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4 bambini morti investiti da un automobilista ubriaco

4 bambini morti investiti da un automobilista ubriaco: tre fratelli e un cugino. La mamma chiede giustizia legale. Il 29enne alla guida è stato arrestato.

Federica Federico

di Federica Federico

06 Febbraio 2020

Tre fratelli e un cuginetto sono morti investiti da un automobilista ubriaco, le quattro giovanissime vite che ora non esistono più camminavano lungo una via tranquilla in un sereno quartiere residenziale e stavano spensieratamente andando a prendere un gelato. Una passeggiata e un gelato quelle cose che i ragazzetti fanno senza che nei genitori si destino grosse preoccupazioni.

 

Del resto come immaginare che un uomo ubriaco possa investire un intero gruppo di bambini e ragazzi togliendo a questo mondo quattro vite, strappando a una madre tre figli insieme e contemporaneamente anche una nipote, lasciando una così grande scia di dubbi e letteralmente distruggendo due famiglie.

 

I nomi dei ragazzini morti investiti da un automobilista ubriaco e le loro giovani età devono valere come monito: devono trasformarsi nella necessità di essere più e più severi contro chi siede alla guida ubriaco o in uno stato di coscienza alterato.

 

morti investiti da un automobilista ubriaco

 

Chi erano i bambini morti investiti da un automobilista ubriaco?

 

Antony Abdallah, 13 anni, e le sue sorelle Angelina Abdallah, 12 anni e Siena Abdallah,  9anni, la loro cugina Veronique Sakr, 11 anni, sono questi i nomi delle quattro vittime del fatale incidente stradale di Sydnay che  sabato sera ha sporcato di sangue la strada di Oatlands.

 

L’autista responsabile del violento impatto contro il gruppo di ragazzi ha 29 anni, le immagini dei giornali online lo immortalano smarrito, a torso nudo e ammanettato, è questo il suo aspetto quando le autorità lo hanno intercettato ancora seduto sul sedile di guida della vettura assassina.

 

 

L’uomo è accusato di più reati collegati all’incidente, tra cui omicidio colposo e guida in stato di ebrezza. Non viene da una famiglia sbandata, nè da una condizione di disagio,  tutt’altro; i suoi genitori sono distrutti per l’accaduto e piangono la perdita dei ragazzi non riuscendo in alcun modo a farsene una ragione. Eppure l’atto di aver bevuto prima di mettetesi alla guida ha fatto di questi giovane un assassino.

 

I genitori del responsabile del sinistri non sono insensibili al dolore della perdita di un figlio, 10 anni fa, in modo diverso, sono stati colpiti dalla disgrazia di perderne uno. Ora stanno amaramente assistendo a una tragedia in cui quattro ragazzini sono morti e un altro dei loro figli è responsabile di così tanto dolore.

 

morti investiti da un automobilista ubriaco

La mamma dei tre fratelli morti investiti da un automobilista ubriaco chiede che sia fatta giustizia.

 

Indipendentemente dall’odio, che la mamma dichiara essere un sentimento estraneo al suo cuore, la donna chiede giustizia legale e terrena. Intanto, sulla scia di questa tragedia, si riapre il dibattito sulla guida in stato di ebrezza e c’è chi chiede il limite zero al consumo di alcol prima di guidare qualsivoglia veicolo a motore su strada.

Abbattere i limiti all’uso di alcol e portarli al cosiddetto punto zero potrebbe essere una soluzione. Questo è innegabile.

 

Ma un irrigidimento, anche internazionale, della lettera della legge non dovrebbe minimizzare il più grande problema dell’importanza delle pene (questione molto sentita anche nel nostro paese).

 

 

 

L’omicidio stradale va riconosciuto come reato nella sua essenza, ne va riconosciuta la possibilità di prevederlo laddove l’autista sia in stato di ebrezza:

la previsione soggettiva dovrebbe, a rigor di logica , partire prima dell’atto di bere.

Del resto è di logica evidenza che chi beve sa già che nel momento in cui lo fa mette in pericolo le sue capacità attentive e di riflesso alla giuda. Pertanto sa anche che in ragione di una ridotta risposta alla guida può, almeno potenzialmente, cagionare dei sinistri. Le pene, dato non secondario, devono essere certe e severe.

 

Morti investiti da un automobilista ubriaco: i fatti.

 

Si presume che Davidson non abbia rispettato il semaforo rosso e si sia riversato sul lato sbagliato della strada scontrandosi con i bambini.

 

morti investiti da un automobilista ubriaco

 

Il gruppo era composto complessivamente di sette bambini, Daniel Abdallah, il papà di tre bambini uccisi nell’incidente, ha parlato pubblicamente del suo dolore: “Ho una moglie Leila e sei bellissimi bambini con cui siamo stati benedetti. Ieri ho perso tre dei miei figli. Mia cugina, Bridget, ha perso anche lei sua figlia. Non so cosa dire. Sono insensibile, probabilmente è così che mi sento in questo momento. Tutto quello che voglio solo dire è: per favore, conducenti, state attenti. Questi ragazzi stavano camminando innocentemente, godendosi la reciproca compagnia, e questa mattina mi sono svegliato con la morte nel cuore perché ho perso tre bambini “.

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