un percorso di conoscenza spontanea e naturale.

 

Da mamma mi sento di dire alle colleghe mamme: “Lasciatevi ispirare dalla cura naturale e spontanea di vostro figlio, abbiate fiducia in voi stesse, nel vostro cuore e nel vostro istinto”.

Vi invito a leggere “50 semplici coccole per far felice il tuo bebè” , il libro è un percorso lungo 157 pagine dal pre-parto  alla crescita sana ed equilibrata con nozioni di medicina e alimentazione naturale. Ve ne innamorerete come me ne sono innamorata io! E di fatto potrebbe aiutarvi a riporre più fiducia in voi stesse, a considerare il vostro ruolo di punti di riferimento del bambino e della famiglia perché una mamma è naturalmente dotata di una sua personale energia positiva.

Più leggo … più mi convinco che sulla mia scrivania sia finito un libro “ricco” 📖 letture da #Mamma

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