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Noemi è viva per miracolo, ecco cos’ha fatto il proiettile nel suo corpo

Federica Federico

di Federica Federico

07 Maggio 2019

L’Italia non è in guerra eppure una bambina di 4 anni di nome Noemi è stata operata per “una ferita da guerra”, così l’ha definita il chirurgo che ne ha avuto cura presso l’Ospedale Santobono di Napoli.

Noemi sparatoria napoli

Noemi è la bimba ferita nell’agguato di camorra a Piazza Mercato, nel cuore della città partenopea

 

Il proiettile è entrato dalla spalla e ha attraversato i due polmoni, ha rotto una costola e sfiorato l’aorta. Il fatto che, al momento dell’arrivo in ospedale, la bambina fosse viva e persino vigile è stato considerato un fatto del tutto eccezionale.

 

Noemi è in condizioni ancora critiche, i medici hanno descritto il modo in cui il proiettile l’ha devastata dall’interno:

 

l’équipe del reparto di chirurgia pediatrica del Santobono ha incontrato Noemi su una lettiga del 118 subito dopo la sparatoria ,la bambina era stata assistita da un cameriere che l’aveva vista accasciarsi sul marciapiede, sembra che fosse solo caduta, non c’era sangue intorno al suo corpo.

 

Addirittura la mamma l’aveva portata in bagno e le aveva bagnato il viso, in apparenza era soltanto sotto choc. Ma le false apparenze sono crollate, proprio come un’illusione vulnerabile, quando la mamma ha sollevato gli abiti della bimba per controllare se si fosse fatta male e ha visto un piccolo foro sulla sua schiena. Immediata la corsa in ospedale.

 

Su quella barella, Noemi, impaurita e stanca, restava ancora cosciente pur manifestando il desiderio di addormentarsi.

 

Il Dottor Giovanni Gaglione, direttore del reparto di chirurgia pediatrica, ha immediatamente classificato il quadro clinico della bambina come drammatico.

 

Il proiettile aveva attraversato il torace da parte a parte. E ci siamo chiesti: ma come è possibile che la bambina è ancora viva?

bimba ferita a Napoli durante l'agguato di camorra

Sulla scorta di questo pronto allarme, Noemi è stata operata con urgenza

 

La pallottola che ha raggiunto la piccola le ha trapassato la scapola destra, spezzato una costola e una vertebra dorsale e perforato entrambi i polmoni sino a sfiorare l’aorta. Il sangue che non sgorgava fuori stava riempiendo il torace.

 

Si può dire, senza paura di sbagliare, che Noemi è viva per un millimetro, quello che ha distanziato il proiettile dall’aorta. Ma le sue condizioni sono ancora gravi, se non gravissime:

 

l’intervento, che pure si è concluso con successo, presentava dei rischi legati anche alle condizioni respiratorie e cardiocircolatorie di Noemi che i medici hanno definito precarie nel momento del suo arrivo in nosocomio.

 

Il pericolo maggiore che Noemi corre ora è quello infettivo: infatti, nel polmone lacerato sono stati raccolti frammenti del vestitino della bimba. I medici spiegano che questa penetrazione può rappresentare fonte di contaminazione.

 

Il pericolo di un’infezione è una delle ragioni per cui la prognosi non viene sciolta.

 

Noemi non ha emesso nessun grido e non ha pianto nemmeno mentre le lacerazioni interne stavano dando luogo ad un’emorragia che le stava riempiendo il torace. La prontezza dell’intervento è dipesa proprio da questa condizione interna al corpo della piccola. E la particolarità della ferita ha indotto i medici a dire senza remore che Noemi è clinicamente apparsa come una vittima di guerra.

 

L’evocazione della guerra deve farci riflettere, deve richiamare con forza il senso civico e il desiderio di legalità. Non possiamo rinunciare alla pace del nostro Paese e non possiamo ammettere che i nostri figli siano vittime di una guerra che lo Stato è tenuto a fermare.

 

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