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12enne si filma nuda, aveva perso ad “Obbligo o verità”: il video diventa pubblico

12enne si filma nuda, aveva perso ad "Obbligo o verità" ma il gioco che ha messo in campo è stato veramente pericoloso: il video è stato diffuso online.

Marcella Aliberti

di Marcella Aliberti

03 Marzo 2019

Un gruppo di preadolescenti, un gioco datato come obbligo o verità,  i primi approcci innocenti con l’altro sesso. Sembrerebbe la storia di sempre, invece, solo pochi giorni fa per una ragazzina del Nolano (provincia di Napoli) tutto ciò diventa un incubo. La 12enne si filma nuda e il video memorizzato sul cellulare diventa velocemente di pubblico dominio.

 

12enne si filma nuda

Fonte immagine 123RF con licenza d’uso

 

12enne si filma nuda tutta colpa dei cellulari, dei ragazzini o dei genitori? Questi i fatti

 

Qualche giorno fa il preside di una Scuola Media del Napoletano si trova fra le mani un video scottante: una ragazzina di appena dodici anni  si è ripresa nuda mentre è in bagno. A mostrarglielo sono i suoi stessi alunni, sintomi che il video sta girando da qualche giorno a scuola. Immediata la risposta dell’uomo, che avverte i carabinieri.

 

Si scopre così che la sua alunna  era stata sottoposta al pagamento di un dazio, filmarsi nuda, appunto, all’interno del conosciutissimo gioco di obbligo o verità.

 

La povera ragazza non  avrebbe mai immaginato che quello che doveva essere solo il video di uno scherzo, di un gioco, sarebbe diventato un girone infernale fatto di scherno, derisione e frecciatine ammiccanti ogni volta che andava a scuola. I suoi “amici”, complice la giovane età di ognuno di loro, avevano provveduto a diffondere il contenuto scottante del video da un telefonino all’altro, senza pensarci due volte.

 

12enne si filma nuda, la ragazza ora è seguita da uno psicologo.

 

Di questa storia non sappiamo molto di più e neanche è importante saperlo, perché quello che ci auguriamo è che anche nella vita reale di questa piccola malcapitata si spengano i riflettori sulla sua triste vicenda e lei possa tornare al più presto alla normalità. Tutto ciò, però, ci induce ad una riflessione seria, importante e da cui nessuno di noi genitori può esimersi:

 

come educare i figli all’uso del telefono e alla gestione della loro immagine sul web?

 

I nostri figli sono consapevoli di avere tra le mani uno strumento che, per quanto utile, se usato non correttamente può diventare un’ “arma virtuale pronta a ferire ” se stessi o gli altri?

 

Certamente non è una risposta facile. Tutti noi ci auguriamo che i nostri figli siano consapevoli e assennati, ma dobbiamo anche valutare l’ipotesi che si tratta pur sempre di ragazzini, la cui immaturità è ancora un presupposto fondamentale della loro crescita psicologica.

 

Per questo può essere utile parlare  di un fenomeno che sta dilagando tra i giovanissimi:

 

12enne si filma nuda, vicenda ai limiti del Sexting. Ma cos’è?

 

Con questo  termine gli psicologi hanno unito  la parola  “sex”  con quella “texting” (pubblicare il testo) che in sostanza significa pubblicare video, web testi o immagini forti di se stessi o altri con contenuto sessualmente esplicito.

 

Diventa quindi di primaria importanza  educare i nostri figli all’uso corretto del telefonino e informarli dei rischi ad esso connesso, prima che inizino ad usarlo. Ma non basta. Bisogna che le mamme e i papà  in questa delicatissima fase di crescita, in cui i ragazzi cominciano a richiedere più libertà, non deroghino al loro ruolo di responsabilità genitoriale.

 

Lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet in una recente intervista al quotidiano Il Mattino ha dichiarato:

 

Inutile girarci intorno: la responsabilità è dei genitori. 

 

Parole dirette, dure che hanno il potere di farci aprire gli occhi sulle nostre responsabilità di genitori, ma anche sulle conseguenze nefaste a cui si potrebbe andare incontro se si diventa vittime di sexting.

 

Non dobbiamo dimenticare che le vittime di questo fenomeno spesso ne pagano un prezzo altissimo. La loro vita rischia di essere rovinata per sempre.

 

12enne si filma nuda, accade in una scuola ma è immediata l’evocazione della tragica storia di Tiziana Cantone.

 

La giovane donna morì suicida dopo che il tribunale l’aveva condannata a pagare circa 20.000€ di spese legali per aver citato in giudizio alcune società web come il famosissimo canale YouTube, colpevole secondo la ragazza, di non aver rimosso alcuni suoi video di contenuto erotico, nonostante la sua esplicita richiesta. Ma per il tribunale non vi era ancora diritto all’oblio, perché i video, girati nel 2015 erano troppo recenti e questo bastava perché non ci fosse reato. È doveroso ricordare, però, che i video in questione erano dei filmini amatoriali che la ragazza aveva girato privatamente con il suo fidanzato e per questo la giovane donna aveva richiesto  di bloccare la diffusione.

 

Tiziana Cantone non resse al carico mediatico dell’intera vicenda, al dolore che inevitabilmente ne era scaturito: quei video le avevano rovinato la vita. In poco tempo il loro contenuto era  diventato virale e lei era divenuta tristemente nota. La giovane donna aveva provato anche a ricominciare cambiando città, ma non resse al peso dell’oltraggio che aveva subito e il pomeriggio del 13 settembre 2016 decise di farla finita.

 

Una storia tragica che deve farci riflettere sulla gravità di piccoli gesti come un click che però possono portare a conseguenze catastrofiche.

 

La storia di Tiziana, la sussurriamo idealmente con un filo di voce, perché Tiziana voleva solo essere dimenticata per poter vivere la sua vita liberamente, cosi come avrebbe avuto diritto. La sua morte invece la gridiamo perché, a quasi tre anni dalla disgrazia non ha avuto ancora giustizia e perché possa essere monito per tutti.

 

Alla mamma di Tiziana e alle altre vittime di sexting va il nostro abbraccio. 

 

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