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Bimbo annegato in piscina: procura apre indagine

La procura ha deciso di aprire un’indagine per far luce sul caso del bimbo annegato in piscina in un residence in Sardegna. Il racconto dei tragici momenti

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

03 Settembre 2018

Doveva essere un giorno qualunque, una domenica come tante durante la quale il piccolo di 7 anni avrebbe atteso la fine del turno di lavoro della madre mentre gli ospiti del residence approfittavano della piscina per rinfrescarsi e giocare durante il loro soggiorno in Sardegna.

Purtroppo nemmeno la presenza di questi ultimi è riuscita ad impedire il compiersi della tragedia, la morte di Richard Mulas, il bimbo annegato in piscina.

 

Bimbo annegato in piscina: la ricostruzione dei fatti.

Bimbo annegato in piscina: procura apre indagine

Figlio di Celia Iliana Herrera Nieto, 44enne di origine ecuadoriana residente da diversi anni in Sardegna, e di padre sardo, il 62enne Salvatore Mulas, il piccolo Richard viveva con la sua famiglia a Irgòli, piccolo comune della provincia di Nuoro.

Il bambino era solito giocare nel giardino del residence “Il Rifugio” nell’attesa che la madre, addetta alle pulizie, terminasse il turno di lavoro. E lo stesso stava facendo quella tragica mattina di domenica 2 settembre.

 

Come raccontano le testate giornalistiche, il bambino stava giocando da solo con la sua pallina nelle vicinanze della piscina sita in via del Mare e condivisa dagli ospiti dei residence “Gli ulivi” e “Il Rifugio” situati ad Orosei (NU), sulla costa centro orientale della Sardegna. Era da solo anche se la madre lo osservava affacciandosi sovente dalle finestre delle camere dell’hotel.

Ed è stata proprio lei a dare l’allarme verso le ore 12:00 quando, non vedendo più il figlio nei pressi della vasca, ha notato una sagoma immobile nell’acqua.

“Aveva una mano infilata in un cunicolo e ho cercato di liberarlo. Ma la mano non veniva via”.

È questa la testimonianza che un turista tedesco, il primo a cercare di salvare il bimbo annegato in piscina, ha rilasciato ai carabinieri che ora indagano sulla vicenda.

 

Stando ad una prima ricostruzione dei fatti, il bimbo annegato in piscina avrebbe cercato di recuperare la sua pallina, finita in acqua e rimasta incastrata nel bocchettone. Intrappolato a sua volta, Richard non è più riuscito ad emergere, perdendo i sensi per mancanza di aria.

Purtroppo nemmeno l’intervento dei sanitari del 118 riuscirà a salvarlo, dopo vari e ripetuti tentativi di rianimarlo non hanno potuto far altro che dichiararne il decesso.

 

Bimbo annegato in piscina: procura apre indagine.

Bimbo annegato in piscina: procura apre indagine

La procura di Nuoro ha aperto un fascicolo per far luce sulla vicenda, non è ancora chiaro se vi siano indagati, la stampa locale riporta solo l’ipotesi di omicidio colposo.

C’è infatti da chiarire se il bocchettone di filtraggio della piscina avesse o meno le griglie di protezione, mentre si attende il responso dell’autopsia per chiarire le ferite e le ecchimosi riscontrate sul corpo del bimbo annegato in piscina.

 

Una triste vicenda che ha scioccato un’intera comunità che ricorda il piccolo di 7 anni come un bambino sempre sorridente che amava lo sport.

 

Fonte: Corriere Castedduonline

 


 
 

Nota per il lettore l’immagine social che accompagna questo articolo su Facebook è meramente illustrativa, tratta da 123rf.com con licenza d’uso

 

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