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Kiss me Licia: 6 curiosità che non conoscevi

Conoscete davvero tutto su Kiss me Licia, il cartone animato cult degli anni 80? Ecco alcune curiosità sul manga e sull'anime di cui non eravate a conoscenza

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

08 Settembre 2020

“Un giorno di pioggia Andrea e Giuliano incontrano Licia per caso. Poi Mirko finita la pioggia incontra e si scontra con Licia e così…”.

 

Quanti ricordi evoca questa canzone… Kiss me Licia è stato uno dei cartoni animati più visti negli anni ’80, un successo che ha portato alla realizzazione di ben 4 serie televisive.

 

Ma siete davvero sicuri di conoscere tutto su questo anime?

 

 

In questo articolo Vita da Mamma vi svela 6 curiosità che forse non sapevate su Kiss me Licia.

Kiss me Licia: 6 curiosità che non conoscevi

 

Kiss me Licia: il cartone animato cult degli anni ’80.

 

Nato in Giappone come shojo manga – così classificati i fumetti e gli anime dedicati principalmente ad un pubblico femminile Love Me Knight/Kiss Me Licia (titolo originale Ai shite naito o Aishite Knight) fu pubblicato dal 1982 al 1984 mentre in Italia fece la sua comparsa dal 2002 al 2003 edito da Star Comics.

Il cartone animato, 42 episodi totali, venne proposto poco più tardi l’uscita del fumetto, la prima puntata fu infatti trasmessa in oriente il 1° marzo del 1983 e nel nostro paese il 10 settembre del 1985.

 

Kiss me Licia racconta le vicende amorose di Luciana, da tutti chiamata Licia (nome originale Yaeko Mitamura, detta Yakko), una giovane studentessa che lavora al Mambo, un piccolo ristorante locale specializzato in okonomiyaki gestito da suo padre Anacleto Marrabbio (Shigemaro Mitamura in originale).

Proprio come racconta la sigla italiana cantata da Cristina D’Avena, durante un giorno di pioggia la ragazza incontra Andrea (Hashizo Kato) e il suo gattone Giuliano e ne diventa amica. Poco dopo farà la conoscenza del fratello del bambino, Mirko (Go Kato), cantante del gruppo rock i Bee Hive e migliore amico di Satomi (Satomi Okawa), tastierista della band, un ragazzo dalla lunga chioma viola del quale Licia è innamorata. Nascerà un vero e proprio triangolo amoroso che porterà non poco scompiglio nelle loro vite.

 

Kiss me Licia: 6 curiosità che non sapevi sul cartone animato.

 

1 – La sigla di Kiss me Licia. L’abbiamo cantata, e continueremo a farlo, ad ogni ascolto, eppure la celebre sigla del cartone animato – testo di Alessandra Valeri Manera, musiche di Giordano Bruno Martelli e voce di Cristina D’Avena – ha sempre suscitato una grande curiosità per la presenza di una Licia bionda. La spiegazione ufficiale, quella attendibile e veritiera, è legata alla bionda chioma della protagonista disegnata nei manga, Licia è infatti castana solo nella versione televisiva. La sigla di apertura è stata realizzata prima del cartone animato, per tale motivo la protagonista rispecchia quella disegnata nei fumetti.

La spiegazione “costruita”, si tratta di una vera e propria leggenda metropolitana più volte smentita, racconta invece della presenza di una voce fuori campo, una ragazza bionda per l’appunto che, alla fine di ogni episodio, elargisce consigli sull’amore.

 

Kiss me Licia: 6 curiosità che non conoscevi

Kiss me Licia: un bionda Licia nella sigla di apertura

 

2 – Il tragico destino dell’autrice. Il manga Ai shite Naito (pubblicato in Italia con il titolo Love Me Knight – Kiss Me Licia) è stato scritto e disegnato da Kaoru Tada, una fumettista giapponese classe 1960 deceduta a soli 38 anni.

Caduta durante un trasloco, la fumettista ha battuto la testa su una superficie di marmo, un colpo talmente grave da indurla in coma. La vita della giovane artista si è spenta tre settimane dopo quel grave incidente, era l’11 marzo del 1999.

 

3 – Il giocattolo di Andrea. Nel corso delle varie puntate, è possibile vedere il piccolo Andrea tirare fuori dal taschino della sua salopette un videogioco a forma di cuore, un giochino che utilizza per avere conferma delle affinità di cuore tra il fratello e la dolce Licia.

