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Il cavallino, il fiume e il coraggio: favola per bambini

Il cavallino, il fiume e il coraggio: la favola della fiducia nella mamma e in se stessi

Marcella Aliberti

di Marcella Aliberti

03 Aprile 2019

Vogliamo presentarvi una favola: “Il cavallino, il fiume e il coraggio”. Prima di lasciare che voi la leggiate e prima di sperare che possiate farlo la sera per i vostri bambini, è d’obbligo un accenno all’importanza dell’accoglienza e delle favole nel momento della ninna.
 

L’addormentamento è per ogni bambino un momento delicato, perché rappresenta quel particolare transito (dalla fase cosciente a quella incosciente) in cui il nostro piccolino lascia il certo del mondo consapevole per l’incerto del mondo dei sogni; benché sognare possa essere un’ attivista piacevole, questa particolare transizione può lasciare emergere ansie e paure.

 

È abbastanza frequente infatti,  che il bambino manifesti proprio prima di dormire qualche piccolo disagio:  non vuole essere lasciato solo, ha paura del buio, non vuole andare a scuola il giorno dopo.

 

Il cavallino, il fiume e il coraggio - Favola della Buonanotte

Il cavallino, il fiume e il coraggio – Favola della Buonanotte
(Fonte immagine 123RF.com con licenza d’uso)

 

Il segreto di un sonno tranquillo è sempre l’accoglienza.

 

Per rasserenare i nostri cuccioli stanchi, prima della nanna può essere utile accoccolarsi accanto a loro e vivere un momento di condivisione.

 

Non ci vuole molto, bastano anche poche decine di minuti, per gettare nei nostri figli il seme della fiducia in se stessi e nei propri cari, sempre pronti a sostenerli nelle cose belle e nelle difficoltà.

 

Come accogliere il bambino nel momento dell’addormentamento – la favola “Il cavallino, il fiume e il coraggio”

 

Chiedere o spiegare come è andata la propria giornata, rimanere abbracciati ascoltando una musica distensiva sono tutti ottimi alleati, ma ce n’è uno insuperabile, conosciuto sin dall’antichità: raccontare una fiaba.

 

Le fiabe hanno il potere magico di narrare in maniera semplice come è fatto il mondo, di spiegare ad un bambino che certamente nella quotidianità ci sono tanti ostacoli, ma che si possono superare.

 

Le fiabe insegnano che  il bene vince sempre sul male, sempre.

 

Oltre  ad agire in questo modo su un corretto sviluppo della memoria emotiva, i bambini identificandosi nei principi o negli eroi imparano a superare quelle piccole grandi difficoltà, che fanno parte della crescita.  L’uso della metafora fa in modo che possano scoprire che la realtà può essere interpretata in tanti modi diversi.

 

Sembra quasi una magia, ma attraverso il racconto delle favole si possono insegnare valori come la pazienza, il coraggio, la generosità, l’educazione e l’empatia.

 

Ma il merito per eccellenza di questa bellissima pratica resta quello dello sviluppo dell’intelligenza emotiva.

 

Nel 1995, lo  psicologo statunitense Daniel Goleman nel libro “Emotional Intelligence” è stato il primo a parlare i intelligenza emotiva. Secondo Goleman  la conoscenza di se stessi e l’empatia sono gli elementi  che probabilmente più influenzano la vita dell’uomo.

 

L’intelligenza emotiva è fatta di:

– consapevolezza di se stessi;

– motivazione;

– empatia;

– abilità sociali (come capacità di prendere decisioni, analisi e soluzioni di conflitti e problemi, leadership, competenze comunicative);

 

– autocontrollo .

 

Sviluppare quindi l’intelligenza emotiva dei nostri bambini può essere un modo per migliorare la loro qualità della vita.

 

Le fiabe sono anche  un bel modo per avvicinare i bambini alla lettura.

 

La fiaba che vi proponiamo è molto antica di origine cinese. È la storia di un cavallino, a cui la mamma vuole insegnare come affrontare le difficoltà della vita. È molto dolce e istruttiva. Proponetela stasera ai vostri bambini, ascoltare di  come il piccolo cavallino impara a misurarsi con le sue difficoltà li aiuterà a rasserenarsi e ad avere fiducia in se stessi e nella propria mamma, che sa dare sempre il giusto consiglio.

 

Il cavallino, il fiume e il coraggio - Favola della Buonanotte

Il cavallino, il fiume e il coraggio – Favola della Buonanotte (Fonte immagine 123RF.com con licenza d’uso)

 

Il cavallino, il fiume e il coraggio

 

Un cavallino viveva nella stalla con la madre e non era mai uscito di casa, né si era mai allontanato dal suo fianco protettivo.
Un giorno la madre gli disse: “E’ ora che tu esca e che impari a fare piccole commissioni per me. 
Porta questo sacchetto di grano al mulino!”

 

Con il sacco sulla groppa, contento di rendersi utile, il puledro si mise a galoppare verso il mulino.
Ma dopo un po’ incontrò sul suo cammino un fiume gonfio d’acqua che fluiva gorgogliando.
“Che cosa devo fare? Potrò attraversare?”
Si fermò incerto sulla riva.

 


Non sapeva a chi chiedere consiglio.
Si guardò intorno e vide un vecchio bue che brucava lì accanto.
Il cavallino si avvicinò e gli chiese:
“Zio, posso attraversare il fiume?”
“Certo, l’acqua non è profonda, mi arriva appena a ginocchio, vai tranquillo”.

Il cavallino si mise a galoppare verso il fiume, ma quando stava proprio sulla riva in procinto di attraversare, uno scoiattolo gli si avvicinò saltellando e gli disse tutto agitato: “Non passare, non passare! È pericoloso, rischi di annegare!”
“Ma il fiume è così profondo?” Chiese il cavallino confuso.
“Certo, un amico ieri è annegato” raccontò lo scoiattolo con voce mesta.
Il cavallino non sapeva più a chi credere e decise di tornare a casa per chiedere consiglio alla madre.
“Sono tornato perché l’acqua è molto profonda” disse imbarazzato “non posso attraversare il fiume”.
“Sei sicuro? Io penso invece che l’acqua sia poco profonda”replicò la madre.
“E’ quello che mi ha detto il vecchio bue, ma lo scoiattolo insiste nel dire che il fiume è pericoloso e che ieri è annegato un suo amico”.
“Allora l’acqua è profonda o poco profonda? Prova a pensarci con la tua testa”.
“Veramente non ci ho pensato”.
“Figlio mio, non devi ascoltare i consigli senza riflettere con la tua testa. Puoi arrivarci da solo. Il bue è grande e grosso e pensa naturalmente che il fiume sia poco profondo, mentre lo scoiattolo è così piccolo che può annegare anche in una pozzanghera e pensa che sia molto profondo”.

 


Dopo aver ascoltato le parole della madre, il cavallino si mise a galoppare verso il fiume sicuro di sé.
Quando lo scoiattolo lo vide con le zampe ormai dentro il fiume gli gridò:
“Allora hai deciso di annegare?”
“Voglio provare ad attraversare”.
E il cavallino scoprì che l’acqua del fiume non era né poco profonda come aveva detto il bue, né troppo profonda come aveva detto lo scoiattolo.”

 

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