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Jodie Williams sopravvissuta all’attentato di Manchester, rischia la vita per un cancro

Jodie Williams è una dei sopravvissuti all'attentato di Manchester. Sei mesi dopo la bomba, un'altra bomba è esplosa nella vita di questa sopravvissuta: il cancro.

Federica Federico

di Federica Federico

20 Maggio 2019

Spero che condividendo la mia storia, i giovani si renderanno conto che il cancro non distrugge una persona. Sono ancora la Jodie che ama essere divertente e raccontare barzellette.

 

Jodie Williams è una dei sopravvissuti all’attentato di Manchester: aveva 17 anni quando, la sera del 22 maggio 2017, al termine del concerto della cantante statunitense Ariana Grande, ha sentito un boato, visto il sangue, il fumo e la polvere travolgerla.

 

Durante l’attacco suicida alla Manchester Arena Jodie si trovava a pochi passi dal fuaiè, il concerto era finito e, proprio nell’area dell’esplosione (avvenuta nella zona della biglietteria), la ragazza doveva ricongiungersi con la cugina e attendere il padre.

Jodie Williams è una dei sopravvissuti all'attentato di Manchester

Jodie Williams è stata fortunata: se solo si fosse mossa dal suo posto 10 secondi prima l’esplosione l’avrebbe travolta in pieno, invece è uscita fisicamente indenne da quella tragedia.

 

Malgrado la prossimità con l’esplosione, malgrado la vista della morte altrui, malgrado l silenzio in cui si è chiusa nei momenti immediatamente successivi all’attentato, questa ragazza è tornata a vivere con la consapevolezza e la forza di non voler essere marchiata da una tragedia. E’ lei stessa a dire che non ha voluto e tutt’ora non vuole che l’attentato di Manchester la definisca come vittima del terrore e\o sopravvissuta ad esso, lei vuole rimanere Jodie.

 

E proprio come non volevo lasciare che l’attentato di Manchester mi definisse, ora non voglio essere definita dal cancro. Sì, può portare cose cattive, ma è solo una malattia. Sono ancora io.”

 

Jodie Williams è sopravvissuta all’attentato di Manchester ma, solo sei mesi dopo, è stata chiamata a combattere una battaglia più grande: quella contro il cancro.

 

Sono sopravvissuta all’attacco terroristico all’Arena di Manchester solo per avere il cancro 6 mesi dopo.

 

L’imminente anniversario dell’attentato kamikaze a Manchester non può non riportare alla mente i 22 morti e i 250 feriti di quella notte di terrore; ritorna in mente anche l’immagine di Ariana Grande in ospedale, quando si recò a fare visita ai feriti; allo stesso modo riemerge dalla memoria la rinascita del coraggio nel concerto di beneficenza (One Love Manchester) in onore delle vittime della strage e delle persone presenti nel giorno dell’attentato di Manchester (quest’ultimo concerto ebbe luogo il 4 giugno 2017).

Ariana Grande feriti Manchester

Jodie Williams, 19 anni oggi, sopravvissuta all’esplosione del 22 maggio 2017, rappresenta esattamente ciò che One Love Manchester ha voluto incarnare, ovvero la forza di ricostruire se stessi dopo la polvere e il sangue del terrore, ma la vita con lei è stata più che dura poiché, solo sei mesi dopo l’attentato, ha dovuto fare i conti con altro dolore: le è stata data la terribile notizia che aveva una rara forma di cancro.

 

Jodie è affetta dal sarcoma di Ewing: un raro cancro che colpisce ossa e tessuti molli. I sintomi includono: dolore e gonfiore nell’area interessata; dolore osseo, che può peggiorare durante la notte; possono, altresì, presentarsi febbre, perdita di peso involontaria o lacerazioni ossee senza causa nota.

 

Si stima che il sarcoma di Ewing in Inghilterra colpisca circa 40 adolescenti ogni anno.

 

Jodie Williams racconta del tumore con la stessa forza con cui racconta dell’attentato all’Arena:

 

Ero stata a molti concerti prima, ma questa era la prima volta che vedevo Ariana Grande, ed essendo una così grande fan, ero super eccitata.

 

Riuscì a ottenere solo un biglietto, ma anche mia cugina, Bethany, stava andando con la sua amica, così ci siamo incontrate prima di andare ai nostri posti in diverse parti dell’arena.

 

Ariana è stata fantastica, è stata una buona serata.

 

Alla fine del concerto mi sono diretta verso l’uscita per aspettare mio cugina.

Stavo per entrare nell’area della biglietteria quando improvvisamente ci fu una forte esplosione, fu come nient’altro che avessi mai sentito prima.

Ha scosso l’intero edificio.

 

Il fumo ha iniziato a venire dall’atrio e le persone stavano scappando urlando. Sapevo che era una specie di bomba.