 

Kiss me Licia: 6 curiosità che non conoscevi

Kiss me Licia: Andrea con il suo giochino a forma di cuore

 

Ebbene quel giocattolo trae ispirazione da un gioco realmente esistito. Si tratta di “Love Star” della Casio, un giochino elettronico a forma di cuore o di stella che, dopo l’uscita del celebre cartone animato, è stato distribuito anche nella versione Kiss me Licia.

 

 

 

4 – Il gatto Giuliano. Nella versione nipponica, sia cartacea che televisiva, l’inseparabile amico di Andrea non proferiva parola, gli unici suoni da lui emessi erano infatti dei miagolii. Al contrario, per smorzare i toni romantici dell’anime, nella versione italiana gli fu data la voce di Pietro Ubaldi (doppiatore di Marrabbio, Doraemon e David gnomo).

Una scelta che rese Giuliano parte attiva della storia narrativa nonché uno dei personaggi più amati dai bambini: è impossibile dimenticare i suoi divertenti commenti, le sue canzoni in un inglese approssimato e le sue battute ironiche, spesso pronunciate in uno dei nostri dialetti.

Kiss me Licia: 6 curiosità che non conoscevi

5 – Differenze tra anime e manga. Oltre al colore dei capelli di Licia e ai miagolii di Giuliano, vi sono altre importanti differenze tra la versione cartacea (manga) e quella televisiva (anime) di Kiss me Licia.

 

La prima è indubbiamente la parentela esistente tra Mirko e Andrea. Nel cartone animato più volte viene raccontato di come Mirko, dopo la morte dei genitori, si sia preso cura del fratello minore. Solo nella puntata n° 37 si scoprirà che Marie, madre del bambino, è ancora viva e fa la stilista a Parigi. La donna infatti torna in Giappone per potersi riprendere il figlio, salvo poi lasciarlo felice e sereno con il fratellone.

 

Kiss me Licia: 6 curiosità che non conoscevi

Kiss me Licia: Andrea e la mamma Marie nella puntata n° 37

 

A differenza del cartone animate, nel quale Mirko racconta di un secondo matrimonio del padre dopo la morte di sua madre, nel manga il cantante spiega a Licia che Andrea è nato dalla relazione extraconiugale del padre, un tradimento che ha portato alla separazione dei suoi genitori e che ha letteralmente sconvolto la madre del musicista, Yoko Kato.

Inoltre quest’ultima, contrariamente alla versione televisiva, risulta ancora viva in quella cartacea e si opporrà fortemente alla relazione del giovane con Licia, considerata dalla donna non adatta per il figlio.

 

Altro particolare discordante è il grado di istruzione di Licia. Nel fumetto la giovane ha superato la maggiore età e frequenta il primo anno di università. Nel cartone animato invece la ragazza frequenta le lezioni serali del liceo.

 

Anche il finale è diverso seppur simile. Mentre nel cartone animato Licia e Mirko, fidanzati ufficialmente e promessi sposi, dovranno attendere la fine della tournée in America dei Bee Hive prima di convolare a nozze (condizione imposta da Marrabbio che, dopo un primo rifiuto, ha poi acconsentito al matrimonio), nel finale manga la coppia corona il loro sogno d’amore.

 

 

6 – Kiss me Licia un successo tutto italiano. Contrariamente a quanto accaduto in Italia, dove il cartone animato Kiss me Licia è divenuto un vero e proprio cult, il manga e l’anime “Ai shite Naito” non hanno riscosso un grande successo in Giappone. Per tale motivo la Toei Animation, lo studio di animazione giapponese che ha prodotto il cartone animato, non accettò la realizzazione di ulteriori episodi nonostante la forte richiesta estera.

I fans italiani della serie animata infatti reclamarono a gran voce, e con molta insistenza, un prosieguo del cartone animato, privati del tanto atteso e sospirato matrimonio. Fu così che alcune delle menti più acute e folli di Mediaset, tra cui la paroliera e autrice televisiva Alessandra Valeri Manera, diedero vita ad una stravagante, curiosa, e al tempo stesso brillante, idea: Kiss me Licia in versione sit-com, ossia il primo live action italiano di un cartone animato.

 

Fu così che nell’autunno del 1986 andò in onda il primo dei 34 episodi di “Love me Licia”, telefilm sequel di Kiss me Licia che vedeva protagonisti Cristina D’Avena nei panni di Licia, Pasquale Finicelli in quelli di Mirko, Luca Lecchi in quelli del piccolo Andrea (successivamente interpretato da Valerio Floriani) e Sebastian Harrison in Satomi.

Il successo fu tale che, negli anni successivi, vennero realizzate altre 3 serie tv, per un totale di oltre 140 episodi: Licia, dolce Licia (1987), Teneramente Licia (1988) e Balliamo e cantiamo con Licia (1989).

 

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