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Masua Tusa: bambino disabile ha un incidente all’asilo, volto sfigurato

Masua Tusa è un bambino di 4 anni con una disabilità conseguente a una paralisi cerebrale, ha difficoltà serissime nell'esposizione verbale e non cammina. A scuola succede qualcosa e, dopo le lezioni, la mamma lo trova col volto sfigurato.

Federica Federico

di Federica Federico

31 Ottobre 2019

Uno dei principali problemi della disabilità all’interno del contesto sociale è quello dell’adattamento della società al disabile e viceversa: né da un punto di vista strutturale e logistico, né da un punto di vista emotivo ed ideale le società moderne sono capaci di accogliere con naturalezza e immediatezza il “diverso”. Anche nella scuola la didattica speciale deve ancora progredire.

Spesso il diverso è male trattato (che non necessariamente vuol dire maltrattato in senso fisico): la storia di Masua Tusa, un bimbo neozelandese  di quattro anni costretto in sedia a rotelle da una paralisi cerebrale, è la testimonianza reale di quanto appena esposto.

 

Sua, come lo chiama sua madre, è stato male trattato due volte: nelle ferite del corpo, prima, e nell’assenza di una verità convincente, dopo, ovvero quando alla mamma non è stata data una versione dei fatti capace di giustificare le immagini di Masua Tusa che stanno impressionando e colpendo il mondo al cuore.

 

Masua Tusa

Masua Tusa, un bimbo neozelandese di quattro anni costretto in sedia a rotelle da una paralisi cerebrale. La mamma denuncia il modo atroce in cui lo ha trovato, dopo le lezioni, quando si è recata a scuola per riprenderlo.

 

Masua Tusa: la mamma va a riprendere il figlio disabile all’asilo e lo trova sfigurato in volto, secondo la versione della maestra “È caduto dalle scale” mentre era legato alla sua sedia a rotelle.

 

I fatti si sono svolti nella prima metà di ottobre in un asilo di Auckland, una grande città nel nord della Nuova Zelanda. Quando va a riprendere il suo bambino, Milly, la mamma di Masua Tusa, è solita alzare lo sguardo alla finestra dell’aula del figlio lui è sempre lì sorridente ad aspettarla. Quel mercoledì di ottobre, però, Sua non era dietro il vetro in attesa.

 

Quel giorno sono entrata a scuola e (Sua, ndr.) era seduto sulla sua sedia a rotelle rivolto verso il muro, di fronte alla sua insegnante. Questo era abbastanza insolito perché non l’avevo mai trovato seduto lì.”

 

L’insegnante accolse la mamma di Masua Tusa con una brutta notizia:

 

il bambino era precipitato dalle scale mentre era seduto sulla sua sedia a rotelle. A detta della maestra, la scuola aveva provato in vano a chiamare la mamma.

Sarebbero state quattro le telefonate senza risposta indirizzate alla mamma; all’ipotesi di tali chiamate, però, la signora Tusa oppone di non avere mai ricevuto telefonate dal numero dell’istituto.

 

Nella mia testa stavo pensando che doveva essere un piccolo graffio – racconta la mamma di Masua Tusa – o un bernoccolo e il modo in cui (la maestra, ndr) lo stava raccontando suonava proprio in quel modo.

 

Quando la mamma si avvicinò al figlio per sincerarsi delle sue condizioni, il volto di Masua Tusa le svelò una realtà completamente diversa da ciò che aveva immaginato. Suo figlio era orribilmente sfigurato.

 

Masua Tusa,

Masua Tusa, medicato dopo aver riportato ferite a scuola in un incidente su cui ora si indaga.

 

Le ferite riportate da Masua Tusa non erano state medicate, all’apparenza si presentavano come ustioni e lacerazioni da sfregamento graffi e tagli. Il volto era escoriato e arrossato, macchiato di sangue e la pelle si apriva a tratti sulla carne viva.

 

Secondo la signora Tusa la ricostruzione dei fatti, così come offerta dall’insegnante, non regge:

chi doveva avere cura di Masua sostiene di avere assistito alla caduta della sedia a rotelle dalle scale e di non averla potuta fermare pur essendo accanto al bambino; la stessa insegnante sostiene anche di avere posizionato la sedia dinanzi alle scale ma con i freni in blocco.

 

Masua Tusa non è in grado di riportare dettagli sull’incidente.

 

Gliel’ho chiesto un paio di volte dell’incidente – racconta la mamma – e tutto ciò che dice è : mamma, maestra cattiva.

[…] Quando ti fidi delle persone che si prendano cura di tuo figlio, in particolare di un bambino con disabilità, un bambino che non parla, essere tradita è straziante.

 

Il Ministero della Pubblica Istruzione e la polizia stanno indagando, gli accertamenti istituzionali hanno corso su due diversi piani operativi (all’interno della scuola come responsabilità di servizio e legalmente con le indagini volte ad appurare come Masua Tusa si sia procurato tali lesioni) .

 

Voglio conoscere l’intera storia, la storia che loro (l’asilo,ndr) mi stanno raccontando non torna. Per il bene di mio figlio, voglio la verità.”

Intanto il bambino manifesta difficoltà a tornare a scuola, il trauma subito non è ancora stato superato da quest’anima speciale.

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