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Caso di botulismo infantile: il primo in Piemonte

Il piccolo di 5 mesi di Ivrea è stato definito il primo caso di botulismo infantile registrato in Piemonte, una malattia grave e rara che colpisce i bambini sotto l’anno di età.

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

26 Febbraio 2018

Il piccolo di soli 5 mesi, la cui identità non è stata resa nota per motivi legati alla tutela della privacy, ricoverato d’urgenza a Roma è stato definito il primo caso di botulismo infantile in Piemonte.

Tale malattia è alquanto rara – al momento vengono descritti circa 3.350 casi nel mondo di botulismo infantile, con una maggiore incidenza negli Usa ed in Argentina – e può avere conseguenze molto gravi nei bambini con meno di un anno di età.

 

Caso di botulismo infantile: il primo in Piemonte.

 
Caso di botulismo infantile: il primo in Piemonte
 

Originario di Ivrea, comune piemontese situato nella provincia di Torino, il bambino di appena 5 mesi ha iniziato ad accusare i primi sintomi mentre era in vacanza a Roma con i suoi genitori. Ricoverato nel reparto di terapia intensiva di un ospedale pediatrico della capitale, il piccolo è stato sottoposto a vari accertamenti tra cui l’analisi delle feci che ha confermato la diagnosi: si tratta di un caso di botulismo infantile.

 

Cos’è il botulismo infantile?

 

È una forma molto rara di botulismo che può colpire i bambini dalla prima settimana di età fino al compimento del primo anno di vita. Se non diagnosticata e curata in tempo con la somministrazione di una specifica antitossina, tale patologia può essere fatale per i piccoli pazienti.

Causa del botulismo infantile è un microbo conosciuto con il nome scientifico Clostridium botulinum, una tossina considerata tra i più potenti veleni esistenti in natura.

Seppur metabolizzato senza conseguenze dai soggetti adulti che ne ingeriscono le spore presenti nella polvere o nel terreno, non è invece tollerato dai piccolissimi il cui intestino nel periodo prima dello svezzamento è ancora eccessivamente immaturo e debole.

 

I sintomi del botulismo infantile sono:

 

  • Stitichezza;
  • Ipotonia: forte diminuzione del tono muscolare;
  • Incapacità di suzione e deglutizione;
  • Variazione del pianto che risulta molto più debole;
  • Scarso controllo dei movimenti della testa;
  • Difficoltà respiratorie.

 
Botulismo infantile: sintomi, cure e cause
 

Non è ancora chiaro se questo specifico caso di botulismo infantile sia dovuto ad inalazione o ingestione.

 

Le spore infatti possono essere veicolate nell’intestino attraverso l’inalazione delle polveri ambientali contaminate da spore o l’ingestione di alimenti contaminati, nello specifico conserve casalinghe o il miele, prodotti all’interno dei quali è possibile trovare la tossina botulinica.

 

Ad essere maggiormente incriminato è il miele. È infatti vecchia e purtroppo radicata usanza di apporre qualche goccia di miele sul ciuccio prima di proporlo al neonato, un gesto non necessario che, al contrario di quanto si possa pensare, può invece comportare un serio rischio per la salute del bambino.

Per tale motivo gli esperti del settore sconsigliano la somministrazione di miele nei bambini che non hanno ancora compiuto un anno di età.

 

Per quanto concerne il primo caso di botulismo infantile in Piemonte, poco dopo il ricovero ospedaliero del neonato di Ivrea, i medici del Servizio igiene alimenti e nutrizione dell’Asl To4 hanno prelevato dalla casa del piccolo un barattolo di miele che la nonna gli avrebbe proposto circa un mese fa.

“Un po’ di miele? L’Istituto zooprofilattico ha esaminato il contenuto di un vasetto, perché sul ciuccio la nonna ne aveva messo un pizzico, ma più di un mese prima dell’insorgenza dei sintomi – ha spiegato il padre del bambino attraverso il quotidiano la Repubblica – La causa potrebbe anche essere la polvere atmosferica, ma al momento non ci sono certezze”.

 

Le prime analisi condotte dall’Istituto Zooprofilattico del Piemonte sul suddetto vasetto avrebbero appurato la presenza del batterio all’interno dello stesso. È  tuttavia ancora prematuro parlare di effettive cause, per quelle infatti bisognerà attendere la conclusione delle analisi prevista tra circa 2 settimane.

 
 
 
Fonti: Repubblica Orpha.net
 
 
 
 

Fonte immagine di copertina Ingimage con licenza d’uso ID: ING_17215_14059

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