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Come funziona la donazione di midollo osseo

Come funziona la donazione di midollo osseo, dal prelievo alla tipizzazione, dall'iscrizione nel registro dei donatori alla donazione effettiva-età e limiti

Marcella Aliberti

di Marcella Aliberti

26 Marzo 2019

Un piccolo gesto di solidarietà può salvare una vita: donare il midollo può servire ad aiutare i portatori di alcune malattie gravi come la leucemia o l’anemia plastica.

 

Ma come funziona la donazione di midollo osseo?

Molti lettori, intervenuti in commento all’articolo sulla malattia della piccola Elisa Pardini, ci hanno posro questa domanda – LA VICENDA DI ELISA, IL RITORNO DELLA BELVA FOTTUTA E BASTARDA

La donazione del midollo osseo è solo l’ultimo passo di un processo medico-burocratico, che serve ad identificare il donatore e la sua compatibilità con il paziente. Dopo un primo colloquio con un medico, che accerterà che siete nelle perfette condizioni di salute necessarie per poter donare il vostro midollo, vi sarà fatto un prelievo ematico o di saliva, non prima di aver firmato il consenso informato sul Registro Italiano Donatori di Midollo Oss (IBMDR). I campioni prelevati saranno necessari per estrarre il codice genetico, indispensabile per confrontare  la vostra compatibilità con il futuro paziente. Questo procedimento si chiama tipizzazione.

 

Successivamente i risultati verranno inseriti nel Registro Nazionale collegato con tutti i Registri Internazionali.

 

Il tipo di midollo identificato con la tipizzazione può essere donato in tutta Italia o all’estero, senza che il donatore si sposti dalla sua area geografica. L’intero servizio è infatti a carico dell Servizio Sanitario Nazionale.

 

Come funziona la donazione di midollo osseo

Fonte immagine 123RF con licenza d’uso

 

Donazione di midollo osseo, dopo la tipizzazione e l’inserimento nel registro dei donatori, cosa succede quando l’aspirante donatore viene chiamato per donare?

 

Ci sono due tipi di tecniche di prelievo che attualmente vengono utilizzate.

 

1.Il prelievo da sangue periferico

 

Nei cinque giorni precedenti questo prelievo sarà somministrato un farmaco, che intensificherà  la crescita delle cellule staminali nel midollo osseo, favorendo in questo modo il loro successivo passaggio al sangue periferico. Così come spiega il sito ADMO, “ Il sangue prelevato da un braccio attraverso un circuito sterile entra in una centrifuga dove la componente cellulare utile al trapianto viene isolata e raccolta in una sacca, mentre il resto viene reinfuso nel braccio opposto.”

2.Il prelievo di midollo osseo

 

È la modalità di donazione di midollo osseo più “antica” e consiste nel prelievo del midollo osseo dalle ossa del bacino.

 

È un vero è proprio intervento dove il donatore viene  viene sottoposto ad un’anestesia generale o epidurale e ha una durata media di circa 45 minuti.

 

Il midollo del donatore si ricostituirà in circa una settimana, per questo dopo l’intervento è utile un periodo di riposo di quattro o cinque giorni. In genere il donatore non avverte granché se non un lieve dolore nella zona del prelievo, destinato a sparire in pochi giorni.

 

Come funziona la donazione di midollo osseo

Fonte immagine 123RF con licenza d’uso

 

Donazione di midollo osseo, possiamo donare tutti?

 

Sarebbe bello poter rispondere di sí, purtroppo ci sono alcuni tipi di patologie che impediscono la donazione.

 

Eccole:

 

  1. Patologie della coagulazione del sangue
  2. Problemi respiratori importanti
  3. Malattie infettive
  4. Patologie cardiovascolari
  5. Malattie autoimmuni
  6. Neoplasie
  7. Malattie psichiatriche
  8. Patologie genetiche 
  9. Patologie del sistema nervoso centrale
  10. Altro ( inteso come gravidanza,  comportamenti sessuali a rischio e alcolismo cronico)

Come funziona la donazione di midollo osseo

Ho pensato non bastasse chiedere la disponibilità della gente in tv. Racconto quello che ho fatto solo per provare ad attirare l’attenzione sulla necessità delle donazioni“.

 

A parlare così fu Fabrizio Frizzi, il popolare presentatore italiano, tanto amato dal pubblico che ci lasciava proprio un anno fa: il 26 marzo 2018, a causa di una terribile malattia.

 

Fabrizio Frizzi  è stato un donatore di midollo osseo, così come testimoniano le sue parole.

 

A dirci di più di questa bellissima storia è Valeria Favorito, una ragazza siciliana, che si ammalò di leucemia nel 2000 quando era solo una bambina di appena undici anni. A lei Fabrizio Frizzi, che risultava donatore compatibile dal Registro Nazionale, donó il suo midollo e di fatto la possibilità di rifiorire, vincendo sulla malattia. Nel tempo  si stabilì un legame importante tra i due, di riconoscenza sconfinata da parte di Valeria per quell’uomo buono, che se pur impegnatissimo non aveva esitato a lasciare tutto per salvarle la vita e se la malattia di Fabrizio non glielo avesse strappato via, il presentatore sarebbe stato il suo testimone di nozze, come disse la stessa tra le lacrime ai microfoni dell’Ansa, subito dopo che il presentatore ci aveva lasciati.

Una testimonianza quella che oggi abbiamo voluto raccontare per riflettere insieme sull’importanza di un gesto di grande generosità. 

 

Come abbiamo visto infatti donare il midollo è un procedimento delicato, che merita attenzione e può  essere fatto solo in piena consapevolezza.

Per questo la legge consente di ritirare il consenso fino al momento stesso del prelievo. Certamente però chiunque abbia fatto questa esperienza di donazione potrà  testimoniare che la gioia di poter contribuire a salvare una vita è di gran lunga superiore dei fastidi che essa stessa comporta.

 

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