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Filomena Lamberti, sfigurata con l’acido dal marito

Filomena Lamberti la mamma sfregiata dall'acido: il marito l'ha colta nel sonno gettandole sul volto un'intera bottiglia d' acido. Corrode peggio del fuoco.

Federica Federico

di Federica Federico

28 Ottobre 2018

Filomena Lamberti è una donna e mamma, ma non è come tutte noi, non è come la maggior parte delle donne perché Lei è risorta dalle sue ceneri e il fuoco che ne ha bruciato la prima vita è quello di un amore criminale.

 

Filomena è stata aggredita dal marito che le ha gettato una bottiglia di acido sul volto, l’ha sorpresa mentre era a letto a dormire e l’ha sfigurata irrimediabilmente mettendone a rischio persino la vita.

 

Filomena Lamberti

 

Era il 28 aprile del 2012 (sono passati quasi 9 anni da allora), Filomena Lamberti , dopo una vita di privazioni e frustrazioni, gelosie e violenza domestica, aveva deciso di lasciare suo marito. Lui ha risposto con atrocia inaudita.

 

Questa donna-coraggio ha oggi 58 anni; se quel maledetto 28 aprile era una donna ancora giovane e bella, ora è un’anima meravigliosa che resta bellissima nella forza, nell’esempio e nella purezza.

 

E’ puro il messaggio che manda alle giovani donne: bisogna opporsi alla violenza sin da subito, senza attendere che qualcosa cambi, lo schema della violenza è degenerativo!

 

Malgrado Filomena sia stata umiliata sino alla privazione di se stessa, quello che reclama dalla vecchia sè è proprio il coraggio di denunciare.

 

Filomena Lamberti sfigurata dal marito con l’acido: la sua storia.

 

Filomena è diventata moglie e mamma da giovanissima, aveva appena 16 anni quando conobbe suo marito, 21 al primo parto. Da grande, però, quell’amore le concesse poco e niente: poté lavorare in pescheria insieme al marito ed essere una donna di casa, non poteva truccarsi nè mettere i pantaloni, non poteva avere amiche nè usare Facebook.

Dell’uomo che l’ha sposata e l’ha resa madre, Filomena Lamberti fa un racconto a tinte grigie:

 

“vedeva tradimenti dappertutto”, era un marito ossessivo e geloso capace persino di non far mancare a sua moglie sopraffazioni e violenze fisiche, consumate anche sotto gli occhi dei tre figli.

 

Anche la mamma di Filomena la lasciò sola; la famiglia d’origine della donna aveva avversato il matrimonio, questa opposizione, però, restò teorica (o quantomeno troppo poco interventista) e nel momento del vero bisogno Filomena si sentì dire dalla mamma: ” Tu lo hai voluto e tu te la vedi (“tu te la vedi” è un’espressione gergale che equivale a dire: “tu lo gestisci da sola”)”.

 

Solamente una volta il papà di Filomena intervenne: dopo aver visto la figlia con un occhio nero affrontò il marito richiamandolo al doveroso rispetto e allora quel marito violento si calmò appena un pochino, appena per un piccolo periodo.

 

A cambiare tutto, a squarciare il velo che le nascondeva le infinite possibilità di sentirsi libera e felice, fu un evento quasi casuale:

 

una cugina fisicamente lontana le suggerì di usare Facebook per restare in contatto, così Filomena Lamberti si iscrisse al social, questo, però, destò nel marito una reazione di gelosia. Alla richiesta dell’uomo di cancellare il profilo appena aperto, Filomena rispose con tenacia, negando la sua ubbidienza cieca al marito la donna rimase in rete e incominciò a maturare un sempre più saldo attaccamento alla sua stessa libertà.

 

Filomena capì che stava mostrando ai suoi tre figli il peggiore volto dell’ “amore”, quello sbagliato, infruttuoso, doloroso. Ma il marito non era arrivato a una simile comprensione, lui non accettava affatto che la moglie potesse lasciarlo. Così, animato da una rabbia incontenibile, ordì contro di lei una vendetta atroce, violenta e imperdonabile: quella con l’acido.

