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Neonato abbandonato in una scatola di cartone

Federica Federico

di Federica Federico

13 Gennaio 2020

Ha partorito all’inizio del nuovo anno, ma questa mamma, di cui non è dato sapere nulla, probabilmente non era pronta a diventare tale, forse non si trovava nelle condizioni giuste per mettere al mondo un figlio e forse il turbamento di un parto solitario e compiuto nel nascondimento l’ha scossa nel profondo, sta di fatto che ha abbandonato il neonato.

 

Neonato abbandonato in una scatola di cartone

Neonato abbandonato in una scatola di cartone. Fonte immagine di repertorio 123RF.com con licenza d’uso.

 

Neonato abbandonato in una scatola di cartone subito dopo il parto.

Era il 4 gennaio,  di sabato, Lei, la mamma senza nome che la polizia ha già rintracciato e dedotto in arresto, ha partorito da sola; poco dopo aver dato alla luce la sua creatura, una femmina in buona salute fisica all’atto della nascita, l’ha avvolta in una coperta e posta in una scatola di cartone.

 

Pe l’abbandono, ha scelto un luogo frequentato perché non voleva farle del male e men che meno rischiare la che potesse morire, questo almeno in teoria. Si è diretta lì, a una distanza di pochi chilometri da dove l’ha data alla luce, e l’ha lasciata sola.

 

Le intenzioni umane non sempre corrispondono agli accadimenti successivi: in questo caso, malgrado la mamma non volesse fare del male a sua figlia, il clima rigido ha comunque esposto la neonata a una condizione avversa che l’ha posta a rischio ipotermia, fortunatamente è stata rinvenuta presto, dedotta in ospedale e assistita. Le sue condizioni sono ora stazionarie, ma è ancora in cura.

 

Neonato abbandonato in una scatola di cartone, la mamma voleva che fosse trovato.

 

La “culla” della bimba è stata una scatola di cartone abbandonata all’interno di uno stabilimento per lo smaltimento dei rifiuti, la madre sapeva che quo luogo è comunemente frequentato e che la sua creatura sarebbe stata trovata in un breve lasso di tempo. Ciò non toglie però peso a un gesto importante, dolorose, estremo e serissimo.

 

L’abbandono è nel nostro immaginario figlio del disagio, del dolore e della povertà, spesso è figlio anche della paura. Questa volta la mamma, rea di aver lasciato la figlia senza cure, sola e incustodita, vive e ha partorito in Svizzera, A Därstetten vicino Berna, secondo la stampa locale è ella stessa cittadina svizzera.

 

La neonata è stata trovata alle 7.05 del mattino del 4 gennaio, quando la luce del giorno era ancora timida; è nata ed è stata abbandonata  in una mattinata di inizio anno, quando le feste natalizie sembravano ancora vive e gli auspici per l’anno nuovo pervadevano tutti. Ebbene questo fagotto appena venuto al mondo, solo in un cartone e infreddolito dimostra, però, che la paura e il dolore non vanno mai in vacanza.

 

La mamma su una cosa non si era sbagliata: il luogo dell’abbandono è frequentato, infatti  a dare l’allarme è stato una cittadino che si era recato nel sito  per gettare la spazzatura.

 

Neonato abbandonato in una scatola di cartone, impossibile non ritrovarlo: la scatola era stata sistemata su di un tavolo da lavoro nel locale di libero accesso del sito di stoccaggio dell’immondizia. Il sabato lì è il giorno del vetro e i cittadini vanno sin dal primo mattino a depositarlo.

 

Quel locale viene utilizzato da tutti per lo smaltimento dei rifiuti riciclabili e del vetro. Forse chi l’ha lasciata lì sapeva che sarebbe stata trovata perché sabato è il giorno del riciclaggio“, questo vuol dire che lì di sabato c’è molto traffico di persone sin dal mattino, questa la spiegazione data dal sindaco di Därstetten, Thomas Knutti. Klaus Küng.

 

I segni del parto appena avvenuto erano di evidenza, la neonata era ancora sporca, chi l’ha trovata le ha pulito il viso mentre i soccorsi raggiungevano il sito.

 

Aveva il naso e la bocca insanguinati, abbiamo provato ad aiutarla, le abbiamo pulito il viso e poi abbiamo sentito la sirena dell’ambulanza“, così i primi soccorritori raccontano del rinvenimento della piccola.

 

La mamma ha confermato alla polizia il suo intento di far ritrovare la bimba il prima possibile, tuttavia non è tautologico ribadire che la rigidità del clima l’ha comunque esposta a un grave rischio, ovvero l’ ipotermia. 

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