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Oliver Miller: neonato rischia di morire per un bacio

Il piccolo Oliver Miller ha rischiato di morire a soli 11 giorni di vita a causa di quello che potrebbe sembrare un affettuoso gesto ma che tanti chiamano “il bacio della morte”

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

10 Settembre 2018

Mai baciare i neonati!

 

È questa una delle prime e più importanti regole che i neo genitori, i parenti e gli amici dovrebbero ricordare e rispettare sempre al fine di tutelare la salute del piccolo appena nato.

Una regola e una consapevolezza che la mamma di Oliver Miller, il bambino che ha rischiato la vita per il così detto “bacio della morte”, sta cercando di diffondere e condividere affinché nessun genitore viva la loro stessa terribile esperienza.

 

Oliver Miller: neonato rischia di morire per un bacio.

 
Oliver Miller: neonato rischia di morire per un bacio
 

Lucy Kendall ed il suo compagno Jaz Miller, residenti a Kingswood, piccolo paesino inglese del Gloucestershire, sono diventati per la prima volta genitori lo scorso 3 agosto, giorno in cui la giovane neo mamma 23enne diede alla luce il piccolo Oliver Miller.

Non essendoci state complicazioni, e non avendo rilevato problemi di salute sia nel bambino che nella madre, i medici dimisero entrambi nei tempi stabiliti, permettendo loro di tornare a casa e finalmente iniziare una nuova vita insieme.

Un sogno chiamato famiglia che rischiò di infrangersi pochi giorni dopo.

 

A soli 11 giorni di vita infatti, il piccolo Oliver Miller smise pian piano di prendere il latte e iniziò a manifestare diversi disturbi, oltre ad inarcare la schiena per il dolore.

Preoccupati per quei sintomi e per la possibile disidratazione del figlio, i giovani genitori decisero di portare il loro bambino all’Hull Women and Children’s Hospital di Hull, città inglese della contea East Riding of Yorkshire, situata nella regione Yorkshire e Humber.

 

Oliver Miller venne immediatamente ricoverato nella High Dependency Unit (HDUs, letteralmente tradotto in unità ad alta dipendenza), ossia quell’area dell’ospedale identificabile come subintensiva che rappresenta il reparto in cui stazionano i pazienti che necessitano di una più approfondita osservazione, per una diagnosi più precisa, ricevendo nel contempo tutte le cure necessarie per stabilizzare le loro condizioni.

Negli 8 giorni successivi il piccolo Oliver Miller fu sottoposto ad una serie di test fino a quando i medici furono in grado di formulare una diagnosi esatta: herpes simplex, il neonato aveva rischiato la vita per un bacio della morte.

“Siamo rimasti scioccati da quello che ci hanno detto i medici – ha raccontato Lucy al giornale locale – Il medico ci ha spiegato che il virus dell’herpes simplex-1 (HSV 1, meglio noto come herpes labiale) può essere trasmesso ad un neonato se la persona che ne è affetta bacia il bambino o lo tocca dopo aver toccato la sua ferita infetta”.

La mamma di Oliver Miller ha poi spiegato che né lei né il marito hanno avuto l’herpes prima, durante o dopo la nascita del loro bambino, è quindi possibile che altri abbiano infranto l’importante regole e gli abbiano dato il così detto “bacio della morte”.

 

Dopo 21 giorni di ricovero ospedaliero, il piccolo Oliver Miller è tornato finalmente a casa.

 
Oliver Miller: neonato rischia di morire per un bacio
 

Seppur fuori pericolo, il bambino dovrà seguire una cura antibiotica per i prossimi 6 mesi e sottoporsi a periodici controlli.

Fortemente scossa da questa brutta esperienza, che per fortuna si è risolta con un lieto fine, Lucy Kendall ha voluto rendere nota la loro storia per sensibilizzare gli altri genitori sui pericoli dovuti al virus herpes simplex.

 

Se per gli adulti l’herpes labiale rappresenta un semplice fastidio che può risolversi nell’arco di una settimana, per i bambini, in particolar modo quelli che hanno meno di 3 mesi, può essere fatale (ecco perché viene chiamato bacio della morte) in quanto il loro sistema immunitario non è ancora sviluppato.

 

“Avere il tuo primo bambino è già abbastanza spaventoso, anche se non si passa attraverso tutto questo – ha dichiarato la mamma di Oliver Miller – Noi siamo stati fortunati, poche ore più tardi e l’esito sarebbe stato ben diverso. Un bambino su tre che contraggono il virus può morire, è pericoloso e le persone devono esserne consapevoli. Il mio messaggio è quello di proteggere i neonati e star loro lontani se si è malati”.

 

Portare il piccolo Oliver Miller in ospedale quando questi ha iniziato a manifestare i primi sintomi è stato fondamentale, in questi casi infatti un tempestivo intervento da parte dei medici può essere fondamentale.

 

Ma quali sono i primi segnali di pericolo che devono mettere in allarme un genitore?

 

Secondo quanto riportato sul sito dell’NHS (National Health Service, ovvero il sistema sanitario nazionale del Regno Unito) è necessario contattare il medico se il bambino:

 

  • è letargico, ha quindi difficoltà a svegliarsi;
  • ha un rilassamento muscolare, cioè è floscio e non risponde alle stimolazioni;
  • non mangia;
  • ha un respiro affannato;
  • ha la febbre;
  • è irritabile;
  • presenta delle eruzioni cutanee o piaghe attorno agli occhi o alla bocca.

 

È inoltre bene ricordare che circa l’85 % della popolazione può essere portatore sano di herpes labiale, ossia può diventare veicolo del virus pur senza presentare alcun sintomo.

Per tale motivo diventa importante rispettare il divieto di baciare i neonati, sia sul viso che sulle mani (il bambino può portarle alla bocca), al fine di tutelare la sua salute. Meglio rimandare tale dimostrazione d’affetto a quando il suo sistema immunitario sarà più forte.

 

 

Ho baciato il mio bambino perché lo amavo e mi sento devastata al pensiero che l’ho quasi ucciso
 
 

Fonte: NHSHullDailyMail

 

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