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Allarme tonno: 105 persone intossicate da istamina

Sale a 105 il numero delle persone intossicate per aver mangiato una partita di tonno fresco. Cresce quindi l’ allarme tonno che coinvolge anche all'Italia.

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

17 Maggio 2017

Dopo essersi diffuso circa una settimana fa in Spagna, dove sono stati riscontrati diversi casi di intossicazione, l’ allarme tonno si è successivamente esteso ad altri Paesi tra cui anche l’Italia.

Allarme tonno: 105 persone intossicate da istamina.

Allarme tonno: 105 persone intossicate da istamina

Il tutto ha avuto inizio tra il 5 e il 6 maggio quando sono stati notificati alla Aecosan (Agencia española de Consumo, Seguridad alimentaria y Nutrición), agenzia spagnola che si occupa del consumo e della sicurezza alimentare e della nutrizione, i primi casi di intossicazione da istamina.

In quei giorni si parlava di alcune decine di persone residenti a Madrid, Murcia e in Andalusia che avevano accusato dei malori dopo aver consumato del tonno fresco.

 

Per fortuna i casi di intossicazione sono stati definiti lievi e per nessuno di loro si è reso necessario il ricovero ospedaliero.

Tuttavia la così ampia diffusione ha fatto scattare l’ allarme tonno prima in Spagna e poi in alcuni paesi europei.

 

Nel diffondere tale notizia, la stessa Aecosan aveva reso noto in un primo momento il ritiro di alcuni lotti del pesce contaminato, venduto dalla ditta almeriense Garciden e distribuito, a livello nazionale, nelle regioni di Murcia, Valencia, Aragona, Andalusia, Castiglia e León, Paesi Baschi, Madrid e la Catalogna, e, a livello europeo, in Germania, Italia e Portogallo.

 

Il crescente numero di casi di contaminazione però – la nota dell’agenzia spagnola aggiornata al 12 maggio parla di 105 persone colpite da intossicazione alimentare – ha fatto si che l’ allarme tonno venisse esteso a tutti i lotti di tonno fresco commercializzati dalla ditta.

Allarme tonno: cosa fare.

Come riportato anche in una nota del Ministero della Salute, pubblicata sul sito dello stesso in data 13 maggio 2017, facente riferimento all’ultima pubblicazione dell’Aecosan con funzione di aggiornamento alla notifica Rasff n° 2017.0587, il tonno contaminato da istamina:

<<potrebbe essere stato venduto allo stato sfuso in piccole quantità e in diversi formati nelle pescherie o in negozi che vendono al consumatore finale>>.

Ciò significa che chiunque, a partire dal 25 aprile scorso, può aver acquistato il pesce oggetto dell’ allarme tonno.

 

Per tale motivo si invitano tutti i consumatori che, a partire dalla data qui sopra indicata, hanno comperato del tonno fresco di chiedere al proprio commerciante quale sia la sua provenienza e se è stato distribuito dalla ditta spagnola Garciden.

In quest’ultimo caso non deve essere consumato ma consegnato alle autorità competenti.

Allarme tonno: cos’è l’istamina e la sindrome sgombroide.

L’istamina è una molecola organica che viene prodotta ma immediatamente immagazzinata dal nostro corpo.

Un eccesso di liberalizzazione di tale molecola diviene causa di reazioni allergiche ed infiammatorie.

 

La sindrome sgombroide invece è un’intossicazione causata dall’ingestione di pesce alterato e contaminato da istamina.

I principali sintomi sono simili e spesso confusi con quelli di una allergia alimentare:

 

  • Arrossamento della pelle,
  • Prurito
  • Bruciore orale
  • Crampi addominali
  • Nausea e diarrea.

 

Tali disturbi possono manifestarsi dai pochi minuti alle 3 ore dopo aver mangiato il tonno contaminato. In caso di malore è opportuno contattare il proprio medico.

 

 



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