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Covid-19: mini focolaio nel reparto di Oncologia del Niguarda

Il Coronavirus non è morto, lo dimostra il mini focolaio nel reparto di Oncologia del Niguarda: il Covid-19 si è diffuso a partire dai giovani specializzandi

Redazione VitaDaMamma

di Redazione VitaDaMamma

09 Giugno 2020

In data odierna, l’Ospedale Niguarda ha precisato che non esistono evidenze per affermare che il mini focolaio nel reparto di Oncologia sia partito dagli specializzandi. Vitadamamma precisa così la notizia data in questo scritto invitandovi a leggere tutte le info dettagliate QUI.


 

Il Coronavirus esiste ancora, credere a chi lo dà per sparito, finito o morto rappresenta un grandissimo errore. E’ di oggi la notizia di un mini focolaio nel reparto di Oncologia del Niguarda: la situazione è già sotto controllo, ma questo deve essere un monito.

 

mini focolaio nel reparto di Oncologia del Niguarda

Mini focolaio nel reparto di Oncologia del Niguarda. Fonte immagine 123RF.com con licenza d’uso.

Il Corinavirus esiste ancora: secondo una parte della stampa si  sarebbe diffuso tra gli specializzandi, giovani studenti in medicina dando vita a un mini focolaio nel reparto di Oncologia del Niguarda. L’ospedale ha chiarito che non esistone evidenze per ricondurre il focolai ai più giovani camici bianchi.

 

E’ già partita la bonifica del reparto di Oncologia. Deve restare un caso isolato che è già sotto controllo.

Il contagio nel reparto del Niguarda è certamente recente, questa certezza è resa inconfutabile dai test sierologici eseguiti da pochissimo su tutto il personale e che avevano dato esiti negativi scongiurando la presenza attiva del virus tra i camici bianchi.

 

Tutti i pazienti saranno spostati dal reparto per sanificarlo. Il mini focolai nel reparto di Oncologia del Niguarda non costituisce un problema epidemiologico, ma “Serva da monito“.

 

Questo nuovo focolaio di Covid-19 deve suggerire a tutti che la fase due è una fase di convivenza col virus da non sottovalutare.

 

Posto che la situazione è completamente sotto controllo, gestita con isolamenti, quarantene e mobilità dei pazienti sani per bonificare il reparto, va data ragione a ciò che sostengono alcuni medici; con riguardo alla situazione, interpellati dal Corriere.it i sanitari hanno dichiarato che: “Va oltre la situazione specifica dell’ospedale, che sta prendendo tutte le contromisure necessarie, deve essere invece un monito molto più ampio per tutta la città, perché dimostra che la malattia non è affatto sparita, che la trasmissione si può ancora innescare in tempi rapidi e che quindi non bisogna allentare l’attenzione. Un monito importante anche per i ragazzi, che probabilmente stanno vivendo le prime settimane della Fase 2 con troppa leggerezza“.

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