Questo sito contribuisce
all'audience di

 

Seguici:

Stefano Cucchi, la sorella: Questa ero io pochi giorni prima dell’arresto di mio fratello

Stefano Cucchi al momento dell'arresto era un ragazzo magrissimo (di soli 43 chili per 162 cm. di altezza) ma era un ragazzo, che non aveva patologie.

Marcella Aliberti

di Marcella Aliberti

22 Marzo 2019

Abbracciami, dormi tranquilla, vedi che adesso sto bene?

 

Sono le ultime parole, che Stefano Cucchi rivolse a sua madre Rita prima di uscire, la sera del 15 ottobre 2009, prima di essere arrestato per spaccio. All’una di notte scattò la perquisizione in casa loro e fu l’inizio di un incubo. Oggi a distanza di quasi dieci anni ancora una volta Ilaria Cucchi trova la forza di parlarne, perché la storia di suo fratello, della sua famiglia non sia dimenticata e chi ha sbagliato paghi ogni sua responsabilità.

Stefano Cucchi

Ma chi è Stefano Cucchi?

 

Stefano è un giovane geometra romano, arrestato per spaccio la notte del 15 ottobre 2009 e morto all’Ospedale Sandro Pertini di Roma, sei giorni dopo.

 

Questa la ricostruzione dei fatti:

 

I familiari di Stefano Cucchi hanno condotto una lunga e dura battaglia per far accertare che il ragazzo, la notte del suo arresto fu pestato selvaggiamente da tre  agenti della polizia penitenziaria in seguito finiti a processo.

 

Il corpo di Stefano tumefatto e irriconoscibile per le percosse subite, come mostrano le foto dell’obitorio, sconvolse per sempre la vita di sua sorella Ilaria, che lasció che fossero pubblicate per dare risonanza alla sua terribile fine.

In pochi attimi le foto divennero virali ed ebbero un eco altissimo.

 

Al momento del decesso Stefano Cucchi pesava solamente 37 chilogrammi.

 

Ed è proprio questa la battaglia che Ilaria Cucchi, che in questi giorni ha rilasciato nuove dichiarazioni, sta conducendo da quella maledetta giornata del 22 ottobre 2009.

Stefano, al momento dell’arresto era un ragazzo magro, anzi magrissimo (di soli 43 chili per 162 cm. di altezza) ma era un ragazzo, che non aveva patologie mortali in corso.

 

Secondo le indagini svolte successivamente  il primario e il  personale medico dell’Ospedale Sandro Pertini non avrebbero curato il giovane, che morì di inedia.

L’inedia è una gravissima forma di malnutrizione, che può portare addirittura alla morte, dal momento che causa la mancanza di  quell’apporto necessario di vitamine e nutrienti, fondamentali per la sopravvivenza dell’organismo umano. L’insieme dei sintomi e degli effetti dell’inedia si chiama inanizione.

 

È quello che è successo a Stefano Cucchi, una  cosa questa che, data la sua costituzione esile e alle lesioni gravi della colonna vertebrale subite, gli fu fatale.

 

 Va detto per dovere di cronaca che i tre medici si sono difesi nei vari processi adducendo come motivazione il fatto che il giovane avesse rifiutato le cure.

Ma al di là delle verità processuali, ancora oggi oggetto di discussione, ci sorge una domanda: dove è il limite tra il diritto  dell’ammalato a decidere della propria vita e il limite deontologico di chi lo cura, che dovrebbe imporre di intervenire, quando essa stessa è in pericolo?

 

Il caso di Stefano Cucchi resta un caso controverso, penoso, grave per la legge italiana.

 

Troppo spesso infatti si parla ancora di probabili patologie di Stefano, di cui la sua magrezza fosse espressione e che fossero state esse stesse causa del suo decesso, nonostante ci siano stati vari gradi di un processo che ha sconvolto l’opinione pubblica, divisa a metà tra la vita di Stefano prima dell’arresto  e la responsabilità degli agenti penitenziari e dei tre medici, che lo ebbero in custodia e relativa cura  dopo la notte del 15 ottobre.

Non ha dubbi invece Ilaria Cucchi e come lei tantissimi italiani che la sostengono nella sua battaglia.

Stefano Cucchi

Questa è una delle sue recenti dichiarazioni postata con  una sua foto su Facebook:

 

Questa ero io pochi giorni prima dell’arresto di mio fratello.

 

Alta come lui, pesavo anch’io poco più di 40 chili. Stavo bene come bene stava lui.

 

Ero malata di anoressia nervosa? Mah… io non me ne sono accorta.

 

Certo se mi avessero pestata violentissimamente spezzandomi la colonna vertebrale in due punti e provocandomi una commozione cerebrale avrei sicuramente smesso di stare bene. Se poi ne fossi morta in ospedale dopo sei giorni, sono certa che qualunque medico legale avrebbe mandato in carcere i miei aggressori 

Ilaria Cucchi, una amministratrice di condomini, una madre di due figli, una donna assolutamente normale, che a causa di un dolore grande, la morte di suo fratello, dichiara guerra alle falsità e cerca le verità nascoste,  ad ogni costo, anche quando sono scomode, difficili.

 

Una donna qualunque fino al 2009, che è diventata nel 2017 Donna dell’anno per il Settimanale D. Perche Ilaria non si è arresa e continua a lottare per suo fratello Stefano e per la tutela dei diritti civili di tutti.

 

È questa Ilaria Cucchi, la sorella di Stefano, la figlia premurosa di due genitori Giovanni e Rita, che meritano di conoscere esattamente  come è morto il loro figlio per poter trovare un po’ di pace.

 

E Stefano Cucchi merita giustizia. Perché quello che gli è capitato non accada mai più a nessun altro.

Perché la sua Storia possa insegnare che si deve avere  fiducia nel nostro Stato, l’Italia, che condanna in maniera equa chi ha sbagliato, che si tratti di uno spacciatore o di un servo dello Stato stesso.

 

Dopo tutto lo sancisce la nostra Costituzione:

La legge è uguale per Tutti.

 

Leggi anche

Seguici