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West Nile: virus da puntura di zanzara, prevenzione e cura

Febbre West Nile, o febbre del Nilo, virus veicolato dalla puntura delle zanzara: febbre, emicrania, nausea, vomito, linfonodi ingrossati e sfoghi cutanei.

Federica Federico

di Federica Federico

30 Luglio 2018

I medici la chiamano febbre West Nile (West Nile Fever), è il risultato di un virus, il West Nile Virus  (Wnv, in acronimo), che si veicola attraverso la puntura di zanzara.

 

Più di 10 persone sono state contagiate in Veneto, il timore è un’espansione del virus West Nile in Emilia Romagna.

 

 

Diciamo subito che, pur non esistendo una terapia specifica, nella maggior parte dei casi, la malattia si risolve dopo pochi giorni, al massimo i sintomi possono protrarsi per qualche settimana.

L’intervento medico ospedaliero è necessario nei casi più gravi e quando il virus intacchi le vie respiratorie.

 

Maggiormente a rischio i soggetti deboli, la cronaca riporta la triste notizia del decesso di un 77enne, residente a Cento, già affetto da problemi cronici cardiorespiratori. La diagnosi, per lo sventurato anziano, meningoencefalite da West Nile.

 

Il West Nile aveva colpito anche un’altra donna, residente a Fossalta di Piave, la stampa riporta confortanti notizie sulla sua salute:

È stata sempre lucida e presente, sembra abbia passato la fase critica. Ci vorrà ancora qualche giorno per dire di esserne uscita completamente“, ha detto il primario dell’ospedale di Treviso.

 

Prima della donna, il virus West Nile ha colpito un 70enne di Cavarzere; poi un sospetto caso di West Nile per un uomo di Mira ricoverato per un’encefalite all’ospedale di Dolo; quasi contemporaneamente un 59enne di Mellaredo di Pianiga ricoverato con febbre alta e cefalea, nel suo caso è stato confermato il virus; un caso ulteriore a Padova e altri tre nella Bassa Padovana.

febbre West Nile virus

Sintomi della febbre West Nile.

 

Posto che nella maggior parte dei casi la malattia si risolve in pochi giorni, va detto che facilmente può essere asintomatica.

 

Nei casi sintomatici, i più comuni sintomi, indicatori del contagio, sono:

  • febbre,
  • cefalea,
  • nausea,
  • vomito,
  • linfonodi ingrossati,
  • sfoghi cutanei.

L’intensità della sintomatologia e la durata dei disturbi sono variabili: se nei bambini è più facile che la febbre sia leggera, nei giovani la febbre tende ad essere mediamente alta e accompagnata da arrossamento degli occhi, mal di testa e dolori muscolari.

West Nile virus e febbre da punture di zanzara

Soggetti più deboli, quindi più a rischio, sono gli anziani o le persone con un sistema immunitario già debilitato e deficitario, come il 77enne deceduto.

 

 

Per non ingenerare allarmismi inutili, va detto che i sintomi più gravi si presentano in media in meno dell’1% delle persone infette (in pratica si aggrava solo 1 persona su 150).

Nei casi più gravi la febbre alta si accompagna a forti mal di testa, debolezza muscolare, disorientamento, tremori, disturbi alla vista e torpore. Saranno i medici a procedere con i debiti accertamenti per una corretta diagnosi (per la diagnosi del virus West Nile è necessario un test di laboratorio).

 

Prevenzione della febbre West Nile.

 

Non esiste un vaccino anti febbre West Nile, l’unico presidio di sicurezza sfruttabile è la ridotta esposizione alle punture di zanzare. Pertanto è consigliabile:

    • usare repellenti;
    • indossare indumenti lunghi quando si è all’aperto;
    • proteggere passeggini e carrozzine con apposite zanzariere;
    • usare le zanzariere alle finestre e ai balconi anche per la protezione degli ambienti domestici;
    • svuotare con frequenza i sotto-vasi dei fiori non lasciandovi mai acqua stagnante, questa regola vale per ogni altro contenitore con acqua di risulta;
    • pulire e svuotare anche le ciotole per gli animali;
    • coprire le piscine per bambini o tenere le piscinette gonfiabili in posizione verticale quando non sono usate.

Incubazione della febbre West Nile.

 

Il virus ha un’incubazione variabile, fra i 2 e 14 giorni, può, tuttavia, arrivare a 21 giorni nei soggetti con deficit immunitari.

 

Sebbene sia rara, è possibile la trasmissione madre-feto in gravidanza, mentre la febbre West Nile non si trasmette da persona a persona tramite contatto.


 

Fonte immagini 123rf.com con licenza d’uso.

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