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Paralizzata dopo un rapporto intimo: era incinta di 6 mesi

Una donna, incinta di sei mesi, resta paralizzata dopo un rapporto intimo con il marito, un malore riconducibile ad un mal di testa recidivo e non curato

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

27 Giugno 2017

Spesso sottovalutiamo alcuni segnali che il nostro corpo ci invia, malesseri che crediamo essere momentanei e passeggeri, di poco conto insomma.

Proprio come Lucinda Allen, la donna rimasta paralizzata dopo un rapporto intimo con il marito, che da tempo soffriva di mal di testa frequenti che comparivano nella maggior parte dei casi in cui raggiungeva il piacere.

Paralizzata dopo un rapporto intimo: la storia di Lucinda Allen.

Paralizzata dopo un rapporto intimo: era incinta di 6 mesi

I fatti risalgono al 2012 ma solo oggi, più esattamente lo scorso 24 giugno, la donna ha trovato il coraggio di raccontare la sua storia nella speranza di poter mettere in guardia altre donne che, come lei, soffrono di ricorrenti mal di testa sia prima, durante che dopo i rapporti intimi con il partner.

 

Residente a Stourbridge, città inglese situata nella contea delle West Midlands, Lucinda Allen, oggi 43enne, vive su una sedia a rotelle, la parte sinistra del suo corpo è completamente paralizzata a causa di un’emorragia cerebrale sopraggiunta in seguito ad un coito mentre era al 6° mese di gravidanza.

 

Sposata con Tony, un ingegnere oggi 48enne, Lucinda soffriva di diabete gestazionale, per tale motivo la donna controllava regolarmente la sua pressione sanguigna, cosa che fece anche quel nefasto giorno.

<<Un sabato mattina avevo la pressione bassa così tornai a letto con Tony. Una cosa tira l’altra e…>>.

La coppia ebbe un rapporto intimo, Lucinda raggiunge il massimo piacere per ben due volte ma proprio l’ultima le fu quasi fatale.

 

La donna, che in seguito resterà paralizzata dopo un rapporto intimo, afferma di aver sofferto spesso di mal di testa post coito ma non di aver mai dato molto peso a quel particolare dolore che ad intermittenza le si presentava subito dopo aver provato quell’intenso piacere.

Quel giorno però il dolore fu molto più forte ed acuto sopra l’occhio destro e, cosa ancor più importante, non cessava:

<<Di solito è come la sensazione che si prova quando ti si congela il cervello e non dura a lungo – ha raccontato – ma questa volta non passava, anzi diventò una vera e propria agonia>>.

Compresa la gravità della situazione, dopo aver allertato Judi, la madre di Lucinda, Tony chiamò immediatamente i soccorsi che trasferirono la donna presso il Queen Elizabeth’s Hospital di Birmingham, città inglese situata nella contea delle West Midlands.

Giunta al nosocomio, la futura mamma venne messa in coma farmacologico e sottoposta ad una craniotomia al fine di eliminare la pressione sul suo cervello.

Paralizzata dopo un rapporto intimo: era incinta di 6 mesi

Paralizzata dopo un rapporto intimo: Lucilla prima dell’incidente

La piccola che aveva in grembo per fortuna non ha mai risentito dell’incidente che i medici imputarono ad un’anomalia congenita di un vaso sanguigno, si presume causa del persistente mal di testa che compariva ad ogni “momento di piacere”.

Dopo 6 giorni di coma indotto, la donna dovette prendere coscienza di essere rimasta paralizzata dopo un rapporto intimo.

La parte sinistra del suo corpo non reagiva più, una condizione che la fece sprofondare in uno stato di frustrazione contro il quale dovette combattere per i successivi 3 mesi, ossia prima di partorire.

Lucinda diede alla luce la piccola Marri-Alice il 19 Novembre del 2012, il suo fu ovviamente un parto cesareo programmato.

Paralizzata dopo un rapporto intimo: era incinta di 6 mesi

La nascita della bambina fu per lei un momento sì dolce ma anche molto amaro, sognava da tempo di poter stringere tra le sue braccia la figlia ma solo la sua parte destra glielo permetteva.

Nei mesi successivi, essendo Lucinda rimasta paralizzata dopo un rapporto con il marito, Tony e Judi si presero cura di Marri-Alice mentre la neo mamma imparava pian piano a convivere con la sua condizione limitante.

Oggi la bambina sta bene, “Lei è incredibilmente brillante” afferma orgogliosa la mamma a riprova del fatto che quanto le è successo non ha minimamente coinvolto la figlia.

 

Eppure, nonostante siano passati ben 5 anni, Lucinda ha deciso di raccontare la sua storia per sensibilizzare le altre donne su un problema poco discusso, il mal di testa che compare dopo aver raggiunto il massimo piacere.

 

Lei oggi si domanda se la sua paralisi si sarebbe potuta evitare se avesse dato preventivamente ascolto ai segnali del suo corpo, se avesse indagato più a fondo su quello strano dolore che saltuariamente si presentava subito dopo aver avuto un rapporto intimo.

Il neurochirurgo Alessandro Paluzzi che segue la donna le ha assicurato che episodi del genere non avverranno più e che può finalmente godersi l’intimità con il marito senza aver paura di sentirsi male.

“Quello che è successo mi ha cambiato in meglio – dice Lucinda – Apprezzo ogni momento e il sorprendente sostengo che la mia famiglia e gli amici mi hanno dato. Ora ho una migliore consapevolezza del vero amore>>.

Seppur strani e sorprendenti, i mal di testa che compaiono prima, durante e dopo i rapporti (Headache associated with Sexual Activity – HASA) sono una realtà seppur rara.

Si tratta di una cefalea primaria (così chiamata perché non causata da altri disturbi o condizioni)  associata all’attività sessuale ed è divisa in:

 

  • cefalea preorgasmica, che si manifesta durante l’atto intimo e aumenta in modo proporzionale alla sensazione di piacere;
  • cefalea orgasmica ossia un mal di testa improvviso e lanciante che si manifesta durante il massimo piacere.

 

Il neurochirurgo Alessandro Paluzzi, il medico che ha seguito Lucinda, la donna rimasta paralizzata dopo un rapporto intimo, ha specificato che la condizione della donna è stata alquanto insolita.

L’esperto sostiene che nei pazienti colpiti da emorragia cerebrale post coito è stata riscontrata la rottura di un aneurisma che ha provocato un sanguinamento sulla superficie del cervello mentre il sangue della signora Allen è confluito all’interno, provocando così la paralisi.

<<Sono fortunata ad essere qui – afferma Lucinda – Ma non voglio che altri passino ciò che ho passato io>>.

A cinque anni da tutto ciò, Lucinda vuol mettere in guardia le altre donne ma anche gli uomini in quanto la HASA colpisce chiunque, a prescindere dal loro sesso e dall’età.

 

Fonti: Mirror NCBI AmericanHeadacheSociety

 



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