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Mangiare con l’involucro: la challenge di mangiare il cibo con la plastica

E' allarme incolumità fisica: i nostri figli mettono in pericolo la loro stessa salute con la challenge di mangiare il cibo con l'involucro, ovvero senza sbucciarlo o scartarlo.

Marcella Aliberti

di Marcella Aliberti

29 Aprile 2019

Mangiare con l’involucro: pericolosa moda che sta spopolando tra gli adolescenti. Proviamo a capire cos’è e prima ancora cosa spinge i giovanissimi a valicare ogni limite consentito.

 

Il momento della adolescenza è sicuramente molto delicato e molto spesso mette a dura prova i ragazzi che lo vivono e  i loro genitori. Questo perché la personalità dell’adolescente non è ben definita, il processo che porta alla maturità neanche, ma fa capolino la voglia di indipendenza e di sperimentare le proprie capacità.

 

Tutto ciò è assolutamente normale, come lo è altrettanto la voglia di identificarsi in un gruppo di coetanei per sentirsi più forti.

 

Quando invece qualcosa devia dal normale e fisiologico processo di crescita e sviluppo adolescenziale?

 

Qualcosa non va come dovrebbe, quando il desiderio di affermazione porta a non avere limiti. A  compiere continui gesti che mettono in pericolo se stessi o gli altri senza preoccuparsi delle conseguenze. Ad andare contro l’ordinario, il lecito e il consentito, non per senso critico ma per partito preso.

 

È questo il caso dei selfie pericolosi, dei giochi virtuali estremi e l’ultima sfida, che arriva dall’America: mangiare cose non commestibili come la plastica o altro, ovvero mangiare con l’involucro.

 

Cosa sono, per esempio i selfie estremi:

 

Sempre più adolescenti rischiano la vita per farsi fotografare in pose o posti pericolosi, mettendo in serio pericolo la propria esistenza.

 

Il sentimento di onnipotenza, la voglia di voler mostrare le proprie capacità e il desiderio di essere i più popolari tra i coetanei spingono giovani di tutto il mondo a rischiare la vita per uno stupido gioco. I set più gettonati per questa pratica insana sono le stazioni ferroviarie, le ringhiere dei balconi, le auto in corsa.

mangiare con l'involucro

 

L’ultima novità tra i giovani: Mangiare gli involucri dei cibi, ovvero mangiare con l’involucro consumando il cibo senza sbucciarlo\scartarlo.

 

Sembra  una bufala e invece è una moda, una oratica, una prova di coraggio che può fare molto male ai nostri ragazzi.

 

Il gioco è stato reso virale da uno studente al secondo anno della McClintock High School di Tempe, in Arizona, il suo nome è Liam Hamm, invece di mangiare delle comunissime carote ha deciso di consumare anche il loro involucro di plastica. Naturalmente nel mentre si è filmata e dopo aver pubblicato la “performance” sui social, ha così commentato:

 

Mangerete il pranzo con o senza il guscio?

 

In poco tempo la sfida di mangiare con l’involucro è diventata virale e quella che a primo acchito sembrava  solo l’ultima follia di un’adolescente annoiata rischia di diventare una vera e propria moda tra i giovani di tutto il mondo.

mangiare con l'involucro

Naturalmente non sono mancate tantissime critiche per questa giovane, che si è difesa sostenendo che il gioco era già in voga tra i suoi coetanei, i quali a loro volta già da tempo divoravano gusci e bucce, filmandosi in rete. Liam Hamm ha dichiarato di essere autore solo dell’ultima modifica di questo gioco, vale a dire di aver aggiunto il consumo di plastica. 

 

Comunque sia iniziata questa  assurda sfida, che dalla banana con la buccia ha portato i giovani a consumare il cibo ancora incartato, rischia di diventare dannosissima  per la salute dei nostri ragazzi,  perché la plastica crea all’organismo danni legati al suo smaltimento e addirittura in alcuni casi può avere conseguenze gravi sulla salute.

 

Ma come possiamo proteggere i nostri figli dal desiderio superiore di seguire la massa, di pareggiare con l’amico, di equipararsi agli altri senza un’analisi critica di ciò che fanno e sono gli altri?

mangiare con l'involucro

Magari avessimo la risposta, la ricetta per scacciare ogni male dalla vita dei nostri figli!

 

Possiamo provare a ribadire i concetti cardine di un rapporto sereno con i nostri figli, che resta un aspetto fondamentale per uno sviluppo corretto del loro equilibrio psicofisico.

 

Il dialogo con i nostri figli è il primo passo per non essere tagliati fuori dalla loro vita e dalle loro esperienze di crescita. Il dialogo costruttivo non si basa sul voler sapere a tutti costi cosa fanno e con chi lo fanno, piuttosto è un abitudine all’ascolto, che nasce da lontano, da quando da bambini gli raccontiamo le nostre giornate mentre loro ci raccontano cosa hanno fatto a scuola e teniamo conto delle loro piccole, grandi difficoltà di crescita.

 

È così che loro imparano a fidarsi di noi e a loro volta anche ad avere fiducia in loro stessi.

 

Un altro passo fondamentale può essere quello di abituarli fin da piccoli ad avere degli interessi personali e concreti per il mondo circostante, per la natura, per esempio, o anche avvicinarli ad uno sport, che possa servire a farli identificare in gruppo sano e disciplinato.

 

Ma la cosa più importante che sembra scontata, ma che in un mondo come il nostro, che vive una continua crisi di valori, non lo è affatto, è quello di cercare di insegnargli, con il nostro esempio costante, l’Amore per la Vita, un bene troppo prezioso, per farne uno stupido gioco.

 

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