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16enne autistica uccisa e bruciata: arrestata la madre

Una 16enne autistica, alla quale è stata diagnosticata la sindrome di Asperger, è stata uccisa e bruciata. Dopo settimane di indagini la madre biologica è stata arrestata

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

25 Agosto 2017

Savannah Leckie, questo il nome della 16enne autistica uccisa, voleva semplicemente ritrovare un po’ della serenità perduta, per tale motivo aveva deciso di lasciare i suoi genitori adottivi e tornare a vivere insieme alla madre biologica.

Nessuno però si sarebbe aspettato per lei un epilogo così tragico, ai limiti dell’assurdo.

16enne autistica uccisa e bruciata: la storia di Savannah Leckie.

16enne autistica uccisa e bruciata: arrestata la madre biologica

Per meglio comprendere tale sconcertante vicenda è necessario fare un tuffo nel passato.

Il 3 giugno del 2001 Rebecca Ruud dà alla luce la piccola Savannah. Alcuni mesi dopo la donna, oggi 39enne, affida la sua bambina ad una coppia di vicini, Tamile e David Leckie, che accettano di adottarla e crescerla come fosse la loro figlia.

La coppia, che successivamente adotta anche la seconda figlia della Ruud, oggi 14enne, e che in seguito si trasferisce in Minnesota, nel corso degli anni ha permesso alla madre biologica delle bambine di partecipare attivamente alla loro vita, in particolar modo durante i compleanni o le feste più importanti,.

Sfortunatamente però il 27 gennaio del 2011 i Leckie divorziano.

 

Dopo quell’importante ma significativo evento, la 16enne autistica, alla quale era stata diagnosticata la sindrome di Asperger – disturbo dello spettro autistico “ad alto funzionamento” caratterizzato da disturbi non correlati allo sviluppo del linguaggio o cognitivo bensì legati all’interazione sociali e a schemi di comportamento ripetitivi e stereotipati – ha continuato a vivere con la madre adottiva, la sorella e il fratellastro, figlio dei genitori adottivi.

 

I primi problemi sembrano siano sorti quando l’ormai ex signora Leckie  ha iniziato a frequentare il nuovo compagno, una situazione familiare nuova che ha minato la sua stabilità.

Per tale motivo, credendo che la vita in fattoria fosse stata molto più stimolante per la ragazza, Tamile, in accordo con il compagno e la 16enne autistica, decise di affidarla alla madre biologica, Rebecca Ruud.

 

Il trasferimento è avvenuto nel 2016, per ben 11 mesi la 16enne autistica ha vissuto nella fattoria di 81 acri della donna situata vicino a Theodosia, un villaggio della contea di Ozark (Missouri).

Almeno fino alla denuncia della sua scomparsa fatta dalla Ruud il 20 luglio scorso.

16enne autistica uccisa e bruciata: arrestata la madre biologica.

Stando alle dichiarazioni che Tamile Montague, madre adottiva della 16enne autistica, ha rilasciato agli investigatori impegnati nelle indagini, la convivenza tra Savannah e la madre biologica non si è rivelata facile.

16enne autistica uccisa e bruciata: arrestata la madre biologica

16enne autistica uccisa e bruciata: a sinistra Savannah, al centro davanti la sorellina, a destra Tamile, la madre adottiva, e dietro Rebecca, la madre biologica

La donna infatti lamentava la mancata integrazione da parte della giovane e l’impossibilità di quest’ultima nel sapersi relazionare ed adattarsi alla vita nella fattoria.

Aveva inoltre paura di perdere la fattoria a causa delle eccesive spese sostenute per mantenere Savannah.

Tutto ciò fino al fatidico 20 luglio 2017 quando Rebecca Ruud contatta l’ufficio dello sceriffo della contea di Ozark per denunciare la scomparsa della 16enne autistica.

La 39enne racconta agli agenti di aver visto sua figlia a letto la sera precedente, verso le ore 23:00 circa, ma di non averla trovata lì al suo risveglio, verso le 8 del mattino.

Dalla casa mancavano anche la coperta preferita della ragazza, il suo cuscino ed altri oggetti presi dalla zona notte, ciò l’aveva portata a pensare ad un allontanamento volontario.

 

Il giorno prima infatti, ossia il 19 luglio, la donna aveva chiamato i vigili del fuoco per segnalare un incendio fuori controllo divampato sulla sua proprietà. In quell’occasione aveva mostrato ai pompieri una bruciatura che si era procurata il giorno prima ancora, il 18 luglio, mentre stava incendiando delle sterpaglie.

La Rudd ha poi affermato che la 16enne autistica si considerava responsabile di quell’incidente e che probabilmente era scappata a causa di quel rimorso.

 

Dopo giorni di ricerche effettuate nelle zone circostanti la fattoria della signora Ruud, perlustrazioni che purtroppo non hanno sortito alcun risultato, il team di ricercatori ha ottenuto un mandato per poter approfondire le ricerche sulla proprietà della donna.

 

Il 4 agosto, dopo aver controllato un gigantesco mucchio di rami e sterpaglie parzialmente bruciato situato a circa 400 metri dalla casa della donna, gli agenti sono riusciti a trovare frammenti di ossa umane identificate come costole, vertebre, denti e dita.

Quello stesso giorno Rebecca Ruud e il suo attuale fidanzato, Robert Peat Jr., si sono sposati nella contea di Howell.

 

Successivamente, grazie soprattutto al controllo del calco dentale confrontato con le registrazioni odontoiatriche di Savannah richieste dallo sceriffo della contea e giunte dal Minnesota, è stato possibile appurare che tali resti fossero della 16enne autistica.

<<Credo che la signora Ruud abbia deliberatamente e metodicamente causato la morte di Savannah Leckie – ha dichiarato Curtis Dobbs, uno degli investigatori del dipartimento dello sceriffo della contea di Ozark – e poi ha tentato di nascondere i resti distruggendo le prove con il fuoco>>.

Nel corso delle ricerche effettuate dopo il ritrovamento del 4 agosto, gli agenti hanno rinvenuto un coltello, un tritacarne e ben 26 bottiglie di liscivia, una soluzione alcalina usata per la produzione di sapone.

Secondo gli esperti forensi, tale sostanza sarebbe stata utilizzata per accelerare il processo di cremazione delle ossa.

16enne autistica uccisa e bruciata: arrestata la madre biologica

Rebecca Ruud al momento dell’arresto

I sospetti hanno così determinato l’arresto della donna che lo scorso lunedì è stata sorpresa mentre tentava di allontanarsi dal villaggio.

Gli agenti infatti sono riusciti a bloccare la signora Ruud mentre si trovava alla stazione degli autobus di Greyhound, a Springfield.

 

Attualmente la donna si trova in custodia presso la prigione della contea di Ozark, il procuratore della contea di Ozark, John Garrabrant, l’ha accusata di omicidio di primo e secondo grado, abuso su minore, occultamento di cadavere ed inquinamento delle prove.

Non è stato previsto per lei il rilascio su cauzione per non incorrere nel rischio di un’altra sua eventuale fuga. Non è ancora chiaro il ruolo del marito della Ruud ma gli agenti non escludono che qualcosa possa ancora cambiare nel corso di ulteriori indagini.

 

Fonte: StarTribuneOzarkCountyTimes

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