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Policlinico Napoli: mamma scongiura il rischio di morire insieme al feto

37 anni, incinta della sua quarta creatura, indirizzata a una visita cardiologica scopre una massa al cuore: operata al Policlinico Federico II di Napoli. Mamma e bambina stanno bene.

Federica Federico

di Federica Federico

04 Febbraio 2020

Una mamma 37enne, incinta della sua quarta creatura, ha scongiurato il rischio di morire insieme al feto che porta in grembo grazie a un intervento d’urgenza, delicatissimo e complesso reso possibile dalla cooperazione di più equipe mediche del Policlinico federiciano di Napoli.

 

Le “squadre mediche sono scese in campo” sinergicamente salvando la vita di mamma e bebè e garantendo il proseguimento della gravidanza.

 

 ha corso il rischio di morire insieme al feto

37 anni, incinta della sua quarta creatura, indirizzata a una visita cardiologica scopre una massa al cuore: ha corso il rischio di morire insieme al feto
Fonte immagine 123RF.com con licenza d’uso.

Mamma incinta ha corso il rischio di morire insieme al feto: la donna poteva essere colpita da infarto compromettendo la gravidanza e la sua stessa vita. I medici hanno messo a segno una vittoria senza pari.

 

Quando tutto ha avuto inizio, la mamma aveva chiesto una visita di controllo presso il Centro per le Gravidanze a Rischio del Policlinico Federico II.

Era stata indirizzata all’Unità Operativa Complessa di Cardiologia Emodinamica, UTIC. Il sospetto era quello di una “possibile infezione virale” mentre la donna si trovava al quarto mese di gravidanza.

 

Il quadro clinico che si prospettava ai medici risultava complessivamente molto preoccupante: ulteriori accertamenti evidenziavano la presenza una massa intracardiaca.

 

 ha corso il rischio di morire insieme al feto

Massa intracardiaca, la mamma ha corso il rischio di morire insieme al feto.
Fonte immagine 123RF.com

 

Una massa intracardiaca minacciava la vita della mamma che ha corso il rischio di morire insieme al feto che porta in grembo.

 

No all’aborto“, questo il presupposto su cui gli specialisti hanno dovuto impiantare l’approccio medico-chirurgico a questo caso:

la donna, già mamma di tre figli, aveva subito due precedenti aborti e sin da subito ha dimostrato di non volere in nessun modo rinunciare alla sua creatura.

 

La risonanza magnetica riduceva il campo delle possibilità a due ipotesi comunque preoccupanti:

c’era la possibilità che la massa corrispondesse a un tumore cardiaco oppure a un significativo trombo intraventricolare. In ogni caso la situazione portava con sè il grave rischio di infarto e di embolia.

In un primo momento i medici hanno tentato un approccio farmacologico, ma non ha funzionato lasciando come unica prospettiva quella chirurgica.

 

Dovevamo operare la madre – spiegano i medici – facendo sopravvivere la bimba nonostante la privazione della normale circolazione sanguigna fornita dal battito cardiaco della mamma“, questo ha significato stabilire una circolazione extra-corporea.

Oltre a ciò, si è reso necessario l’utilizzo di farmaci non dannosi per il feto che conservassero comunque una sufficiente efficacia per la mamma.

 

Senza considerare che è stato necessario minimizzare l’incisione per ridurre al minimo l’esposizione della gestante ad infezioni e sintetizzare al massimo i tempi operatori per riportare il corpo della mamma alla normalità il prima possibile , laddove dalla sua “normalità” dipendeva fisiologicamente la stabilità della gravidanza in fieri.

 

I mddici spiegano che minimizzare l’incisione è servito per ridurre l’esposizione del feto agli stress chimici, fisici e traumatici, esattamente come controllare al secondo i tempi operatori.

 

In sala operatoria anche ginecologi e ostetrici con infermieri specializzati e una strumentazione chirurgica ad hoc, nella fase preparatoria dell’operazione i medici hanno pianificato anche la peggiore delle eventualità ,ovvero il sopraggiungere di  condizioni tali da determinare un’aborto o un’emorragia uterina.

 

La massa si è rivelata una formazione trombocita che è stata rimossa  lasciando il cuore in condizione di funzionare regolarmente.

La bimba, figlia anche di un “miracolo della medicina”, nascerà con l’arrivo della primavera, a quanto trapela da indiscrezioni della stampa, non a caso la mamma avrebbe scelto di chiamarla Vittoria.

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