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Quanto è importante l’ esempio dei genitori

L' esempio dei genitori è determinante nell'educazione dei figli: influisce sul loro essere persone e membri della società. E' una grande responsabilità.

Federica Federico

di Federica Federico

21 Febbraio 2019

Quanto è importante l’ esempio dei genitori nella crescita del figlio?

 

Se vuoi bene a tuo figlio sappi che ha bisogno di te, oltre la protezione, oltre l’abbraccio e oltre la sicurezza della vostra casa: tuo figlio ha bisogno dell’ esempio dei genitori, essenziale nel processo di socializzazione dei bambini e determinate per il suo carattere e la sua affermazione.

 

I bambini sono esseri sociali, anche mentre li teniamo protetti, al sicuro nelle nostre case e dentro i nostri abbracci, li stiamo preparando alla società. Per apprendere come relazionarsi agli altri e muoversi nel mondo hanno bisogno di studiare i nostri comportamenti, il nostro fare, il nostro agire da adulti.

 

Ciò che difficilmente gli adulti considerano è che i bambini sono figli della società civile, prima o poi devono diventare suoi membri attivi e il modo in cui saranno, i loro comportamenti sociali, il modo in cui si confronteranno con i pari e con gli altri adulti, con le istituzioni e con i valori della collettività dipendono unicamente da come i noi genitori li educhiamo ora e adesso.

l'importanza dell' esempio dei genitori

L’ esempio del genitore rappresenta il modello comportamentale che il bambino assimila per primo

 

Se nostro figlio non sarà un buon compagno di classe, uno studente educato e un amico rispettoso, la colpa delle sue mancanze sociali potrebbe essere solo nostra come educatori.

 

Sociologicamente il bimbo acquisisce il suo carattere sociale (cioè apprende i comportamenti che applicherà nelle relazioni con gli altri) attraversando tre processi:

 

  • un primo riconoscimento dei comportamenti sociali;
  • una seconda fase di interiorizzazione;
  • e un ultimo momento di adattamento al contesto sociale.

Il bambino riconosce come comportamenti sociali, cioè come i comportamenti da applicare nelle relazioni con gli altri e nell’agire, ciò che vede praticato dai genitori e dai familiari. Saranno questi adulti di riferimento il suo specchio e saranno i loro modi di essere, fare e relazionarsi che il bimbo imiterà.

Nella seconda fase il bambino interiorizza i comportamenti che vede ripetere nel mondo adulto.

 

Diventa un bimbo aperto e dialogante quel figlio che è abituato a parlare e confrontarsi con l’adulto, mentre resta chiuso e introverso quel bambino che subisce un’educazione impositiva e autoritaria.

 

Nell’ultima fase il bimbo sperimenta i comportamenti che ha lungamente studiato e imitato e seguendo l’ esempio dei genitori diventando così un attore attivo della società.

 

Cooley, sociologo che ha operato tra la fine dell’800 e il primo ventennio del 900, ha proposto un’interessante teoria che molto ha a che fare con l’ esempio dei genitori: la teoria dell’ “Io riflesso

 

Secondo Cooley il bambino arriva alla considerazione del “Sè” passando attraverso l’interpretazione della visione che gli altri hanno di lui.

 

  • In una prima fase il bimbo si interroga sul “come mi vedono gli altri”;
  • in una seconda percepisce il “giudizio che gli altri hanno di lui”, lo fa sulla base di quella visione che ha precedentemente intuito e pensato;
  • in una terza fase reagisce con una sensazione (questa sensazione si traduce in sentimento e diviene capace di influenzare il suo comportamento, il suo carattere e il suo modo di rapportarsi agli altri).

l'importanza dell' esempio dei genitori

Se i genitori sono esempi di serenità e si rapportano al bambino con una dolce affettività espressa, probabilmente il bambino che si sente amato percepirà un giudizio positivo su se stesso. Forte di questa percezione positiva, reagirà al rapporto con i familiari (e successivamente ai rapporti sociali) in modo aperto, sereno, pacifico e dialogante.

Se i genitori daranno esempio di distacco, disprezzo, imposizione, aggressività, non solo il piccolo si sentirà mal voluto e sottostimato, ma la sua reazione potrà essere o altrettanto aggressiva e oppositiva o, addirittura, di chiusura.

 

Mead, un altro sociologo, che con Cooley ha condiviso il panorama storico dell’ 800 e del 900, richiama l’importanza dell’ esempio dei genitori argomentando la crescita del bambino attraverso il gioco

 

I bimbi piccoli, secondo Mead apprendono i comportamenti degli adulti imitandoli (lo fanno sin da quando giocano con le pentoline).

 

In una seconda fase dell’evoluzione del “Sè” i bambini aggiungono all’imitazione la drammatizzazione di ciò che accade nella realtà:

 

giocano al dottore e al paziente; a mamma e papà: alla maestra e l’alunno. In questa più evoluta fase, i bambini giocando imparano a riconoscere i ruoli degli adulti e nelle dinamiche del gioco esprimono anche il modo in cui loro stessi si vedono dinnanzi all’adulo di riferimento.

 

Quando un bambino gioca alla mamma e al figlio mentre interpreta la mamma sta manifestando il suo modo di vederla e ne sta imitando i comportamenti, ne sta mutuando i valori e sta imparando ad essere grande secondo il suo esempio;

 

viceversa, mentre interpreta il figlio sta drammatizzando se stesso e sta rappresentando il modo in cui lui stesso immagina che la mamma lo veda. Ciò vale con qualsiasi altra figura di riferimento tradotta in play, cioè in gioco (maestra, nonna, dottore, eccetera).

 

Nel gioco più maturo, poi, il bambino imparerà ad astrarre un “idea generalizzata” di mamma, di maestà, di bambino, di nonno arrivando a percepire i tipi sociali ed è qui che il bimbo comprende il suo ruolo nella società e ciò che gli altri si aspettano da lui. E’ qui che l’ esempio dei genitori si è fatto già carattere nel bambino, strumento di azione nella società.

 

Queste citazioni riportano a studi sociologici che dimostrano quanto alta sia la responsabilità dei genitori sui bambini, sulla loro educazione e sulla loro costruzione del “Sè”:

 

una responsabilità costante e fattiva che si realizza nell’ esempio dei gentori, cioè in ogni azione e decisione, reazione e sentimento che il bimbo vede manifestarsi.

 

I figli sono il nostro riflesso e noi il loro specchio, ci guardano anche quando noi non ci sentiamo osservati. Allo stesso tempo, mentre noi non crediamo di essere oggetto di studio, loro ci esaminano e riportano in pratica l’insegnamento che traggono dalla analisi di noi e del nostro agire.

 

Non basta pertanto parlare astrattamente di valori e di buona educazione, è essenziale farne una pratica traduzione a vantaggio dei nostri figli e perché divengano persone migliori di noi stessi.



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