Rimasi immobile per circa 10 secondi prima di provare a camminare lungo il muro per uscire.

Tutt’intorno ho visto così tante cose che nessuno dovrebbe mai vedere nella propria vita. Anche adesso non riesco a pensare a quel che ho visto.

Mi sentivo totalmente insensibile, ma al contempo andavo ala disperata ricerca di mia cugina. La cercai freneticamente lì fuori prima di individuarla, fortunatamente incolume, sono stati circa 45minuti ma i più dolorosi della mia vita.

Poi non abbiamo smesso di abbracciarci l’un l’altra.

 

Sin da subito Jodie rimase profondamente segnata da quello che aveva vissuto. Ora dopo ora veniva aggiornata la notizia dell’esito mortale della strage, e la ragazza ricorda ancora come il numero dei morti incominciò ad essere divulgato, ripensa a come crebbe accrescendo in lei un senso di devastazione.

Era tutto troppo per me […]

 

Mi sentivo ansiosa e traumatizzata da ciò che avevo visto, e non volevo andare in nessun luogo affollato né uscire da sola.

Se sentivo rumori forti, mi ritrovavo scossa e scoppiavo in lacrime.

Ho anche vissuto terrificati incubi notturni dopo i quali  mi svegliavo andando oltre gli eventi, chiedendomi cosa sarebbe successo se fossi entrata nell’atrio 10 secondi prima.

 

Eppure, nonostante tutto questo, Jodie Williams è andata avanti:

Sono stato determinata a non lasciare che la bomba mi definisse. Sono una persona felice e spensierata che ama far ridere la gente, così nell’ottobre 2017 sono andato a vedere John Bishop alla Nottingham Arena.

All’inizio ero nervoso, ma continuavo a ripetermi:

– Non lasciare che ciò che è accaduto rovini il tuo amore per le risate.

 

Proprio quando questa giovane stava ritrovando il suo sorriso e il suo equilibrio, il dolore del cancro è stata la sua seconda bomba.

 

Tuttavia, mentre riprendevo piano piano la mia vita, avevo iniziato a notare che avevo un sacco di dolore alle braccia, alle spalle e alla schiena.

Lavoravo part-time come ballerina perciò ero convinta che si trattasse di dolori muscolari, ma a novembre il dolore era così violento che a volte mi ci voleva un’ora per alzarmi dal letto e non riuscivo a stare seduta.

 

Prima le analisi del sangue, poi una serie infinita di accertamenti, infine le lacrime inconsolabili di sua madre: Jodie Williams ha un cancro.

 

(Dopo la diagnosi, ndr.) sono stata messa in un reparto con un sacco di gente, che mi ha totalmente spaventato a causa del mio terrore per la folla.

 

Mia madre, June, non mi ha mai lasciata sola, ha dormito sulla sedia accanto al mio letto. Lei era e lei è ancora la mia roccia totale.

Jodie Williams è una dei sopravvissuti all'attentato di Manchester

A maggio del 2017 l’attentato – a dicembre 2017 Jodie Williams ha iniziato la chemioterapia, 17 cicli fino a ottobre 2018.

 

Ha perduto i suoi lunghi capelli biondi: “una parte enorme di quello che ero”, dice lei stessa. June aggiunge:

Quando ho iniziato a vederli cadere sul pavimento, ho singhiozzato.

Ho scelto di non tagliarli, ma lasciali cadere naturalmente.

[…] Mi è stata regalata un’adorabile parrucca bionda che al momento è viola, cambio colore a seconda di come mi sento e di cosa sto facendo.

[…] Sono stata molto male, a volte non riesco a mangiare e mi sono sento esausta.

 

Ho sviluppato ulcere alla bocca, una mascella dolorante, visione sfocata e ho anche avuto infezioni tra cui un coagulo di sangue al polmone che avrebbe potuto uccidermi, ma grazie a una scansione regolare, l’hanno trovato in tempo.

Recentemente, ho avuto un’emorragia da naso che è durata per oltre 12 ore.

 

Alcuni giorni, non riesco a vestirmi e il dolore può essere così grande da rendere anche la pressione di una coperta veramente troppo per me.

Ma non ho perso il senso dell’umorismo per tutto questo, e la mia fantastica famiglia – i miei genitori, le mie sorelle, Lauren e Robyn, e il mio cane, Beau – mi hanno davvero aiutato a superare tutto.

 

Jodie Williams ci insegna che l’imprevedibilità della vita ci mette spesso a dura prova mostrandoci dolore e sofferenza, a questa ragazza sembra che la vita non abbia lasciato alcuna tregua. L’auspicio è che, come lei vuole, il cancro non la “determini” così come non ha lasciato che la marchiasse la bomba dell’Arena.

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