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Sepsi batterica contratta in una piscina: mamma rischia la vita

Questa mamma ha combattuto e vinto contro un'aggressiva sepsi batterica contratta in una piscina idomassaggio domestica. La pelle del suo corpo rimarrà macchiata per sempre in memoria di una battaglia che fortunatamente non l'ha uccisa.

Federica Federico

di Federica Federico

27 Agosto 2019

“Ogni momento in cui sono viva e posso vedere mio figlio crescere è, oggi, più prezioso che mai, io non lo darò mai più per scontato”. Queste parole sono state pronunciate dalla mamma che ha rischiato di morire per una sepsi batterica contratta in una piscina gonfiabile.

 

Hayley Thomas, 46 anni, è sopravvissuta a una sepsi da batterio contratta attraverso l’acqua di una piscina idromassaggio casalinga. Nella piscina gonfiabile si era immerso anche suo figlio Justin John, 5 anni, se fosse rimasto lui preda del batterio l’epilogo della vicenda avrebbe potuto essere ben peggiore.

 

sepsi batterica contratta in una piscina

Mamma rischia la vita per una sepsi batterica contratta in una piscina.

I primi sintomi non lasciavano presagire tutto il dolore e tutta la paura che questa mamma si è vista costretta a vivere.

I fatti:

Hayley era stata invitata a casa di un’amica insieme a suo figlio, la giornata si sarebbe svolta in compagnia e tutti hanno vinto il caldo tuffandosi in una vasca idromassaggio domestica.

 

In particolare, la donna si era depilata poche ore prima di prendere il bagno, per farlo aveva usato un rasoio e accidentalmente si era tagliata su una gamba, un taglietto  quasi impercettibile,  un graffio a cui nemmeno aveva prestato particolare attenzione. Eppure, una volta in acqua, proprio quel graffio ha rappresentato la via d’accesso che il batterio ha usato per insinuarsi nel suo flusso sanguigno.

 

Già la mattina seguente al bagno nell’idromassaggio dell’amica, Hayley aveva la pelle infiammata, ma le eruzioni cutanee progredirono così velocemente da indurre la donna a recarsi in ospedale. Alla prima visita medica, i rash cutanei erano già rosso intenso e dolorosi. L’antibiotico che le fu somministrato non bastò a fermare la sepsi, ancora non diagnosticata.

In breve tempo il rossore si aprì in grandi piaghe cutanee, ancora più dolorose e persino trasudanti, in alcuni punti la carne sembrava scavata. I medici non avevano mai visto nulla di simile.

 

La diagnosi corretta ha preteso una biopsia e l’esame fu inequivocabilmente rivelatore: sepsi batterica contratta in una piscina domestica.

 

Il batterio è certamente stato contratto certamente nell’acqua della vasca idromassaggio e penetrato nel corpo attraverso quell’accidentale graffio da taglio. In sè l’erosione da rasoio non era più estesa di 2mm.

 

Questa mamma ha sopportato il dolore cocente sulla sua pelle mentre i tessuti letteralmente morivano. I medici hanno avuto bisogno di 21 giorni di cocktail antibiotici per fermare l’infezione, erano pronti ad intervenire chirurgicamente per l’asportazione delle porzioni di pelle escrescenti, fortunatamente il processo infettivo si è fermato a un passo dalla cancrena della cute.

Le immagini della nostra galleria sono state volutamente oscurate, si rimanda alla fonte per la visione in originale.

Sepsi batterica contratta in una piscina domestica: i medici assicurano che l’igiene dell’acqua e del corpo è essenziale per evitare i contagi.

 

Per evitare di contrarre qualsiasi infezione, è raccomandabile fare la doccia prima e dopo il bagno in piscina, altresì, bisognerebbe evitare di immergersi in piscine con ferite aperte e scoperte.

Per minimizzare il rischio di contagi, evitando sia di contrarre che di trasmettere infezioni, sarebbe sempre buona norma coprire le ferite con medicazioni resistenti all’acqua.

sepsi batterica contratta in una piscina

Dopo aver vinto contro la sepsi, Hayley ha promesso di non entrare mai più in una vasca idromassaggio; una donna sana e allenata come lei, non può immaginare che una simile disavventura possa dipendere da un solo bagno in piscina, eppure è andata esattamente così.

 

Il batterio che ha colpito questa mamma prolifera nell’acqua e trova terreno fertile a temperature comprese tra 25°C e 32°C, esattamente le temperature a cui vengono comunemente riscaldate le vasche idromassaggio allestite in casa.

 

La storia di questa donna deve far sì che l’allerta sull’igiene delle piscine resti sempre alta: una piscina domestica non è una vasca da bagno. Anche se ne avete una in cui fanno il bagno solo i familiari, le norme di sicurezza sull’igiene dell’acqua vanno rispettate come per le piscine pubbliche:

 

  • mai entrare senza avere effettuato la doccia;
  • mai saltare la doccia post bagno;
  • mai immergersi con ferite aperte esposte;
  • prima di entrare in piscina disinfettare i piedi passando attraverso una vaschetta con acqua e disinfettante;
  • preferire sempre l’uso della cuffia.

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