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Coronavirus e droplet: la regola del metro di distanza

Perché è così importante mantenere la distanza di almeno un durante l’emergenza Covid-19? Un video spiega quello che c’è da sapere su coronavirus e droplet.

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

31 Marzo 2020

Gli esperti che contribuiscono a stilare l’elenco delle norme e dei presidi di sicurezza da seguire nel corso della pandemia Covid-19 sono concordi nel dire che è assolutamente necessario rispettare la misura di distanziamento sociale dalle altre persone, in poche parole deve esserci almeno 1 metro di distanza tra un individuo ed un altro.

Ma perché questa regola è fondamentale? La differenza sta nella correlazione tra il nuovo coronavirus e droplet e l’effetto di quest’ultimo che alcuni ricercatori hanno spiegato attraverso un video.

 

Coronavirus e droplet: la regola del metro di distanza

Coronavirus e droplet: la regola del metro di distanza – Fonte immagini 123rf.com con licenza d’uso

 

Coronavirus e droplet: la regola del metro di distanza.

 

Con la parola inglese droplet – letteralmente tradotto “gocciolina” – si indicano proprio le goccioline di saliva che una persona disperde nell’aria nel momento in cui starnutisce, tossisce o semplicemente parla.

 

Secondo quanto riportato sul sito del Ministero della salute, nella sezione FAQ, il droplet è al momento considerato la via primaria di trasmissione del nuovo Coronavirus (nome scientifico SARS-CoV-2): una persona non positiva al virus può infatti contrarlo se entra in contatto diretto con una persona infetta, nello specifico i soggetti dovrebbero trovarsi faccia a faccia o quanto meno vicini in uno stesso ambiente chiuso per un tempo superiore a 15 minuti.

 

Per rafforzare e chiarire l’idea di correlazione tra coronavirus e droplet, un gruppo di ricercatori della Bauhaus-Universität Weimar – un’università tedesca situata a Weimar, in Turingia – ha realizzato un cortometraggio che mostra la quantità di aria che un soggetto può diffondere nell’aria respirando o tossendo, con e senza protezione.

 

Coronavirus e droplet: lo studio tedesco (video).

 

Grazie ad una tecnica conosciuta come “fotografia Schlieren” – chiamata anche strioscopiana questa tecnica permette di osservare l’aria attraverso l’uso di uno specchio concavo o parabolico – gli studiosi della cattedra di scienze delle costruzioni hanno reso visibile ciò che fino a quel momento non poteva essere percepito dall’occhio umano: le piccole correnti d’aria presenti all’interno di una stanza.

In questo specifico caso, viene mostrata l’aria emessa (e con essa il succitato droplet) da un singolo soggetto, un video che chiarisce l’importanza della regola di distanziamento sociale, l’utilità di starnutire o tossire nell’incavo del proprio braccio e la non completa protezione delle mascherine.

“Diventa chiara la quantità di aria respirata che si diffonde nella stanza quando si tossisce senza proteggere la bocca – spiega il professor Conrad Völker, capo della cattedra di fisica delle costruzioni – Per questo motivo, l’esperimento mostra che la bocca deve essere coperta quando si tossisce”.

Secondo il professore la miglior protezione è rappresentata dall’incavo del braccio, che contribuisce anche a mantenere le mani pulite, possibile veicolo del virus, mentre l’uso delle mascherine evidenzia sì un miglioramento ma non totale.

 

Coronavirus e droplet: la regola del metro di distanza

Coronavirus e droplet: la regola del metro di distanza – Fonte video Bauhaus-Universität Weimar

 

Ma analizziamo meglio il video per comprendere appieno la correlazione tra coronavirus e droplet.

Il primo fotogramma mostra lo spostamento d’aria durante la normale respirazione, il secondo quello dovuto ad un colpo di tosse (molto più forte e veloce) ed il terzo il flusso d’aria di un colpo di tosse bloccato dalla mano.

Successivamente (quarto fotogramma) vediamo come il getto d’aria del colpo di tosse viene completamente bloccato se ad ostacolarlo è l’incavo del gomito mentre nel quinto e sesto fotogramma si evince che le mascherine, prima quella antipolvere e poi quella chirurgica, blocchino il flusso d’aria del colpo di tosse solo in parte, diffondendo una quantità, anche se minima, di droplet.

 

Abstand halten! – Wie sich Atemluft beim Husten verbreitet. Ein Experiment der Professur Bauphysik. from Bauhaus-Universität Weimar on Vimeo.

 

 

Questo esperimento ci fa comprendere quanto sia importante mantenere la distanza imposta di almeno 1 metro e di come sia importante tossire o starnutire nell’incavo del braccio, azione che impedisce di contaminare le mani, rendendole veicolo di agenti patogeni, e di diffondere il virus nell’aria.

 

Fonte: Ministero della saluteuni weimar

 

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