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Alexandrea Owens: come è diventata la bimba del Titanic

Ecco come è diventata oggi la piccola Cora Cartmell, la bambina interpretata da Alexandrea Owens nella famosa pellicola cinematografica “Titanic”

Redazione VitaDaMamma

di Redazione VitaDaMamma

04 Settembre 2017

Era il 19 dicembre del 1997 quando nelle sale cinematografiche americane usciva “Titanic” – in Italia arrivò poco dopo, ossia il 16 gennaio del 1998 – film colossal diretto da James Cameron e che diede fama e successo all’allora due giovanissimi attori: Leonardo Di Caprio e Kate Winslet.

 

Ispirato al tragico viaggio inaugurale del RMS Titanic, transatlantico britannico che la notte del 14 aprile del 1912 entrò in collisione con un iceberg e si inabissò nelle prime ore del giorno del 15 aprile 1912, un naufragio che costò la vita a 1518 persone, il film narra la storia d’amore tra la benestante inglese Rose DeWitt Bukater e lo squattrinato artista Jack Dawson.

 

Insieme a loro, seppur con un ruolo molto marginale ma comunque indimenticabile per gli appassionati del film di Cameron, c’era la piccola Alexandrea Owens, una bambina di soli 8 anni alla quale era stato affidato il ruolo di Cora Cartmell.

Alexandrea Owens: come è diventata la bimba del Titanic.

Alexandrea Owens: come è diventata la bimba del Titanic

Chi ha visto il film Titanic anche solo per una volta probabilmente ricorderà la piccola che ballava con Jack Dawson, personaggio interpretato da Leonardo Di Caprio, durante la festa tenutasi in terza classe.

In quell’occasione la piccola interpretata dall’allora ottenne Alexandrea Owens era stata “scaricata” dal giovane artista subito dopo l’arrivo dell’amata Rose.

Alexandrea Owens: come è diventata la bimba del Titanic

Compresa la delusione della bambina, il ragazzo, poco prima di accingersi a ballare con la gentildonna inglese, si rivolge alla piccola Cora rivelandole che lei resta comunque la sua preferita.

 

 

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In questi 20 anni Alexandrea Owens non ha mai rinunciato alla carriera di attrice pur restando sempre legata al personaggio della dolcissima Cora Cartmell.

Alexandrea Kathryn Owens-Sarno, questo il nome completo di Alexandrea Owens, è nata il 9 novembre del 1988 a San Diego, in California (USA). Dopo l’incredibile esperienza vissuta a bordo del Titanic, la giovane non ha rinunciato al suo sogno di diventare un’attrice anche se non è riuscita ancora ad emergere.  

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Molto attiva sui social network, Alexandrea Owens non manca di ricordare l’opportunità avuta grazie al ruolo di Cora, traendo da quell’esperienza, come racconta lei stessa, ulteriori stimoli per non rinunciare al suo sogno.

Il 5 giungo del 2015 infatti l’attrice pubblicava sul suo profilo facebook un tema scritto quando frequentava la scuola elementare attraverso il quale raccontava per l’appunto la sua partecipazione al film “Titanic”.

<<Mia madre ha trovato un tema che ho scritto nella scuola elementare […] Evidenzio alcuni passaggi: “Ho sempre voluto essere un’attrice… non potrei mai dimenticare il giorno in cui ho sentito dire mia madre: ‘Questa è la tua possibilità di essere in un film’. Quel giorno è stato il migliore della mia vita”>>.

Nel rileggere il tema, Alexandrea Owens ricorda che lo stesso finisce parlando dell’Oscar – il film Titanic ha ricevuto 11 statuette durante la premiazione del 1998 – la pellicola fu presentata con una piccola clip all’interno della quale compariva anche lei:

<<Ero così orgogliosa di me stessa, non riuscivo a crederci, era l’inizio della mia carriera>>.

 

 

 

 

Seppur il successo per lei sia tardato ad arrivare, escludendo ovviamente la partecipazione al film di Cameron, la giovane attrice non demorde e trae spunto ed insegnamento dalle parole che lei stessa ha scritto ben 20 anni fa:

<<A volte abbiamo tempi duri e possiamo avere dei dubbi per molto tempo, ma il piccolo che custodiamo in noi ha scelto il cammino che dovevamo prendere […] Nessuno ti può dire che non puoi farlo, specialmente te stesso. Ho ricevuto oggi un bel regalo, il rilancio della mia passione e la fiducia che ho avuto in me da quando ero piccola>>.

E chissà che presto non sentiremo parlare nuovamente di lei.

 

 

 

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