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Scuola col nuovo Dpcm: le nuove regole dal 5\11 al 3\12

Tutte le regole della scuola col nuovo Dpcm, la didattica in presenza e la didattica integrata a distanza: differenze in base alle diverse regioni italiane.

Federica Federico

di Federica Federico

04 Novembre 2020

Cosa sta per succedere alla scuola col nuovo Dpcm? La scuola resterà aperta anche nelle zone rosse, salvo che per gli istituti superiori che proseguiranno con la didattica a distanza applicata anche alle classi seconda e terza della scuola secondaria di primo grado (le medie, per intenderci).

 

Ma procediamo con chiarezza, ed è d’obbligo una piccola digressione sulle linee guida generali del Dpcm.

Il Dpcm coprirà l’arco temporale tra il 5 novembre (entrando, infatti, in vigore domani, giovedì) e il 3 dicembre. Il documento è stato firmato nel corso della notte dopo un dibattito serrato e duro, che già ne evidenzia il carattere politicamente controverso.

 

Resta aperto il nodo non secondario della classificazione delle regioni; nell’attesa della determinazione regionale, si sa solo che saranno indicate a seconda del rischio di diffusione del contagio (diciamo così per riassumere e rendere comprensibili i concetti richiamati nel decreto che, nello specifico, fa riferimento all’ Rt come ad altri 21 criteri).

 

Le regioni saranno classificate come verdi, le regioni a basso rischio; arancioni, le regioni a medio rischio; rosse, le regioni ad alta pericolosità.

 

Stando alle indiscrezioni già trapelate, dovrebbero essere regioni rosse: Lombardia, Piemonte, Calabria, Alto Adige e Valle d’Aosta. In bilico la Campania.

Sarebbero invece considerate aree arancioni: Puglia, Sicilia, Liguria e probabilmente il Veneto.

Il resto d’Italia resterebbe verde(speranza).

 

 

scuola col nuovo Dpcm

La scuola col nuovo Dpcm, le nuove regole.
Fonte immagine 123RF.com

 

Le sorti della scuola col nuovo Dpcm varieranno a seconda del “colore” della regione.

 

Nelle regioni verde(speranza) la didattica in presenza sarà salvaguardata per tutti, con la sola eccezione degli istituti superiori. E sarà ammesso l’accesso ai parchi, fatto salvo il rispetto del divieto di assembramenti e del distanziamento sociale, si dovrà quindi continuare a mantenere la distanza interpersonale di un metro.

 

Anche nelle regioni verdi resta salvo il “coprifuoco” dalle 22:00 alle 5:00 del mattino, fascia oraria in cui è vietato uscire di casa, salvo che per motivi di salute o lavoro.

 

Sempre con riguardo alle regioni verdi, è prevista una restrizione della capienza sui mezzi di trasporto: su bus, metro e treni regionali saranno accolti il 50% di passeggeri in meno.

I centri commerciali dovranno rimanere chiusi nel weekend e nei giorni festivi, mentre si fermano completamente i musei, le mostre e le sale bingo.

 

In linea generale, su tutto il territorio nazionale, verranno sospesi i concorsi pubblici, ad eccezione di quelli finalizzati alla selezione del personale della sanità.

E qui un altro dazio per gli studenti e la scuola, tra i concorsi sospesi vi sarà, infatti, anche quello per le nuove assunzioni promesso per implementare il personale docente in questa difficilissima esperienza pandemica.

 

Nelle regioni arancioni la scuola sarà regolamentata dalle stesse disposizioni valide nelle regioni verdi.

Il mondo intorno ai bambini e ai ragazzi sarà, però, meno “usuale” e più vicino al ricordo del trascorso lockdown: bar, ristoranti, gelaterie e pasticcerie resteranno chiusi sempre e non più solo dopo le 18.

Potrebbe, altresì, essere vietato ogni spostamento da Comune a Comune diverso quello di residenza o domicilio, salvo comprovate ragioni di lavoro, studio o salute.

 

Nelle regioni rosse cambia anche il volto della scuola rispetto alla quale l’insegnamento in DaD partirà dalla seconda media, restando salva la didattica in presenza per infanzia, elementari e primo anno della secondaria di primo grado (ovvero per la prima media).

 

In queste stesse regioni, considerate come ad alto rischio, sarà vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai Comuni di residenza o domicilio, salvo che per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o per motivi di salute; resteranno chiusi bar, pasticcerie, ristoranti, e tutti i negozi che non vendono beni essenziali (saranno sempre aperte le farmacie e gli alimentari).

 

Le uniche attività di ristorazione consentite saranno  la consegna a domicilio fino alle 22:00 e l’asporto, con divieto di consumare gli alimenti sul posto o nelle vicinanze. Resteranno aperte le industrie.

 

scuola col nuovo Dpcm

La scuola superiore col nuovo Dpcm.
Fonte immagine 123RF.com con licenza d’uso.

Scuola col nuovo Dpcm: secondaria di secondo grado, ovvero la scuola superiore, in didattica digitale integrata al 100%, ma con qualche eccezione.

 

Alle superiori è stata lasciata aperta la possibilità di svolgere attività in presenza per quanto concerne l’uso di laboratori; la didattica in presenza, in deroga alla DaD, è ammessa come necessaria in ragione di peculiari situazioni di disabilità, come in caso di disturbi specifici di apprendimento o di altri bisogni educativi speciali (questo vale trasversalmente anche nelle zone rosse per la secondaria di primo grado).

scuola col nuovo Dpcm

Mascherine a scuola col nuovo Dpcm.
Fonte immagine 123RF.com con licenza d’uso.

La scuola col nuovo Dpcm mette le mascherine: obbligo di mascherina in aula e tutte le deroghe.

 

Da giovedì, a scuola diventerà obbligatoria la mascherina anche per i bambini delle elementari e delle medie, la soglia che segna l’obbligo è quella dei 6 anni d’età e la mascherina va indossata anche se sussista la distanza del metro tra le rime buccali e se i gli studenti occupano un banco singolo.

 

E’ quasi tautologico dire che la scuola col nuovo Dpcm non “parte per nessuna gita scolastica”: restano, infatti, sospesi tutti i viaggi d’istruzione, come le iniziative di scambio o gemellaggio, come le visite guidate e le uscite didattiche comunque denominate.

 

Anche il funzionamento degli organi collegiali e delle istituzioni scolastiche ed educative deve avvenire a distanza, persino le elezioni delle rappresentanze hanno seguito questo iter.



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