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Scambio di neonate in culla: mamma allatta figlia sbagliata

Denunciato uno scambio di neonate in culla, i genitori, ora sotto choc, per fortuna si sono resi conto dell’errore prima che fosse troppo tardi. Intervistato il primario della clinica

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

13 Ottobre 2017

Non credo assolutamente di sbagliarmi se dico che una delle più grandi paure di una neo mamma sia portare a casa un bambino che in realtà non è suo.

Gli scambi in culla sono considerati dei veri e propri incubi dalle partorienti nonché dal personale medico che le assiste e che cerca di evitare che tutto ciò accada attraverso rigidi e tempestivi controlli.

 

Nonostante tale premessa, è stato denunciato ieri, giovedì 12 ottobre, uno scambio di neonate in cullo avvenuto ad Avellino, nella rinomata clinica Malzoni.

Scambio di neonate in culla: mamma allatta figlia sbagliata.

Scambio di neonate in culla: mamma allatta figlia sbagliata

A riportare la denuncia di una delle due coppie di genitori vittime dello scambio di neonate è il giornale locale Irpinia News che definisce l’episodio un equivoco per il quale però è stata allertata la Polizia di Stato che ha provveduto ad interrogare il primario e le ostetriche al fine di chiarire quanto accaduto.

 

In seguito, lo stesso quotidiano online ha provveduto ad intervistare il dottor Angelo Izzo, primario del reparto di Neonatologia della clinica Malzoni.

Raggiunto telefonicamente, pur precisando la gravità dei fatti e la vicinanza di tutto il personale medico alle due famiglie coinvolte, il primario ha chiarito che le dinamiche della vicenda sono a collegarsi ad un errore umano.

<<All’atto del vestire, le bambine sono state messe una in una culla e l’altra nell’altra e portate sopra in reparto. L’identificazione dei neonati è stata precisa in sala parto e lo stesso genitore di una delle due bambine ha confermato che aveva il braccialetto>>.

Il primario dunque precisa che non si è trattato di un errore nel porre il braccialetto alla bambina sbagliata bensì di uno scambio di neonate in culla, un errore umano al quale è stato possibile rimediare proprio grazie ai braccialetti indossati dalle piccole.

 

Prima che i neo genitori si rendessero conto dell’effettivo scambio di neonate, queste ultime hanno trascorso circa una giornata e mezza rispettivamente l’una tra le braccia della mamma dell’altra, in poche parole sono state accudite, coccolate ed allattate dalla mamma sbagliata.

A contestare l’errore è stata una delle due puerpere che, confrontando il proprio braccialetto con quello della bambina che supponeva essere sua figlia, ha notato che i dati non combaciavano.

Dopo esser stati contattati al nido, il primario e gli operatori sanitari si sono recati nella stanza della donna che per prima ha notato lo scambio di neonate e non hanno potuto far altro che prendere atto del proprio sbaglio e provvedere a restituire alle due mamme le loro rispettive figlie.

<<Ho letto anche che le bambine erano andati già a casa – afferma il primario di neonatologia – queste sono cose inventate. Le bambine sono rimaste in clinica e stamattina (12 ottobre – ndr) sono state dimesse>>.

Il medico della Malzoni ricorda che nei 61 anni di esistenza della clinica, periodo durante il quale in quelle stanze sono venuti alla luce circa 120mila bambini, non era mai successa una cosa simile perché i controlli sono rigorosissimi.

<<Il braccialetto viene posizionato alla nascita, vicino alla mamma, il bambino poi viene portato sopra, riconosciuto quando viene consegnato alla mamma, riconosciuto quando viene dimesso… per cui il problema è stato proprio all’atto in cui il bambino è stato messo in culletta e poi portato dalla mamma>>.

Lo scambio di neonate in culla è quindi da attribuirsi ad uno sbaglio commesso da uno degli infermieri del nido.

 

Il dottor Izzo conferma poi che entrambe le neo mamme erano psicologicamente provate e ribadisce la vicinanza del personale medico alle famiglie scioccate da quanto accaduto.

Una vicenda che le due mamma e i due papà difficilmente dimenticheranno anche se ora possono finalmente stringere tra le loro braccia le loro rispettive bambine.

 

 

 

 

Fonte: Irpinia News



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