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Mamma in difficoltà in aereo: i figli danno fastidio ai passeggeri

Aiutare una mamma in difficoltà anziché giudicare, potrebbe essere il giusto modo per rendere ai figli un buon esempio di condivisione e umanità. Pensiamoci:

Federica Federico

di Federica Federico

28 Agosto 2017

A qualunque mamma è certamente accaduto di essere una mamma in difficoltà, nel lungo percorso da madre, infatti, le circostanze della vita non possono non aver messo alla prova più e più volte ogni donna che abbia dei figli.

Ma cosa si fa davanti a una mamma in difficoltà?

In teoria le altre madri dovrebbero comprendere, in pratica, invece, comunemente tutti giudicano, tacciano e sentenziano.

 mamma in difficoltà aereo

 

Una mamma può aver bisogno di accoglienza e comprensione anche rispetto a una comune e banale difficoltà, per esempio una crisi di pianto del bambino o un capriccio ingombrante e chiassoso. Il più delle volte il bisogno di esprimere giudizi negativi prevale sull’istinto di aiutare, oltre che sul buon senso. E’ così che le persone “isolano” le mamme dei figli che piangono, che fanno i capricci o che semplicemente cercano accudimento e chiedono attenzione.

Una mamma in difficoltà perché un bambino piange o è nervoso non è una cattiva madre e nemmeno suo figlio è un bimbo maleducato!

Da mamma blogger ho spesso sostenuto che nella società contemporanea è andata perduta la pietas, ovvero quella che in epoche passate era la condivisione dell’altrui stato. Oggi traduciamo il termine latino pietas in pietà e la pietà è tristemente diventata un sentimento di osservazione, talvolta persino negativo.

Una volta la pietas era la compenetrazione profonda ed emotiva nel vivere altrui, da essa nasceva la comprensione e l’aiuto. Oggi c’è spazio solo per il giudizio e l’opposizione.

Dall’America arriva un esempio pratico di come opposizione, giudizio, rifiuto dell’altro e poca umanità possano negativamente ricadere su una mamma in difficoltà e sui suoi bambini. L’immagine che accompagna questo scritto è stata catturata e resa pubblica da mamma Kesha, fotografa di professione.

 

Questa foto immortala il momento in cui una donna, che non dimentica gli imprevisti della vita con i bimbi piccoli, si è mossa in aiuto di un’altra mamma in difficoltà.

Mamma in difficoltà in aereo

I fatti:

mamma Kesha in viaggio da sola, una volta salita sull’aereo e preso possesso del suo posto, si imbatté in una scena di comune “disgusto sociale verso una mamma in difficoltà“:

vide una madre di tre figli impegnata nel tentativo di calmare i capricci di uno dei bambini mentre il più piccolo, ancora neonato, piangeva e si agitava tra le sue braccia.

Ordinaria Vita da Mamma” potrà dire qualcuno di voi leggendo questa breve descrizione, in realtà ciò che Kesha poté osservare intorno alla mamma in difficoltà era meno ordinario e estremamente mortificante:

le persone si lamentavano e anziché prestare aiuto mettevano in essere atteggiamenti di rifiuto e opposizione.

 

Kesha si alzò dal suo posto per mettersi a disposizione della collega-madre.

Una volta affidato il neonato a Kesha la mamma in difficoltà poté calmare l’altro figlio. Per parte sua il piccolino, allontanato dallo stress del fratello e stemperato il disagio della mamma, si calmò velocemente.

Con la sua condivisione, Kesha ha voluto sottolineare come le persone trascurino l’importanza della maternità, come spesso dimentichino che le mamme meritano rispetto e con esso aiuto perché sono le artefici del futuro del mondo, futuro rappresentato dai bambini.

Non possono lasciare indifferenti le parole di questa madre compassionevole, carica di buoni sentimenti e testimone di una pura e sana capacità di condividere e aiutare. Ecco cosa ha scritto Kesha accompagnando la foto divenuta virale in rete:

Eccomi in vacanza lontano dai miei figli (che amo assolutamente da morire, ma a volte una mamma ha bisogno di una pausa dai bambini) e sto volando con un bambino sulle mie ginocchia.

Perché? Perché ho un neonato sulle ginocchia?

Perché sono un essere umano decente.

Ascoltate: ci vuole un villaggio per crescere i bambini, ok? E come madre di due bambini, di 3 anni e di 4 anni, lo so. E so anche che i bambini possono essere degli str****, quindi prima di tutto lasciatemi raccontare cos’è accaduto.

