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Come disinfettare le mascherine monouso e lavabili

Come disinfettare le mascherine, metodi. Attenti: disinfezione non idonea in circostanze di alto rischi di contagio e pericoli di contaminazione incrociata.

Carla Gozzer

di Carla Gozzer

01 Giugno 2020

Indossare la mascherina è diventato obbligatorio per poter svolgere molte attività quotidiane. Ma è possibile indossare nuovamente una protezione definita monouso? È possibile disinfettarla, sanificarla o rigenerarla? Quale metodo è più efficace e meno dannoso per la nostra mascherina? Vitadamamma ha approfondito l’argomento “come disinfettare le mascherine” studiando alcuni documenti ufficiali.

 

come disinfettare le mascherine

Come disinfettare le mascherine. Fonte immagine 123RF.com con licenza d’uso.

Le mascherine sono monouso – come disinfettare le mascherine, è possibile in questo caso?

 

Le mascherine chirurgiche e i dispositivi di protezione individuale nascono come monouso. Questo vuol dire che in fase di progettazione, realizzazione e fabbricazione non è stata considerata l’ipotesi che possano essere riutilizzate e quindi non sono stati valutati tutti quegli aspetti necessari per un’eventuale sanificazione, rigenerazione e riutilizzo.

Ma trovare il modo per disinfettare anche le mascherine monouso potrebbe essere una strategia per superare una situazione di emergenza e di carenza quale può essere una pandemia.

 

A questo proposito un buon metodo di decontaminazione deve poter assicurare:

1) che le prestazioni di filtrazione non vengano compromesse;

2) che la mascherina non subisca modifiche delle sue caratteristiche strutturali;

3) che resti un dispositivo sicuro per chi lo indossa.

 

Come disinfettare le mascherine: metodi di decontaminazione

Come disinfettare le mascherine: metodi di decontaminazione. Fonte immagine 123RF.com con licenza d’uso.

Come disinfettare le mascherine: metodi di decontaminazione

 

La decontaminazione e il successivo riutilizzo delle mascherine monouso devono essere praticati solo in caso di forte carenza delle stesse, perchè non esistono metodi autorizzati dal produttore per la loro decontaminazione e riutilizzo. Solo i produttori possono dare linee guida da applicare sui propri modelli. E solo in assenza di queste, altri possono fornire procedure o indicazioni su come decontaminare le mascherine senza diminuirne le prestazioni.

 

Un metodo di decontaminazione efficace deve ridurre il carico patogeno, mantenere la funzione e non presentare alcun rischio chimico residuo; non deve causare una minore aderenza, ridurre l’efficienza di filtrazione e di traspirabilità, per cui non può compromettere il materiale filtrante, gli elastici e il ponte nasale. Per diventare “ufficiale” un metodo di decontaminazione deve essere comunque approvato da chi ha prodotto la mascherina.

 

Come disinfettare le mascherine attraverso l’inattivazione temporale.

 

Sapendo che il virus Sars-CoV-2 rimane sulle superfici fino a un massimo di 72 ore, una strategia suggerita dal CDC (Centrers of Disease, Control and Prevenion) è quella di indossare a rotazione un certo numero di mascherine: si indossa una mascherina, quando si toglie si inserisce in una busta traspirante per almeno cinque giorni. In questo periodo la carica virale si abbatte ed è possibile riutilizzare in sicurezza il dispositivo a patto che sia integro in tutte le sue parti, non siano presenti macchie, strappi e che elastici e forma siano perfetti per garantire sicurezza ed aderenza.

Questo metodo comporta che ognuno dovrebbe avere minimo 5 mascherine a testa utilizzandone una al giorno.

 

Il Professor Fabrizio Pregliasco, virologo presso il Dipartimento di Scienze biomediche per la salute dell’Università degli Studi di Milano, Vice Presidente Nazionale dell’A.N.P.A.S. (Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze) e Direttore Sanitario della Casa di Cura Ambrosiana SRL di Cesano Boscone in un’intervista suggerisce che si possono riutilizzare le mascherine se tenute all’aria aperta per almeno 12 ore, oppure trattate con il calore di phon o una soluzione alcolica. Ma possono essere usate esclusivamente se il rischio di contagio è limitato, cioè per le faccende quotidiane come uscire per fare la spesa, andare in farmacia o al supermercato. Mentre non si può utilizzare una mascherina già usata in campo professionale o quando si è a contatto con persone malate. Prima di utilizzarla però è necessario verificare che non ci siano danni, che non siano rovinate o infeltrite.

 

Come disinfettare le mascherine: metodi di decontaminazione

Come disinfettare le mascherine, soluzioni alcoliche 70%.
Fonte immagine 123RF.com con licenza d’uso.

Come disinfettare le mascherine con l’alcol.

 

Lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare (S.C.F.M.) di Firenze ha pubblicato una guida su come disinfettare correttamente una mascherina chirurgica che è diventato in breve tempo virale.

Prima di capire come decontaminare le mascherine è importante però sottolineare che lo stabilimento stesso ha specificato la sua posizione con il messaggio seguente.

