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Strage di Latina: “Una morte annunciata”

Parla l’amica di Antonia G., moglie del carabiniere Luigi C., autore della strage di Latina che ha ucciso le proprie figlie di 8 e 13 anni e si è suicidato.

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

01 Marzo 2018

“Una morte annunciata”, queste le parole dell’amica di Antonia Gargiulo, vittima della strage di latina, vittima di quel marito del quale lei aveva paura e che le ha portato via ciò che aveva di più caro, le sue figlie.

 

Strage di Latina: “Una morte annunciata.

 
Strage di Latina: “Una morte annunciata”
 

Alle ore 5:00 di ieri mattina, mercoledì 28 febbraio 2018, il carabiniere Luigi Capasso ha atteso la moglie nel garage dell’abitazione di Cisterna di Latina nella quale viveva la donna con le sue figlie. Le ha rivolto contro una pistola e le ha sparato diversi colpi con la pistola di ordinanza, ferendola alla mandibola, alla scapola e all’addome senza però ucciderla.

Prontamente soccorsa – i vicini, uditi gli spari e vista la donna a terra, hanno subito chiamato i carabinieri – ora la donna è ricoverata presso il San Camillo di Roma, le sue condizioni sono molto gravi.

 

Dopo aver preso le chiavi di casa dalla borsa della moglie (lei aveva cambiato la serratura di recente, poco dopo la separazione avvenuta lo scorso settembre), l’uomo ha raggiunto le figlie che stavano ancora dormendo.

Secondo i primi rilevamenti le piccole sarebbero state uccise nel sonno verso le ore 6:00, la maggiore è stata ritrovata nel suo letto mentre la più piccola si trovava in quello matrimoniale. È possibile che non abbiano sentito nulla.

Barricatosi in casa, dopo circa 9 ore di trattative con le forze dell’ordine, Capasso si è tolto la vita.

 

La strage di Latina è stata descritta da amici e parenti, ma soprattutto dal legale della donna, come una morta annunciata.

 

Ai microfoni di Askanews, un’amica di Antonia ha raccontato:

“Questa è una morte annunciata. Lei aveva terrore del marito. Tutti sapevano ma nessuno ha preso provvedimenti. Le figlie avevano paura del papà, la grande aveva paura e la piccola non lo voleva più vedere. C’erano litigi ma solo fra di loro, lei non ha mai coinvolto le figlie perché lei è una mamma chioccia. Le figlie erano tutta la sua vita. Lei aveva paura, era terrorizzata”.

Ad avvalorare questi racconti sulla strage di Latina è Maria Belli, legale della Gargiulo che, intervistata dall’agenzia stampa AdnKronos spiega cosa era accaduto alla coppia.

“La situazione tra la coppia era tesa e si era per così dire aggravata quando a settembre lui ha aggredito la moglie davanti alla Findus, suo luogo di lavoro, tanto che sono dovuti intervenire i colleghi di lei a sua difesa. E in precedenza l’aveva aggredita anche a casa davanti alle bambine”.

Episodi che aveva spinto la mamma 39enne a chiedere la separazione. Lui lasciò la loro casa ma tentò in tutti i modi di riavvicinarsi a lei, arrivando anche a ricattarla.

“Lui si faceva trovare sotto casa, la seguiva, uno stalker insomma – ha spiegato l’avvocato – cercava di incontrarla, ma lei, anche su mio consiglio, ha sempre rifiutato tutti gli incontri. Anche quando lui ha svuotato il conto corrente comune e disse che le avrebbe dato i soldi se acconsentiva ad incontrarlo. Mai avvenuto. È sempre stata attentissima, molto prudente”.

Ora Antonia Gargiulo è in un letto d’ospedale, sedata, ancora non sa della strage di latina, ancora non conosce ciò che lui ha fatto alle sue bambine, la sua unica ragione di vita.

 

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