Sono salita su questo volo oggi alle 5:45, ora di Seattle. Volo 674 Dell’Alaska Airlines e mi sono seduta nel posto centrale. (Il peggior posto possibile ma ok…. è solo un posto) comunque mi siedo e ci sono problemi di peso con l’aereo che deve essere controllato. Quindi tutti sono seduti in attesa che l’aereo, completamente pieno, decolli.

 

Un bambino inizia a piangere (Dio non voglia, giusto?) ovviamente io sono del tutto abituata a sentire piangere e piagnucolare, così ascolto la melodia. Tutti quelli che mi circondano, però, iniziano a sbuffare, a emettere suoni di intolleranza e a borbottare.

Poi SENTO 2 bambini che piangono (Santo cielo! 2?). La mamma del bambino che per primo ha incominciato a piangere deve fare i conti con un bimbo entrato in crisi per la cintura di sicurezza, obbligatoria per il decollo in aereo, aereo che sta per essere acceso (i bambini sono drammatici, non è niente di nuovo) non c’è problema.

 

Ho i poteri di mamma e ignoro il pianto, ma quello che non posso ignorare è questo: sento una donna che si lamenta con questa madre in difficoltà (da sola con 2 bambini che piangono). Le dice che il bambino deve smettere di piagnucolare e mettersi ordinatamente al suo posto. Poi sento la madre dire: ” non posso credere che tu abbia appena fatto questo”, a quanto pare la signora si è messa dietro i loro posti e ha afferrato il bambino per una gamba.

Mentre tutto ciò accade, l’assistente di volo è lì in piedi … ad ascoltare. Non fa niente. E gli uomini più anziani accanto a me fanno commenti come “ovviamente il suo modo di educare i figli non funziona … quindi non sono educati” oppure ” bisogna aver paura di fare qualcosa … non puoi più fare niente “.

Tornando alla signora.

Ragazzi,  questo è un aereo completamente pieno …. e mi sono seduta qui, per 15 minuti sono stata ad aspettare qualcuno più vicino a questa donna si offrisse di aiutarla, ho creduto che ciò potesse accadere perchè sono circondata da adulti premurosi, giusto?

Mi giro ma vedo solo gente che borbottando fissa questa madre con i suoi tre figli da sola, un bambino che piange e che piange, un bambino molto ben educato che se ne sta in silenzio (e il neonato tra le sue braccia, ndr).

 

Una donna adulta si teneva le mani sulle orecchie e faceva espressioni bruttissime.

Signora ma lei prende in giro! E’ un essere umano decente? Per parte mia non potevo permettere che questa madre in difficoltà annegasse lì dentro…. (e lasciate che vi dica che è stata così dannatamente calma … se fossi stata io al suo posto avrei già pianto, ma lei stava stoicamente bene) mi sono alzata dal mio posto e sono andata qualche fila più indietro e le ho domandato se stesse bene e se avesse bisogno di aiuto (a quanto pare aiutare era una cosa così difficile da fare). Mi ha subito dato il suo bambino. (Questa signora si trovava come all’inferno, sì!), quindi, con il suo bambino tra le braccia, sono tornata al mio posto……. il pianto si fermò 😱😱😱 (miracolo 👀). E’ per questo che sono seduta qui con un neonato in braccio. Questo prezioso bambino si è addormentato e ancora dorme pacificamente.

 

Qual è il punto???? Sii gentile e premuroso. Se qualcuno ha bisogno di aiuto, tu aiutalo. Lamentarsi e borbottare non serve a niente se non a rendere la persona che ha bisogno di aiuto più nervosa (le parole possono fare male).

 

E tornando alla signora che si teneva le mani sulle orecchie ……. crescete.

(Non solo teneva le mani sulle sue orecchie, faceva anche le facce e continuava a fissare con disapprovazione la madre dei 3 figli). Questo volo dovrebbe vergognarsi. Sono stata la sola, su un aereo completo, disposta ad aiutare???? Come possiamo ignorare un altro essere umano in difficoltà.

Ti prego, sii gentile.

Ti prego, sii gentile. Aiutiamoci l’un l’altro… l’aiuto rende tutto più facile. Ti prometto che non morirai.”

 

Aiutare una mamma in difficoltà anziché giudicarla, potrebbe essere il giusto modo per rendere ai figli, propri e altrui, un buon esempio di condivisione e umanità.

 


Fonte immagini:

post di mamma Kesha immagine in corpo articolo e immagine a sx della copertina (Credit: https://www.facebook.com/Kesha.Shonet.Photography/;

Ingimage con licenza d’so per immagine a dx della copertina ID Image: 02E23351

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