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Chi non usa la mascherina a scuola: interrogato e sospeso

Chi non usa la mascherina a scuola rompe o quantomeno sgretola il principio di comune principio cautela sociale. Cosa accadrà ai trasgressori: le punizioni.

Federica Federico

di Federica Federico

03 Settembre 2020

Cosa succederà a chi non usa la mascherina a scuola o vuole fare il furbo? Nella consapevolezza che quello delle mascherine è un presidio altruista e sociale, questa domanda ritorna con insistenza tra le mamme.

 

E se si scegliesse la più dura delle linee per ottenere che naso e bocca restino al sicuro?  Ogni qual volta le scuole scelgono la linea dura qualcosa non torna: le agenzie di formazione scolastica vivono una emergenza pedagogico-educativa da molto tempo denunciata dagli esperti e, se vogliamo ragionare nella pratica, persino confermata dalla tanto contestata DaD, attualmente, infatti, l’istituzione scuola è spesso incapace di parlare lo stesso linguaggio dei giovani, non è empatia né coinvolgente.

 

Eppure ancora una volta da qualche parte nel mondo scuola si fa ricorso a un vecchio e sorpassato sistema educativo: l’adulto educatore per raggiungere i suoi scopi, per quanto nobili essi siano, decide deliberatamente di utilizzare lo strumento della punizione.

chi non usa la mascherina a scuola

Cosa succederà a chi non usa la mascherina a scuola?
Fonte immagine 123RF.com con licenza d’uso.

Arriva da Perugia la notizia che fioccheranno “punizioni” a danno di chi trasgredirà all’uso delle mascherine in aula.

 

In caso di mancato uso della mascherina,  gli alunni di un istituto superiore rischiano 2 interrogazioni al giorno per tre giorni di seguito, oltre alla sospensione e al 5 in condotta.

 

Chi non usa la mascherina a scuola verrà interrogato per 6 volte in 3 giorni, questa punizione mi lascia perplessa, se non basita.

L’uso delle mascherine deve essere sollecitato e metabolizzato dagli studenti per il valore civico e di tutela sociale e collettiva che ha. Le interrogazioni non sono punizioni e mai dovrebbero essere qualificate come tali.

 

Essere interrogati vuol dire essere chiamati a partecipare al confronto scolastico, al dialogo culturale, significa dare un apporto personale alla crescita della classe e equivale a trovare conforto dei propri saperi per arricchire le proprie competenze. Perché mai si ammette che l’interrogazione passi come una punizione?

 

Sin tanto che noi adulti daremmo ai giovani questi modelli (punitivi, vetusti e negativi) del sistema scolastico non vi potrà essere speranza di rinnovare i sistemi della conoscenza.

 

Cosa succederà a chi non usa la mascherina a scuola?

Cosa succederà a chi non usa la mascherina a scuola potrebbe essere “punito”.
Fonte immagine 123RF.com con licenza d’uso.

Chi non usa la mascherina a scuola sarà punito con l’interrogazione, la decisione. 

 

Permettetemi una riflessione non casuale e del tutto personale: gli adulti che hanno pensato di qualificare l’interrogazione come punizione dando a un momento essenziale del confronto scolastico il valore di una pena sanzionatoria meritano un ripasso di pedagogia che parta da Durkheim e dalla prospettiva dell’educazione come un processo incessante in cui i gesti e le scelte dell’adulto hanno un peso specifico.

 

Vi riporto la notizia come data dalla stampa:

all’istituto superiore Volta di Perugia, la preside è categorica: chi non indosserà la mascherina a scuola rischia un voto in condotta più basso in pagella e sanzioni disciplinari sino alla sospensione. Non solo: previste anche due interrogazioni ogni mattina per tre giorni per i trasgressori. “È una della sanzioni già previste se gli studenti non rispettano l’ambiente scolastico, penso possa andare bene anche se non useranno la mascherina”, afferma la preside. (Citazione da fonte stampa, Orizzontescuola.it)

 

Intanto l’atto di ripudiare la mascherina parte da una cattiva educazione familiare: i genitori quest’estate avrebbero dovuto spendere un po’ del loro tempo a chiarire ai figli l’importanza del presidio esortandoli all’uso delle mascherine, non fosse altro che per fare amicizia con esse.

Pertanto una buona campagna di sensibilizzazione dovrebbe coinvolgere le famiglie.

 

In linea teorica sarebbe corretto ammetter in aula qualsiasi mascherina certificata, anche quelle in tessuto, chi è genitore e ha speso il tempo di cui sopra ad educare i figli all’uso del presidio sa, senza ombra di dubbio, che una buona mascherina in tessuto ha un taglio diverso dal rettangolo chirurgico, una adattabilità migliore e può, in molti casi, garantire una maggiore tollerabilità.

 

Cosa succederà a chi non usa la mascherina a scuola

Importanza dell’uso della mascherina a scuola.
Fonte immagine 123RF.com con licenza d’uso.

 

All’atto pratico il controllo sul rigido rispetto dell’uso del presidio potrebbe essere fattivamente molto difficile, soprattutto dipenderà dall’età degli studenti, dal livello di “pacifica” accettazione del presidio individualmente e persino dal contesto classe.

In nessun caso è giusto, almeno secondo la mia modestissima opinione di mamma, blogger e studentessa in scienze della formazione, confondere i piani dello studio e della prevenzione anti-covid. Lo studio, per parte sua, dovrebbe forgiare anime sensibili e punire, coartare o vessare non serve a stimolare l’educazione civica delle giovani menti. L’educazione è un atto pratico che migliora quanto più è empatico e condiviso con l’alunno. Pensiamoci.

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