 

Filomena Lamberti racconta tutto il dolore di quella bottiglia d’acido gettata sul suo volto. Sebbene sia rimasta sfigurata,  la donna che è diventata (la nuove Filomena Lamberti) oggi non si nasconde più, anzi reagisce alla vita con forza e determinazione.

 

Filomena comunicò al marito la sua intenzione di separarsi, quel proposito rimase sospeso sino al matrimonio del figlio, infatti la coppia fu concorde nell’attendere quell’evento prima di formalizzare la fine del loro rapporto. A poca distanza dalla celebrazione delle nozze, proprio quella maledetta sera d’aprile, il marito chiese a Filomena quali fossero le sue intenzioni: la donna non aveva affatto cambiato idea.

 

Poco dopo, quando Filomena era già a letto addormentata, l’uomo si chinò su di lei, la chiamò stringendole la mano sulla spalla affinché si girasse e le disse: “Guarda che ti dò“, l’attimo dopo il fuoco le bruciava la pelle. I figli udirono la mamma urlare e le prestarono soccorso, ma prima di poterla condurre in ospedale dovettero cercare e trovare le chiavi dell’auto che il padre aveva nascosto.

 

Il marito dirà in sua difesa che Filomena aveva tentato di aggredirlo, proprio con quell’acido che l’ha sfigurata e aggiungerà che lo stesso sarebbe finito sul volto della moglie durante una colluttazione nella quale lui si stava solo difendendo.

 

Mentre dormivo venne vicino al letto con questa bottiglia di acido, mi bussò sulla spalla e mi disse: ‘Guarda che ti do’. E mi versò tutta la bottiglia di acido addosso. Ho subito 22 interventi e non ho ancora finito.” Sono stati necessari 10 interventi di innesti cutanei solo per la ricostruzione delle palpebre, Filomena ha dormito con una mascherina per molti mesi proprio perchè i suoi occhi non potevano chiudersi.

L’unica volta che ho pianto è stato quando il dottore è venuto vicino a me e ha detto: ‘Filomena, noi facciamo tutto quello che c’è da fare, però tu non ritornerai mai più come prima’. Andai in bagno e mi specchiai e lì lo shock fu terribile. Tutta la notte guardavo la finestra perché mi volevo buttare giù. La Filomena di una volta ormai non esisteva più.

 

E’ con queste parole che Filomena Lamberti sintetizza il racconto di una rinascita descrivendo le sue sensazioni nel giorno in cui i dottori le tolsero le bende. Dinnanzi al dolore, quello grande, vero, enorme e invincibile, lei ha sentito di poter prendere solo una di due strade alternative: la morte (cioè il suicidio) o la battaglia. Quando ha scelto di lottare non sapeva che sarebbe diventata l’emblema della forza delle donne.

 

Il marito di Filomena Lamberti è oggi un uomo libero, fu condannato a soli 18 mesi di reclusione per lesioni personali. La trasmissione Le Iene (video in calce) ha sottolineato con fermezza l’aspetto legale di questa vicenda ponendo l’attenzione sulla giustizia negata alla vittima:

 

Condannato a 18 mesi per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali, l’ex marito di Filomena ne ha scontati in carcere solo 15.

 

Così, mentre Filomena Lamberti ancora combatte con le sue ferite, il marito è in libertà, non è stato indagato per tentato omicidio, malgrado abbia ridotto la donna in fin di vita, nè è stato condannato ad alcun risarcimento danni. A fronte di ciò Filomena non nasconde il suo biasimo per una giustizia negata:

 

A me non è stata fatta giustizia. Io non sono stata mai ascoltata e mai vista da nessuno. La Filomena di oggi, la prima cosa che direbbe alla Filomena di ieri è di amarsi un po’ di più. Per me questa è una nuova vita. La mia identità è stata violata ma è anche la vita di una donna libera. […] Bisogna denunciare alla prima forma di violenza. Alla prima forma di violenza bisogna dire ‘no’ e lasciarlo”.

 

Le Iene hanno ricostruito l’intera storia dell’amore malato di Filomena e suo marito.

Riferendosi al suo aguzzino, Filomena dice che negli anni “Il leone è uscito fuori dalla gabbia“, quel marito-leone dinnanzi alle telecamere della trasmissione d’assalto ha fatto una dichiarazione che lascia inermi, ha detto: “L’ha voluto Lei”.

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