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Colpo di calore nel sonno: sintomi, cause e prevenzione

Un colpo di calore nel sonno è possibile e può dipendere dalle condizioni dell'ambiente in cui si dorme: ecco cosa fare per preservare la salute del bambino

Federica Federico

di Federica Federico

04 Agosto 2017

D’estate la cameretta di tuo figlio può diventare rovente come l’abitacolo di una macchina lasciata chiusa al sole, non tutte le mamme considerano debitamente questo pericolo eppure è la pura verità! Con lo scopo di lanciare un chiaro messaggio a tutte, Vita da Mamma parte dall’esperienza difficile di una collega mamma  (esperienza documentata, fotografata e postata sui social): una bimba è rimasta vittima di un colpo di calore nel sonno, se la madre non se ne fosse accorta le conseguenze avrebbero potuto essere assai peggiori se non fatali.

 

Anche in casa, durante la stagione calda e quando le temperature esterne sono alte, esiste il pericolo di soffrire fisicamente e fisiologicamente per il caldo:

non è escluso che un bambino possa accusare un colpo di calore nel sonno, per evitarlo ci sono delle accortezze da usare e mantenere.

colpo di calore nel sonno

Si chiama Anastasia la bambina fotografata dalla mamma mentre sembrava semplicemente vinta da un profondo sonno; sembrava dormire a sonno pieno, ciò almeno sin quando l’eccesso di sudore e il colorito acceso non sono stati per la mamma un campanello d’allarme tale da indurla a tentare un risveglio che pareva impossibile.

In realtà, colpita da un colpo di calore nel sonno, la bambina stava subendo gli effetti classici dell’ipertermia, ovvero si stava surriscaldando oltre la tollerabilità e la resistenza del corpo.

La donna ha raccontato di avere impiegato 20 minuti per svegliare sua figlia, non riuscendo a destarla dal sonno, mamma Jennifer ha allertato i soccorsi.

 

La donna era in preda allo sconcerto e allo spavento dinnanzi alla bimba madida di sudore e abbandonata a se stessa, flaccida e non reattiva.

“Non c’e niente di più spaventoso che non essere in grado di svegliare il tuo bambino”, ha scritto su Facebook.

Anastasia stava apparentemente solo riposando quando la sua mamma è arrivata nella cameretta per controllarla. Jennifer,come spesso facciamo noi mamme, si era affacciata nella stanza della figlia solo per dare uno sguardo e questa si è rivelata una grande fortuna.

Certamente la donna non si sarebbe mai aspettata di trovare sua figlia in una condizione di pericolo: era fradicia di sudore, aveva la faccia rossa e bollente.

All’arrivo dei soccorsi la diagnosi è stata immediata: un colpo di calore nel sonno determinato dalle condizioni del luogo in cui la bimba si era addormentata. La conseguenza un calo di zuccheri, disidratazione e perdita di tonicità.

I soccorritori hanno subito somministrato ad Anastasia del saccarosio “e in pochi minuti ha iniziato a piangere, chiaramente spaventata”, lo racconta la madre che nel condividere la sua esperienza vuole evitare che altri figli e altre madri incorrano in una simile disavventura.

“No, non è colpa mia se le è successo, ma è difficile non incolpare te stessa dinnanzi a una cosa simile. 

Per me questa è una lezione di vita e spero che altri genitori possano apprendere qualcosa da questo e assicurare la piena sicurezza delle stanze della propria casa, perché possono essere pericolose. Come lo è un’auto calda.

Sono ancora agitata e non riesco a immaginare cosa sarebbe successo se non fossi andata a vedere come stava mia figlia.”

Le parole della mamma di Anastasia non lasciano spazio ad equivoci, qui si vuole chiarire ai genitori che l’ambiente domestico non è meno a rischio caldo di altri ambienti e che un colpo di calore nel sonno è cosa ben possibile quando la temperatura ambientale sia fisiologicamente non sostenibile.

 

Posto che la possibilità di un colpo di calore nel sonno è cosa reale, è può avere serissime conseguenze, per evitarlo è necessario:

1 – Arieggiare debitamente gli ambienti domestici; è ammesso l’uso del condizionatore d’aria se la temperatura interna della camera da  letto dove riposa il bambino è troppo elevata.

  • Lo stesso uso di un condizionatore d’aria pretende delle precauzioni: fate sì che sia a getto non diretto e che goda di una regolazione moderata, capace di abbassare la temperatura di 2 o 3 gradi e non di più, ciò eviterà sbalzi di temperatura difficili da sostenere.

 

2 – Se le finestre o i balconi della stanza dove dorme il bambino sono esposti al sole è necessario schermarli nelle ore più calde della giornata, ovvero è importante chiudere le tende quando contro i vetri batta fortemente il sole.

  • Ricordate di scegliere tende in fibre naturali e in tessuti leggeri.

 

3 – Per evitare un colpo di calore nel sonno, durante la stagione calda sul letto non debbono esserci troppi cuscini e le lenzuola debbono essere in fibre naturali e traspiranti a garanzia della buona salute del corpo anche quando la temperatura esterna facilità il sudore.

  • Il letto deve essere abbastanza grande da garantire al bambino uno spazio di libertà e movimento, niente peluche, bambolotti e nemmeno animali domestici. Nella stagione calda durante il riposo il corpo va tenuto lontano da fonti di calore di ogni tipo. Persino il pigiama deve essere leggerissimo e per i bimbi piccoli basta anche solo un body perché già il pannolino è di per sé un acceleratore della temperatura corporea.

 

4 – Anche il materasso così come il cuscino debbono essere garanzia di buon sonno, scegliete sempre materassi e cuscini traspiranti e possibilmente in fibre naturali. Selezionate anche le fodere in fibre naturali e cotone; sebbene queste ultime sono coperte dal tessuto delle lenzuola, l’importanza della fibra naturale è pari a quella del lenzuolo che entra in contatto con il corpo, ciò quantomeno in punto di traspirazione.

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