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Nadia Toffa non aveva paura della morte: le parole del suo fisioterapista

il fisioterapista della Iena guerriera racconta: Nadia Toffa non aveva paura della morte, era Lei stessa a consolare chi le stava accanto. Una combattente!

Redazione VitaDaMamma

di Redazione VitaDaMamma

19 Agosto 2019

La morte di Nadia Toffa ha lasciato dietro di sé una lunga scia di sconcerto, la Iena non aveva paura dell’incidere della fine, pensava alla solitudine della sua mamma ma non a se stessa, era Lei a confortare chi le viveva acanto.

 

nadia toffa non aveva paura della morte

Nadia Toffa non aveva paura della morte, lo rivela il suo fisioterapista.

Nadia non aveva paura della morte, alla fine era lei a confortare noi”, queste le parole di  Fabrizio Gardina, il fisioterapista che ha seguoto Nadia Toffa durante la malattia.

 

La lotta di Nadia resterà per sempre come esempio di tenacia e forza, il suo combattere sorridendo rappresenta un atteggiamento di vita che si è impresso nei cuori di tutti.

 

Nadia Toffa non aveva paura della morte, il suo sorriso e la sua positività hanno vinto da sempre.

 

È stato un onore starle vicino in un momento così difficile. Sembra incredibile, ma era lei che cercava di confortarci. È stata una guerriera in vita e lo è stata fino alla fine. Non ha mai mostrato nessun segno di cedimento in questa situazione. Anzi.

Era lei a confortarci, anche perché sapeva che la vita va oltre la vita. Sa cosa diceva? Probabilmente devo fare qualcos’altro da un’altra parte. Sapeva di aver fatto tutto quello che poteva, qua. E lo ha dimostrato con i fatti. Sono sicuro che sta già lottando da qualche altra parte, così come ha fatto su questa terra”.

 

Le parole di Gardina meritano di essere ricordate perché fanno da cornice al ritratto di una guerriera. L’ancoraggio al sorriso, la tenacia con cui si resta legati alla vita e la fierezza di una lotta che va oltre il dolore sono atteggiamenti emotivi oltremodo importanti per un malato oncologico.

 

Nadia Toffa ha lasciato un’eredità che solo il tempo potrà dimostrare, ma essa è idealmente fortissima:

 

nessuno deve mai mollare. Come diceva la stessa Nadia un paziente oncologico non è un malato, piuttosto è un guerriero.

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