In merito ad un documento di lavoro diffuso nella rete redatto da questo stabilimento, si precisa che trattasi di una procedura ad uso interno, non ancora approvata, avente unicamente lo scopo, nell’impossibilita’ di reperire un numero sufficiente di mascherine di ricambio, di tentare di “bonificare” le mascherine gia’ usate in contesti non a rischio.
Si ricorda infatti che le mascherine sono materiali dichiarati dal produttore “monouso”.
si è in attesa dell’avvio di prove tecniche specifiche per valutare l’applicabilità e le eventuali limitazioni nei casi di emergenza come quello attuale. questo stabilimento avra’ cura comunicare immediatamente eventuali novita’ in merito.

 

Nel documento in pdf si sottolinea infatti che questa procedura “deve essere limitato a quei casi nei quali è stato valutato basso il rischio ed applicabile il reimpiego”, ma è  “sconsigliato per tutto il personale che si trova ad operare con persone infette (o in ambienti ad alto rischio di contagio) in quanto non vi sono, al momento, dati sufficienti per poterne convalidare l’efficacia”. Dunque il riutilizzo (previa disinfezione) può essere effettuato esclusivamente nelle attività quotidiane. Non è assolutamente consigliato in ambito professionale o quando si è in contatto con persone probabilmente malate.

 

Questa procedura può essere ripetuta al massimo tre volte se la mascherina non si è rovinata prima. Si deve utilizzare “una soluzione idroalcolica al 70% (Alcool a 70°) in erogatore spray ecologico o altro dispenser idoneo a permettere una spruzzatura della soluzione” ed è necessario seguire scrupolosamente tutti i punti descritti nel documento e a seguito riportati.

1. Effettuare un accurato lavaggio delle mani seguendo lo schema indicato qui (foto nel pdf e link all’articolo/video su vdm)

2. Togliere la mascherina indossata sul viso utilizzando gli elastici ed evitare di toccarla nella sua parte interna.

3. Lavarsi nuovamente le mani seguendo le istruzioni del punto 1,indossare un nuovo paio di guanti monouso o in alternativa sanitizzare le mani con una soluzione idroalcolica al 75-85% o altro disinfettante idoneo.

4. Adagiare la mascherina su una superficie precedentemente pulita/sanitizzata con acqua e sapone o soluzione idroalcolica al 75-85% o altro disinfettante idoneo, con la parte esterna verso l’alto.

5. Spruzzare uniformemente la soluzione idroalcoolica al 70% su tutta la superficie compreso gli elastici ma senza eccedere nella bagnatura; E’ sufficiente che sia spruzzato uno strato uniforme sull’intera superficie.

6. Girare la mascherina e ripetere l’operazione.

7. Lasciare agire la soluzione fino a completa evaporazione in un luogo protetto (almeno 30 minuti, il tempo di asciugatura può variare in funzione delle condizioni ambientali.

8. Dopo l’asciugatura, trascorso il tempo suddetto, la mascherina è sanitizzata, evitare pertanto di contaminarla, soprattutto nella parte interna. In caso di persistenza di odore di alcool si consiglia di lasciare ulteriormente asciugare su di una superficie pulita e sanitizzata, altrimenti riporre la mascherina in una busta di plastica fino al nuovo uso.

 

COME DISINFETTARE LE MASCHERINE – AVVERTENZE

1. Non riporre la mascherina sanitizzata all’interno o sopra superfici non sanitizzate senza la protezione della busta di plastica.

2. Non utilizzare la mascherina ricondizionata in caso di evidenti alterazioni.

3. L’interno della mascherina non deve essere toccato per nessun motivo in quanto si potrebbe correre il rischio di contaminazione che favorirebbe il contagio.

 

Come disinfettare le mascherine: metodi di decontaminazione

Come disinfettare le mascherine monouso. Fonte immagine 123RF.com con licenza d’uso.

 

Come disinfettare le mascherine: i metodi più efficaci secondo il CDC e quelli meno

 

Secondo il  Centrers of Disease, Control and Prevenion sono tre i metodi più efficaci per disinfettare le mascherine: il perossido di idrogeno vaporoso, l’irradiazione con raggi ultravioletti (UV) e il calore umido. Sono metodi che garantiscono integrità e decontaminazione per diversi cicli, ma che hanno poco riscontro nella pratica casalinga.

Quello più avvicinabile potrebbe essere il metodo del calore umido, cioè riprodurre una temperatura di 60°C e un’umidità dell’80% in cui tenere la mascherina per 15-30 minuti. Con questo metodo la mascherina si degrada in maniera minima, quindi si potrebbero fare alcuni cicli di decontaminazione, ma servirebbe comunque un forno dedicato solo a questo per evitare contaminazioni incrociate cibo-mascherina e viceversa. Con il calore inoltre è più facile rovinare gli elastici e la mascherina compromettendone l’aderenza.

 

Tra i metodi che hanno portato ad un sostanziale degrado sono elencati l’uso di microonde, insieme al calore secco a 160°C, alla sterilizzazione in autoclave e al lavaggio con acqua e sapone. Anche usare il microonde presenta dei limiti: le microonde non sono tutte uguali e possono determinare quindi risultati diversi che non stati esaminati negli studi eseguiti, mentre le componenti metalliche possono causare scintille all’interno del forno a microonde pregiudicando l’integrità della mascherina e la sicurezza delle persone.

Le mascherine trattate con questi metodi non superano gli standard imposti per legge e perdono la giusta capacità filtrante.

 

È importante ricordare che l’utilizzo della candeggina per disinfettare le mascherine è assolutamente sconsigliato a causa dei residui di cloro che richiederebbero metodi chimici per essere neutralizzati.

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