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FODMAP e sindrome del colon irritabile: dieta alimentare

Dieta a basso contenuto FODMAP per combattere i sintomi della sindrome del colon irritabile (pancia gonfia, dolori addominali, stipsi, diarrea e meteorismo).

La dieta a basso contenuto di FODMAP è “studiata” per persone che soffrono di IBS, ossia Sindrome del Colon Irritabile. Essendo questo disturbo molto diffuso si è pensato bene di creare un approccio valido che vada ad eliminare diversi alimenti, detti appunto FODMAP, per un determinato periodo affinché l’intestino riprenda a funzionare correttamente e la persona si senta meglio e ricominci a tollerare determinati alimenti.

 

L’approccio alimentare  si rivela il primo approccio di trattamento, quello ideale, per chi soffre di IBS. Dalla dieta di chi soffre di IBS vengono eliminati tutti i carboidrati fermentabili alimentari (FODMAP), responsabili dei sintomi del colon irritabile. Questo è stato dedotto da un lungo studio condotto da un gruppo di ricerca universitario australiano.

 

dieta FODMAP cosa mangiare con la sindrome del colon irritabile

 

Quali sono i sintomi tipici d chi soffre della sindrome del colon irritabile?

 

Sintomi tipici sono:

  • Dolore e crampi addominali,
  • Stipsi o, al contrario, diarrea,
  • Gonfiore addominale, che può anche essere accompagnato da meteorismo,
  • Muco nelle feci, talvolta.

La sindrome del colon irritabile è una patologia cronica e pertanto può durare anni, e quindi anche il trattamento può essere altrettanto lungo.

 

Perché gli alimenti FODMAP provocano disturbi?

 

Questi alimenti contenenti carboidrati “fermentabili” vengono appunto fermentati dai batteri presenti a livello del colon. Sappiamo infatti che il nostro apparato digerente e soprattutto il nostro intestino è popolato da batteri “buoni” che ci aiutano nei processi digestivi. Per chi soffre di colon irritabile questo aspetto deve essere migliorato perché normalmente questa fermentazione non dovrebbe causare quelli che sono i disturbi tipici dell’IBS.

 

In chi soffre di colon irritabile, la fermentazione porta a produzione di gas che crea sensibilità, crampi, dolori a livello addominale. Gli alimenti FODMAP inoltre pare creino anche un alterato trasporto di acqua, con conseguenti disturbi intestinale, quali stipsi e diarrea.

 

Perché dieta a basso contenuto di FODMAP?

 

Perché la dieta va ad eliminare gli alimenti FODMAP. FODMAP è un acronimo e nello specifico indica: Fermentable, Oligosaccharides, Disaccharides  Monosaccharides And Polyols, ossia Oligosaccaridi, Disaccaridi, Monosaccaridi e Polioli Fermentabili.

Quindi quali alimenti escludere?

 

  • Frumento,
  • Alcuni tipi di frutta
  • Alcuni tipi di verdura,
  • Alcuni prodotti a base di latte.

 

Per quanto tempo seguire la dieta a basso contenuto di FODMAP?

 

La dieta a basso contenuto di FODMAP va seguita per almeno 2 mesi, con l’eliminazione totale degli alimenti FODMAP.

 

Avendo la possibilità di capire con un test specifico, chiamato “Breath test”, se si è intolleranti a lattosio e/o fruttosio  (due degli alimenti FODMAP) si può impostare la dieta a basso contenuto di FODMAP, eventualmente inserendo alimenti contenenti lattosio e/o fruttosio, se il test risultasse negativo. 

 

Dopo la prima fase DI ELIMINAZIONE, la dieta a basso contenuto di FODMAP prevede una fase di REINTRODUZIONE graduale degli alimenti precedentemente esclusi. In genere si dà priorità agli alimenti considerati dal paziente stesso meglio tollerati.

 

Alla fine della dieta, sarà il paziente stesso ad avere introdotto tutti gli alimenti FODMAP, raggiungendo la tolleranza. In questa fase, il paziente farà AUTOGESTIONE dei sintomi a lungo termine.

 

Come gestire una dieta a basso contenuto di FODMAP?

 

Per prima cosa, se sospetti la sindrome del colon irritabile perché i sintomi che accusi sono tra quelli descritti, rivolgiti ad un gastroenterologo che ti diagnostichi la patologia. Il secondo passo sarà rivolgerti ad un nutrizionista esperto in dieta a basso contenuto di FODMAP che elabori la dieta a basso contenuto di FODMPA ideale per te e che possa aiutarti a migliorare i sintomi, oltre che a riprendere la normale “tollerabilità”.

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